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Lo chiamavano Jeeg Robot fa il pieno di statuette ai David di Donatello

Il film di Mainetti si aggiudica ben sette statuette. Sette premi anche per «Il Racconto dei racconti». Sul red carpet la campagna #VeritaperGiulio

La cerimonia, quella tenutasi ieri, della 60esima edizione dei David di Donatello brilla di nuova luce e vita. Grazie a Sky, che produce (per la prima volta) e manda in onda lo show, e ad un Alessandro Cattelan in stato di grazia.

Il rimando al modello della cerimonia degli Oscar Hollywoodiani è palese, ma non per questo la serata risulta eccessiva o stucchevole. Il padrone di casa, aiutato dalla presenza provvidenziale dei The Jackall e dagli interventi ironici di registi ed attori del calibro di Paolo Sorrentino (“è il cinema che mi manda”), Michele Placido e Claudio Santamaria, si muove benissimo sopra il palcoscenico e manda avanti una serata a dir poco brillante.

Ma il vero protagonista del lunedì sera è stato senza ombra di dubbio “Lo chiamavano Jeeg Robot” (Ve ne abbiamo parlato QUI) candidato a ben 16 David, aggiudicandosene 7. Una serata che definire trionfante è dire poco.

Il lavoro del regista Gabriele Mainetti porta a casa statuette prestigiose: David a tutti e quattro gli attori candidati, produttore, regista esordiente e montaggio.

Nessuno dei quattro attori si aspettava di ricevere un premio, in special modo Ilenia Pastorelli che porta a casa il David come Migliore attrice protagonista “sconfiggendo” attrici navigate come Valeria Golino, Juliette Binoche e Paola Cortellesi.

Vorrei ringraziare un uomo che ha abbattuto tutti i muri e i pregiudizi che poteva avere nei miei confronti: Gabriele Mainetti. Mi ha fatto scoprire un’arte, una passione, tirando fuori l’attrice che è in me e lo ringrazierò per tutta la vita. Ringrazio anche tutti quelli che hanno partecipato a questo film”. Visibilmente commossa ed emozionata, con queste poche parole saluta il pubblico per tornare al suo posto con l’ambita statuetta.

Luca Marinelli riceve il David come Miglior attore non protagonista e possiamo affermare che mai un villain è arrivato ad essere (quasi) protagonista con un tale stile ed una presenza scenica così potente come la sua. A contendersi il premio con Marinelli per la stessa categoria Valerio Binasca (Alaska), Fabrizio Bentivoglio (Gli ultimi saranno gli ultimi), Giuseppe Battiston (La felicità è un sistema complesso) e Alessandro Borghi (Suburra).

Dopo i premi ad Andrea Maguolo e Antonia Truppo, rispettivamente per le categorie Miglior Montatore e Miglior Attrice Non Protagonista, è la volta di Claudio Santamaria a cui va il premio come Miglior attore protagonista.

Vorrei innanzitutto ringraziare le persone che mi hanno votato e l’Accademia, dedico il premio alla mia famiglia, a mia figlia e ai miei amici. Un grande “grazie!” va al grandissimo regista e grandissimo amico Gabriele Mainetti, che mi ha diretto in maniera egregia. Ai miei colleghi di lavoro Ilenia Pastorelli e Luca Marinelli; alle persone che abbiamo conosciuto a Tor Bella Monaca, che ci hanno raccontato le loro storie vere che abbiamo riportato nel film e mi hanno aiutato a costruire il mio personaggio”.

C’è spazio anche per una dedica molto speciale da parte di Santamaria a Graziella Bonacchioltre che un’agente per me è stata amica, sorella maggiore, madre, confidente che purtroppo non c’è più”. Omaggiandola poi in modo simpatico e scanzonato, togliendosi il cappello che aveva tenuto per tutta la serata, nascondendo una capigliatura molto particolare legata al film che sta girando in questo periodo.

A Gabriele Mainetti vanno le statuette per Miglior regista esordiente e Miglior Produttore: “Ringrazio chi mi ha votato e tutte le persone che hanno preso parte alla realizzazione di Lo chiamavano Jeeg Robot. Non vi ho coperti di danaro però immagino che siate soddisfatti. Ringrazio i miei attori così generosi e coraggiosi. Ilenia Pastorelli per aver messo in scena una fragilità unica, Luca Marinelli per il suo talento sconfinato e Santamaria per la sua completa fiducia nel farsi portare in un personaggio tanto lontano da lui”.

Il regista prosegue con i ringraziamenti agli sceneggiatori per aver messo in opera una scenografia “perfetta”, a suo padre e la sua compagna “per sopportarmi da sette anni” ed infine “il pubblico, soprattutto quello che è andato a vedere il film al cinema durante il primo weekend, per essere diventato una sorta di promotore multimediale facendo funzionare il passaparola” chiudendo con “Questi film li facciamo per voi, non per noi”.

Grande successo anche per “Il racconto dei racconti”, che porta a casa lo stesso numero di statuette di “Lo chiamavano Jeeg Robot”.

Di seguito, tutti i premi assegnati durante la 60esima edizione dei David di Donatello:

  • Miglior film: Perfetti Sconosciuti
  • Miglior regista esordiente: Gabriele Mainetti
  • Miglior regista: Matteo Garrone
  • Migliori effetti digitali: Makarinum
  • Miglior Documentario: S is for Stanley – Trent’anni dietro al volante per Stanley Kubrick
  • Miglior Cortometraggio: Alessandro Capitani
  • Miglior attore protagonista: Claudio Santamaria
  • David Giovani: La corrispondenza
  • Migliore attrice protagonista: Ilenia Pastorelli
  • Miglior Truccatore: Gino Tamagnini
  • Miglior Acconciatore: Francesco Pegoretti
  • Migliore Costumista: Massimo Cantini Parrini
  • Migliore Scenografo: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso
  • Miglior fonico di presa diretta: Angelo Bonanni
  • Miglior Musicista: David Lang
  • Miglior canzone originale: Simple Song #3
  • Miglior autore della fotografia: Peter Suschitzky
  • Miglior Montatore: Andrea Maguolo
  • Migliore sceneggiatura: Filippo Bologna
  • Migliore attrice non protagonista: Antonia Tuppo
  • Miglior produttore: Gabriele Mainetti
  • Miglior attore non protagonista: Luca Marinelli

Molto, molto importante da segnalare è la campagna #VeritaperGiulio: la mobilitazione per Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto, si fa spazio sul red carpet della cerimonia. L’hashtag #VeritaperGiulio spicca su spille da giacca, bracciali e adesivi sfoggiati dai protagonisti della serata. Tra i tantissimi che hanno aderito all’iniziativa: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Giuliano Montaldo, Marco Giallini, Anna Foglietta, Paola Cortellesi.

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Qube Music

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