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Lenny Kravitz scatenato al Postepay Rock in Roma

Lenny Kravitz porta in Italia il suo nuovo lavoro. Al Postepay Rock in Roma il piacere di ospitare la seconda data nel Bel Paese.

Lo “Strut Tour” di Lenny Kravitz approda in Italia e regala tre imperdibili date al Bel Paese.
Ieri è stata la volta del Postepay Rock In Roma.

Il palco è stato scaldato a dovere dapprima dai London Souls un duo americano davvero da tenere sott’occhio. Voce e chitarra più batteria = rock allo stato puro. Poi la volta di Gary Clark Jr, giovane promessa del blues, splendidi musicisti, ottimo il sound, perfetto il mood. Sentiremo parlare di lui ancora.

Lenny Kravitz si fa attendere, con leggero ritardo sale sul palco, occhiale scuro (anche se ormai il Sole è calato da un po’), giacchetto di jeans, maglia con numeri giganti e immancabile pantalone di pelle… forse lo stylist stasera non ha fatto proprio centro ma a Lenny Kravitz gli si può perdonare anche quell’impercettibilissimo accenno di tamarraggine.
Forse per via delle innumerevoli foto che non lo ritraggono quasi mai a occhi scoperti, mi ero fatta l’idea che Lenny Kravitz fosse un personaggio schivo e poco empatico. L’attesa non aveva aiutato a dissuadermi da questa impressione, ma una volta sul palco questo rocker dal cuore tenero ha saputo subito come arruffianarsi positivamente il pubblico.
Nessuna fetta di pubblico è rimasta priva dei suoi cenni dal palco.
Non un secondo fermo, destra, sinistra, centro si è prestato ai video dei cellulari del suo pubblico, ha lanciato baci, e durante il live non si è tirato indietro nemmeno a scendere dal palco per dare la mano e ad abbracciare da vicino molti dei fortunati alle transenne (e n.b. tutto senza occhiali da divo). Non so che cosa mangi e cosa beva ma 51 anni davvero ben portati.

Sul palco con lui una band più che nutrita, sassofoni e trombe, chitarre, tastiere, batteria, rock pop e soul ce ne era per tutti i gusti. Chiaro è che quando i musicisti sono di livello lo spettacolo spicca il volo da sé. Al basso Gail Ann Dorsey, conosciuta per la sua longeva collaborazione con David Bowie, in forma più che mai alla chitarra solista Craig Ross, calzanti a pennello gli assoli dei fiati, ma inutile negare il mio debole per la batteria, ancor di più quando ad agitare la bacchette con veemenza e potenza inaudita c’è una Wonder Woman come Cindy Blackman, acclamata dal pubblico dopo un “drum solo” da brividi.

Vecchi e nuovi successi ci fanno ripercorrere il percorso di Lenny Kravitz che in apertura di scaletta piazza “Frankenstein” con l’eloquente ritornello “I need love…” che richiama subito l’affetto dei suoi fan.
Pronti a cantare con “American Woman”, “I belong to you” e le ultimissime del nuovo album. Moltissimi i nuovi arrangiamenti e gli inserti strumentali ad arricchire il live. Ma forse visto il vasto repertorio c’erano davvero troppe canzoni che mancavano all’appello. Tutto sommato c’è da ammettere che Lenny ha saputo non farci sentire troppo questa mancanza, portando a casa un live di notevole livello tecnico e pieno di emozioni.

Prima di salutarci però Lenny prende dal pubblico un fan, si chiama Andrea, e magia suona di una tribute band dedicata proprio a Kravitz. Andrea ha l’onore di prendere in mano la chitarra di Lenny Kravitz. Poche note ed ecco l’intro di “Are you gonna go my way”, mentre Lenny divertito gli fa personalmente un video prima di chiudere la il live con questo bis davvero speciale. Andrea non dimenticherà questa serata, e nemmeno noi.

Marta Croce

Set List:
• Frankenstein
• American Woman
• It Ain’t Over ‘Til It’s Over
• Dancin’ Til Dawn
• Sister
• Believe
• Always on the Run
• I Belong to You
• Let Love Rule
• Fly Away
Encore:
• The Chamber
• Are You Gonna Go My Way

Autore

Qube Music

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