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Live Report: Godspeed You! Black Emperor @ Estragon, Bologna

Se amate il post-rock, non lasciatevi sfuggire questa speciale band canadese

Se desiderate divertivi, gridare, ballare, insomma fare tutte quelle cose che si fanno durante la maggior parte dei concerti, un live dei Godspeed You! Black Emperor non è quello che fa per voi. Dico questo perché le sensazioni che ho provato sono state nettamente differenti rispetto agli altri concerti, forse paragonabili solo a quelle provate con gli Swans (attenzione: parlo solo di sensazioni, non voglio stabilire un legame tra le due band) , con la differenza che allora l’atmosfera fu più allucinatoria e violenta. I Godspeed, invece, ricoprono l’ambiente con un oscurante velo onirico e perturbante, capace sia di offuscare e mescolare  i pensieri, ma anche di risvegliare l’immaginazione.

Una performance vista, ascoltata e soprattutto provata. Riflettendoci  ora, posso definire l’esperienza vissuta un “viaggio in un sogno” nel quale sono stata proiettata sin da quando, varcando l’ingresso del locale, ho sentito risuonare nell’aria le prime note di Hope Drone. Entrando non ho potuto fare a meno di notare un pubblico molto numeroso (nonostante non siano mai entrati nel panorama mainstream, hanno acquisito col tempo una cospicua cerchia di fan) che osservava con aria assorta in direzione del palco. Guardando nella stessa direzione, ho subito constatato che nulla era stato lasciato al caso: la disposizione dei membri, le luci molto fioche, le proiezioni che bene accompagnavano la musica… tutto perfetto.

Il mio viaggio inizia così e prosegue con l’estraniante Mladic (è nell’LP ‘Allelujah! Don’t Bend! Ascend!, 2012) e con la gloriosa melodia di Bosses Hang, brano composto da tre parti contenuto nell’ultimo album Luciferian Towers uscito lo scorso autunno.

Segue Sleep, la mia preferita. E’ la più malinconica, sarà per via della melodia struggente del violino, del ritmo ora lento, ora più sostenuto…  sta di fatto che ha quel non so che adoro cercare e trovare in ogni canzone. E’ talmente bella che mi rende triste, e quando una canzone mi fa questo effetto vuol dire che trascorrerò il resto dei giorni ad ascoltarla in loop.

La fine è segnata da Fam/Famine, Undoing a Luciferian Towers e dall’attesissima BBF3, che ha esasperato lo splendido alone di mistero dominante.

Lunghissimi e sentiti gli applausi da parte del pubblico, rimasto immobile nella sala anche parecchi minuti dopo la fine del concerto.

Se amate il post-rock, non lasciatevi sfuggire questa speciale band canadese.

Chiara Picciano

Autore

Qube Music

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