Denise Esposito Live Report Postepay Rock in Roma

L’alchimia dei “The XX” al Postepay Rock in Roma

Raccontare o provare a fare un sunto del concerto di ieri sera credo sia un’impresa impossibile. Non credevo che un concerto, di una durata anche piuttosto contenuta (non più di un’ora e trenta) potesse avere una forza tale da trasportare migliaia di fan in una sorta di loggia nera parallela e idilliaca.

Un live del genere mette d’accordo tutti, anche perché è impossibile non innamorarsi dello stile pacato, semplice, essenziale e digitale del trio.

L’attesa per questo live è aumentata dopo la rinuncia alla data di Firenze per il trio e Roma ha saputo rispondere alla chiamata, dimostrandosi ancora una volta capitale, di non so bene cosa, ma sicuramente di qualcosa di unico e gigantesco.

Tre talenti smisurati che dopo album e tanti live sono diventati delle certezze del panorama internazionale, e finalmente abbiamo consacrato anche a livello nazionale lo status degli XX, riconoscendone il loro valore assoluto.

L’alchimia sul palco è la chiave del live, difficile da spiegare in poche parole. Tutto si riconduce all’unità e alla capacità di ognuno dei tre di saper mettere a servizio del gruppo un particolare talento, dalla presenza scenica di Romy Madley Croft alle linee ritmiche di Oliver Sim. Già sold out in autunno a Milano, la data di Roma non è stata da meno e riafferma l’enorme capacità del gruppo di tenere una fanbase affezionata.

L’atmosfera durante il concerto è eterea: nonostante un caldo assurdo, da squarciarsi la maglia e ogni vestito, tutto viene ricondotto ad una dimensione dove è impossibile provare sentimenti negativi.

C’è un termine nella lingua koreana che è Sijo, legato alla poesia e alle canzoni: questa parola esprime lucentezza, e può inserirsi in un contesto di amore, metafisica e spiritualità, Sijo può essere una definizione apocrifa di The XX al Rock in Roma.

In critica letteraria si dice che dei versi brillano di luce propria, forse il trio di Londra è la cosa più vicina alla lucentezza umana: gli specchi sul palco non c’entrano, sono loro che con la musica offrono qualcosa in più, una dimensione più profonda.

Per tutti i presenti è stato come trovarsi in un dipinto di De Chirico chiamato “Il ritorno di Ulisse”: appena avete l’occasione correte a vedere il quadro e capirete come i The XX siano stati capaci di farci fare un viaggio e allo stesso tempo farci sentire tra le mura di casa, con il salotto della zia che è strapieno di specchi.

La loro dolcezza caratteristica è intrisa di rispetto verso il pubblico e nei confronti della loro musica: concerto memorabile che diventerà un vero memorabilia nella storia della manifestazione romana.

Gianluigi Marsibilio | Foto: Denise Esposito

 

Autore

Gianluigi Marsibilio

Gianluigi Marsibilio

Classe 1995. Nato a Guardiagrele, piccola cittadina in provincia di Chieti, dopo aver percorso la carriera scolastica, frequentando il liceo scientifico, si sposta a Roma per frequentare gli studi in Comunicazione Istituzionale nell'Università Pontificia della Santa Croce. Già dal primo anno di studi ha cominciato a lavorare per varie realtà, creando anche il blog di informazione scientifica ''Tra scienza e coscienza''.