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Ligabue Mondovisione Tour “Palazzetti”

Live Report dall’Arena Grandi Eventi Sant’Elia di Cagliari

‘Ho proprio voglia di portarlo in giro questo “Mondovisione”.’

Così diceva Luciano Ligabue oltre un anno fa quando, il 26 novembre 2013, dopo oltre tre anni dal precedente “Arrivederci, mostro!”, pubblicava “Mondovisione”, il suo ultimo album.

E lo ha davvero portato in giro, cominciando da Correggio con un concerto nel palasport in cui cantò oltre venti anni prima, per poi continuare con palazzetti delle “Piccole Città”, stadi, Europa, America e addirittura Asia.

Un tour molto più lungo rispetto ai precedenti, che dopo aver fatto letteralmente il giro del mondo torna in Italia per il rush finale.

Poche tappe, ancora nei palazzetti, con una scaletta rimaneggiata atta ad accontentare tutti, dal fan occasionale a quello più affezionato.

Poche date, dicevamo, di cui la maggior parte sold out, andate a toccare tutta Italia isole comprese. E proprio su un’isola, la Sardegna, il Mondovisione tour vede la sua conclusione con una doppia data il 23 ed il 24 aprile all’Arena Grandi Eventi Sant’Elia.

Come da copione, decine e decine di fan si accalcano fuori dai cancelli da quasi due giorni prima, in maniera più o meno ordinata, ma non senza tafferugli. Il momento dell’ingresso all’Arena è infatti molto concitato ed il pubblico dà il peggio di se tra spintoni, insulti e risse sfiorate diverse volte. Non certo un bello spettacolo. Fortunatamente, una volta dentro, gli animi si calmano e l’attesa fino all’inizio del concerto diventa più calma.

Le ore passano veloci e l’Arena si riempie rapidamente in ogni ordine di posto.

Arrivano le 21 e la band fa il suo ingresso sul palco spaccando il minuto, un boato accoglie il cantante Emiliano che parte a mille con “Il sale della terra” (primo singolo dell’album Mondovisione) “Questa è la mia vita” e “Bambolina e Barracuda”. Il pubblico canta a gran voce preso dall’entusiasmo, lo stesso Luciano sembra in stato di grazia, caricato a mille come una bomba pronta ad esplodere di energia.

Saluta il pubblico spendendo alcune parole sulla difficoltà nell’organizzare i concerti isolani: “Voi sapete che comporta una certa difficoltà in più venire a suonare qui, però noi cerchiamo sempre di esserci per quanto possiamo” e spiegando come il palco di quella sera fosse stato montato “apposta per l’occasione” (L’Arena Sant’Elia è all’aperto, ed più piccola come dimensioni rispetto ad un palazzetto classico).

Il pubblico ringrazia con una coreografia semplice ma efficace: alza al cielo centinaia di fiori di stoffa, realizzati a mano, di ogni colore.

La serata prosegue con una scaletta piuttosto varia, passando da pezzi storici come “Voglio volere”, “Ti sento” e “Quella che non sei” toccando canzoni più recenti: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo” e “Il muro del suono”.

Alla scaletta si aggiunge poi una novità curiosa: Liga interpreta una sua versione di “C’è sempre una canzone”, brano da lui scritto ma interpretato fino a pochi mesi fa da Luca Carboni (terzo estratto dall’album “Fisico & politico”).

Il cantautore ha deciso di fare suo il brano e di condividerlo con i fan utilizzando una maniera piuttosto divertente e giocosa: una sorta di karaoke. Mentre eseguiva il brano, ha invitato i fan a cantare con lui seguendo il testo della canzone che compariva sui maxischermi.

Ma le sorprese non sono finite. Portandosi alla fine della passerella spiega “a chi non lo sapesse” che per ogni data del tour i fan hanno avuto la possibilità di votare una canzone da una lista di 30 pezzi (comprendente canzoni estratte da ogni suo album dal 1990 ad oggi), messa a disposizione online su Ligachannel.

Il pezzo più votato di ogni data, sarebbe poi stato da lui eseguito in acustico.

Una formula già vista, che Luciano ripropone spesso nei suoi tour.

Il pubblico non riesce a nascondere un briciolo di delusione sulla canzone prescelta per la prima data: “Il mio pensiero”, che effettivamente ha fatto capolino molto spesso nelle scalette del Liga da diversi anni a questa parte, non risultando quindi una grande novità. Per ascoltare una canzone bonus più “datata” e rara, si deve aspettare la sera successiva, quella della chiusura, in cui a sorpresa viene scelta “Non dovete badare al cantante” (Da “Buon compleanno Elvis” targato 1995).

Lo stupore viene anche dallo stesso Ligabue che accoglie così la scelta: “Non so come prenderla, nel senso che è la canzone della serata finale ed è quasi ironia della sorte che sia proprio questa. Comunque voi l’avete scelta, ed io correttamente ve la faccio!”.

Dopo la chiusura del concerto con “Piccola stella senza cielo” e “Con la scusa del rock’n roll”, vengono fatti i ringraziamenti di rito alla band, con tanto di standing ovation da parte del pubblico al ritrovato Max Cottafavi (chitarrista del Liga dal 1990 al 1994).

Luciano dice di avere addosso una certa tensione emotiva per la fine del tour e spera di aver dato al suo pubblico, ad ogni data, il concerto che meritava.

Il pubblico, dopo strette di mano e saluti entusiastici alla band, abbandona lentamente il palazzetto guardando la band sparire dietro il palco.

Carla Marras

Autore

Qube Music

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