Danilo D'Auria Live Report News

Litfiba, Tetralogia degli Elementi live all’Atlantico

Un concentrato di Rock e emozione allo stato puro. Imperdibile!

Dopo il trilogia Tour, finito da nemmeno due anni e che ha avuto un grandissimo successo, i Litfiba sono tornati e sono pronti a stupire.

Già a gennaio, con una presentazione all’Alcatraz di Milano del loro nuovo progetto, è stato possibile avere un piccolo assaggio di ciò che i fan hanno aspettato per diversi mesi: il tour della Tetralogia degli Elementi.

Tetralogia che comprende ben quattro album, sfornati dal 1990 al 1997: “El diablo” il fuoco, “Terremoto” la terra, l’aria con “Spirito” e l’acqua con “Mondi sommersi”. Un tuffo negli anni novanta attraverso i loro più grandi successi, con cui è cresciuta un’intera generazione, il tutto mescolato in un mix che promette scintille.

La risposta del pubblico non ha tardato ad arrivare, diverse date del tour sono andate sold out in poche ore e l’attesa è stata un crescendo di impazienza ed emozione.

Il primo appuntamento, previsto il 12 aprile a Roma, è arrivato. Ci troviamo all’Atlantico, ed è ormai un rito vedere arrivare i fan più affezionati dalle prime luci del mattino, ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia si sono riuniti per rivivere antiche emozioni rievocate dalla band. Un misto di ansia, gioia, impazienza, invade tutti quanti, e si inizia a realizzare cosa accadrà di lì a poco.

Dopo un ingresso in corsa un po’ concitato, i fan si accalcano in transenna e l’Atlantico si va riempiendo. La musica di sottofondo si ferma, le luci si spengono e un boato accoglie la band sul palco.

Si parte con “Resisti”, il pubblico inizia ad urlare e saltare entusiasticamente. Piero Pelù, con una maschera sul volto, sa come scaldare gli animi e, dopo i primi saluti ai “ragazzacci” presenti in sala, prosegue con una botta di vita incredibile: Africa – Dinosauro – Sotto il vulcano. Un tris esplosivo che manda il pubblico in visibilio.

L’Altlantico rischia di esplodere per il concentrato di energia che si sta sprigionando, l’alchimia tra il frontman ed il pubblico è ormai totale, la chitarra di Renzulli sembra stregata e non perde una nota, Martelli picchia forte senza sosta sulla batteria, il basso di Li Causi (ex bassista Negrita) graffia. Siamo ormai in una dimensione in cui esiste solo la musica allo stato puro.

“Nasce un fuoco nei motori, allora si parte!!!” Lo spettacolo è ormai al culmine, il pubblico quasi ipnotizzato si lascia travolgere da “Linea D’ombra” urlata a squarciagola, ma si trova spazio per un momento nostalgico con “Bambino”,  passando per “Tammuria”, “Raw Hide” (una delle chicche della serata) e “La musica fa”.

Arriva quello che è senza dubbio il momento più toccante della serata, anticipato dalla dedica ad a Federico Aldrovrandi e Stefano Cucchi, partono le note di “Ragazzo” che fanno commuovere l’intera sala, che canta ed ondeggia all’unisono. Parole forti cantate a denti stretti con grande emozione anche da parte di Pelù. E’ stato come se il tempo si fosse fermato.

Dopo un lungo sentito applauso di commozione ed approvazione, la band si prende una piccola pausa, ma il pubblico è troppo impaziente e reclama gli artisti sul palco, che ripartono con “Soldi”, “Regina di cuori” e un’altra chicca della serata “Il mistero di Giulia”, che manda letteralmente fuori di testa un pubblico ormai in delirio. Non mancano riferimenti alla mafia che “Come diceva Peppino Impastato, è una montagna di merda”, con tanto di cartellone scritto sul momento da Pelù con una bomboletta spray, ed esposto poi per il resto del concerto. Qualche stoccata non viene risparmiata nemmeno ad alcuni politici del panorama italiano e alla chiesa.

Il pubblico si abbandona ad un applauso che sembra non finire più, come fosse ancora in trance dopo l’evento a cui ha appena preso parte. Ma la band non è ancora sazia e si presta ad un bagno di folla tra saluti, sorrisi, foto e strette di mano.

Rimane forte la sensazione di aver assistito ad un’altra perla del rock italiano.

Se con la Trilogia abbiamo avuto la possibilità di viaggiare nel tempo ascoltando canzoni che pensavamo fossero andate dimenticate, la Tetralogia continua a regalarci emozioni dandoci modo di rispolverare tutti gli anni 90, con la musica che ha segnato ed accompagnato la vita di tanti e si pensava non sarebbe stato possibile rivivere live.

Noi possiamo solo ammirare tanta meraviglia.

Carla Marras | Foto: Danilo D’Auria

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Qube Music

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