Giusy Chiumenti Live Report

“L’Abitudine di Tornare Tour” di Carmen Consoli ad Eutropia

Prendendo spunto dalle famose “D” elencate in Besame Giuda quella di ieri sera era certamente “D come…” dimenticatevi la Carmen che conoscevate: la Casta Diva che, si presenta sul palco di Eutropia su tacchi vertiginosi e aderentissima gonna di pelle

Prendendo spunto dalle famose “D” elencante dalla Cantantessa in Besame Giuda, quella di ieri sera era sicuramente “D come…” dimenticatevi la Carmen che conoscevate: la Casta Diva che, si presenta sul palco di Eutropia su tacchi vertiginosi e aderentissima gonna di pelle, ricordando l’operato e l’importante presenza di Amnesty International, viaggia spedita tra Geisha, Mio zio, Sentivo l’odore, appoggiandosi sui nuovi successi come L’abitudine di tornare, Ottobre, La signora del quinto piano, testi socialmente impegnati, smorzati – per così dire – da un’attitudine rock molto lontana dall’immagine finora conosciuta.

Carmen conquista il pubblico: completamente ri-arrangiati, in una veste nuova, i bravi fanno innamorare fan più o meno affezionati; Matilde odiava i gatti, Per niente stanca, Fino all’ultimo, A A A cercasi, Fiori d’arancio, Contessa miseria, Venere, e un invito a non rimanere in silenzio, impassibili e omertosi con Esercito silente.

Grazie anche alle “amichevolmente complici” Fiamma Cardani alla batteria e Luciana Luccini – bassista della nota band romana Madame Lingerie – la Cantantessa Nazionale si destreggia tra distorsioni e ringraziamenti al pubblico che tanto la ama. E proprio con distorsioni e fumo veniamo ingannati sulla fine del concerto, quando poi finalmente riappare lei, sola, per regalare un momento di intimità con Parole di burro e la leggendaria Confusa e felice.

Carmen scherza con il proprio pubblico e omaggia la “romanitudine”, così dice lei, raccontando del suo amore per Roma, di come la consideri una seconda casa e di quanto questa città la abbia sostenuta all’inizio della propria carriera, e invitando sul palco un’amica, ospite d’eccezione, la splendida Marina Rei, con la quale si esibisce in Quello che sento, brano sanremese del 1995, per poi concludere, dopo ben due ore di live, con Amore di plastica e Besame Giuda.

Ad accompagnare sul palco la Cantantessa, Le Malmaritate, interessante formazione catanese tutta al femminile, che il 25 novembre ha pubblicato l’ album d’esordio “Ognuno havi ‘n sigretu“. Un disco, prodotto da Carmen Consoli stessa con la sua Narciso Records.

Flavia Elisabetta Munafò | Foto: Giusy Chiumenti

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Qube Music

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