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L’intervista ai Viva Lion: un duo romano dall’anima internazionale

“Mi Casa Es Tu Casa” è una sintesi dei nostri concerti e dei nostri viaggi in giro per il mondo

L’unica data italiana degli Stereophonics ci ha riservato una gradita sorpresa: un’azzeccatissima apertura affidata ai Viva Lion, ossia il progetto musicale di Daniele Cardinale arricchito in un secondo momento dal contributo di Marco Lo Forti. Dopo il successo di quest’anno abbiamo invitato questo duo a fare due chiacchiere con noi.

– Benvenuti ragazzi nella nostra webzine, innanzi tutto vi chiedo di raccontare ai nostri lettori come è nato e come si è evoluto il progetto Viva Lion . . .

Grazie QubeMusic! Ho iniziato a suonare chitarra e voce dopo precedenti esperienze in band del circuito indie rock e ispirato dal mio “periodo” canadese nel 2009. Nel 2013 è uscito il primo disco, The Green Dot Ep, e con il nuovo album Mi Casa Es Tu Casa siamo ufficialmente in due.

– Quest’anno non è la prima volta che vi troviamo in apertura di artisti internazionali che hanno un bel seguito… (io personalmente vi ho visto anche a Villa Ada in apertura di Xavier Rudd). La vostra musica sembra amalgamarsi bene in ogni contesto, come sono arrivate le sonorità degli Stati Uniti del Sud sulle corde delle chitarre di due giovani romani?

Ho sempre ascoltato musica “nordamericana”, le mie band preferite sono quasi tutte canadesi, sono cresciuto con il punk americano, l’hardcore americano, l’indie americano, poi nel tempo il country e il folk e un po’ di blues, fino al gospel e alle radici della musica. Fortunatamente sia Marco che io abbiamo le orecchie ben aperte e io non ho ancora intenzione di identificare la nostra musica con la terra in cui siamo nati.

– A tal proposito “Mi casa es tu casa” è il nome dell’album fruibile dal 23 Ottobre 2015, qual è il concept di questo disco?

A differenza di The Green Dot Ep, Mi Casa Es Tu Casa non è un concept album, ma il senso del titolo è una sintesi dei nostri concerti e dei nostri viaggi in giro per il mondo. Abbiamo suonato anche nelle case, e ci piace l’intimità e l’aria di famiglia che si può creare durante i concerti, ovunque essi siano. È un messaggio di benvenuto da parte di chi ci ospita ma anche da parte nostra.

– Undici tracce, qual è il primo singolo a fare da apripista e qual è la vostra traccia preferita?

Il primo vero singolo sarà “Hope In The Hill”, ma è uscita già “Oh, bummer” questa estate per dire che stavamo tornando, e abbiamo inserito i due singoli dell’ep(come a volte succede con i singoli e appunto con gli ep) per dare continuità, anche se sono passati più di due anni! Ascolto il nostro album da un anno ormai e vado a momenti, ma c’è una traccia che divide due ipotetici Lato A e Lato B che mi commuove ogni volta. Ogni singola volta.

– La collaborazione con la casa discografica torinese INRI è una garanzia, ma vi aspettavate tanto riscontro positivo?

Noi i riscontri positivi li abbiamo quando suoniamo, quando ci chiamano a suonare. Ogni volta che abbiamo aperto concerti in venue grandi, davanti a duemila persone che aspettano l’headliner, la risposta è stata sorprendente. Ma la strada è veramente lunga, e vogliamo goderci ogni singolo passo. INRI è una realtà conosciuta e rispettata, sanno quello che fanno e questo ci aiuta.

– Adesso che l’album è pronto, voi siete rodati a prendere treni e aerei per girare l’Italia, dove potremmo vedervi prossimamente?

Treni e auto li prendiamo già da un po’, io sto male se sto fermo. Marco è più razionale e l’ago della bilancia di Viva Lion. Il calendario è in aggiornamento, trovate le date su facebook ese ci volete anche in casa oltre che nei club scriveteci pure!

– Grazie Daniele e a prestissimo . . .

– Grazie a te Marta!

Marta Croce

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Qube Music

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