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Le canzoni di protesta contro il sistema e Donald Trump

Il duo composto da El-P e Killer Mike ha indicato queste nove canzoni come la massima espressione delle proteste razziali, politiche e sociali…

La recente elezione di Donald Trump ha creato un bel subbuglio nel mondo artistico musicale, tant’è che alcuni giorni fa, nel bel mezzo dell’inauguration day della presidenza, gli Arcade Fire hanno rilasciato il singolo “I Give You Power” e il duo alternative rap Run The Jewels ha preparato per il New York Times una bella playlist piena di canzoni di protesta.

Il duo composto da El-P e Killer Mike ha indicato queste nove canzoni come la massima espressione delle proteste razziali, politiche e sociali:

  • John Coltrane, ‘Alabama’, composta in occasione di un attacco del KKK in una chiesa nera;
  • Public Enemy, ‘By the Time I Get to Arizona’, una risposta al governatore di stato che non celebrò il compleanno di Martin Luther King;
  • Fugazi, ‘Cashout’, un vero inno contro lo sfruttamento economico;
  • Zack de la Rocha, ‘Digging for Windows’, è stata prodotta direttamente da El-P e rappresenta uno dei primi pezzi dell’opera prima del cantante dei Rage Against The Machine;
  • Bruce Springsteen, ‘Born in the U.S.A.’, definita una delle più brillanti e velate canzoni di protesta della storia;

  • Gang of Four, ‘Love Like Anthrax’, puro post- punk britannico. Rabbioso e spietato;
  • Curtis Mayfield, ‘We the People Who Are Darker Than Blue’;
  • Killer Mike, ‘Reagan’, proprio una voce del duo si autosegnala nel suo feroce attacco alla politica di Ronald Reagan;

  • 2 Live Crew, ‘Banned in the U.S.A.’, proprio con la benedizione di Springsteen il gruppo rap tira fuori una nuova versione di Born In The Usa puntando il dito sulla censura;

Noi di Qube Music, per l’occasione, indichiamo cinque canzoni di protesta insolite e tra queste non mancheremo di segnalare le contestazioni made in Italy.

  • Brujeria “Viva Presidente Trump!”, la prima segnalazione è in pieno tema Trump e proviene da un gruppo grindcore messicano. Per capire il messaggio della canzone basta una frase: “He wants war / Get in the ring, fucker”;

  • Francesco Guccini “La Locomotiva”, una canzone simbolo della “guerra santa dei pezzenti”;
  • Solange “Don’t Touch My Hair”, una traccia di protesta silenziosa: i capelli di Solange sono una rappresentanza della grande cultura afroamericana;
  • Il Teatro degli Orrori “Un Lungo Sonno”, una vera lettera aperta, decisa, graffiante;
  • The Zen Circus “Zingara”, uno sfottò al populismo becero che da tempo circonda parecchi abitanti della nostra penisola.

Gianluigi Marsibilio

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Gianluigi Marsibilio

Gianluigi Marsibilio

Classe 1995. Nato a Guardiagrele, piccola cittadina in provincia di Chieti, dopo aver percorso la carriera scolastica, frequentando il liceo scientifico, si sposta a Roma per frequentare gli studi in Comunicazione Istituzionale nell'Università Pontificia della Santa Croce. Già dal primo anno di studi ha cominciato a lavorare per varie realtà, creando anche il blog di informazione scientifica ''Tra scienza e coscienza''.