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La prima volta dei Tame Impala al Postepay Rock in Roma

Ai Tame Impala basta un semplice intro, accompagnato da appropriati giochi di luce, a predisporre la mente dei presenti al viaggio labirintico che sta per iniziare…

Ieri sera, dopo la breve pausa estiva, ha riaperto i battenti il Postepay Rock In Roma. E lo ha fatto in grande stile.

La kermesse ha infatti ospitato, per la prima volta nella capitale, uno dei fenomeni musicali degli ultimi anni: i Tame Impala dell’australiano Kevin Parker.
A dare inizio ad una serata caratterizzata dalle atmosfere psichedeliche è stato Nick Allbrook (nella gallery in basso). Fondatore dei Pond e bassista degli Impala nelle performance dal vivo, il musicista ha lasciato il gruppo nel 2013 per dedicarsi alla sua carriera solista, realizzando, lo scorso anno, il suo debut album dal titolo “Ganough, Wallis And Fatuna”. In linea con la poetica “impaliana”, quello di Albrook è uno psych rock sognante, fatto di chitarre distorte che, perlomeno in linea teorica, dovrebbero condurre l’ascoltatore in un viaggio mentale a base acida. La risposta degli spettatori al trip che si consuma sul palco è però assai tiepida, risultando le distorsioni e gli effetti sonori proposti più vicini piuttosto ad esercizi di stile che ad altro.
Ai Tame Impala basta invece un semplice intro, accompagnato da appropriati giochi di luce, a predisporre la mente dei presenti al viaggio labirintico che sta per iniziare. Quando Kevin Parker e soci fanno il loro ingresso in scena la magia è completa. S’inizia con il nuovo singolo “Let It Happen” e “Mind Mischief” dall’album “Lonerism”.

Nonostante la massiccia presenza del synth nel loro ultimo lavoro di studio, il gruppo dimostra straordinarie doti musicali: quel che nel disco suonava piatto acquista invece – nell’esecuzione dal vivo – una corposità ed una rotondità insperate. Il timbro vocale morbido del carismatico frontman ci accompagna delicatamente attraverso i brani, sapientemente alternati tra nuovi ed elettronici – come “The Moment” – e vecchi, di stampo squisitamente psichedelico, come ad esempio “It Is Not Meant To Be”, tratta da “Innerspeaker”, od “Elephant”. Straordinaria protagonista in questo live è poi la tastiera di Jay Watson, che da il meglio in pezzi come l’ipnotica “Eventually”.
I giochi di luce e le immagini che vengono proiettate alle spalle del gruppo si rivelano essere una cornice necessaria affinché il coinvolgimento emotivo del pubblico sia totale ed incondizionato: non una persona riesce infatti a distogliere lo sguardo dai cinque australiani fino, almeno, a “’Cause I’m A Man”. Da qui in poi infatti lo show sembra calare lievemente di livello, perdendo un po’ di quel mordente che aveva tenuto tutti incollati ed attoniti fino ad allora. L’encore è affidato a due canzoni estratte dal loro secondo disco “Lonerism”, seguite dall’outro, la cui funzione è quella di prendere per mano lo spettatore per accompagnarlo alle porte del risveglio totale delle facoltà intellettive che le sonorità degli Impala avevano temporaneamente ma inesorabilmente offuscato.

Laura Di Francesco | Foto: Danilo D’Auria

Set list:

• Intro
• Let It Happen
• Mind Mischief
• Sestri Levante
• Why Won’t They Talk Me?
• The Moment
• It Is Not Meant To Be
• Elephant
• The Less I Know The Better
• Eventually
• Why Won’t You Make Me Up Your Mind?
• Oscilly
• ‘Cause I’m A Man
• Alter Ego
• Apocalypse Dream
• Encore
• Fells Like We Only Go Backwards
• Nothing That Has Happened So Far Has Been Anything We Could Control
• Sestri Levante (Outro)

Autore

Laura Di Francesco

Laura Di Francesco

Classe 1984. Manifesta precocemente la passione per ogni tipo di manifestazione artistica, prima tra tutte, la musica. Nel 2003 consegue il diploma di scuola media superiore in grafica pubblicitaria. Successivamente si iscrive alla Facoltà di Lettere all’Università degli Studi Roma Tre, laureandosi con il massimo dei voti. Attualmente lavora presso uno studio amministrativo e frequenta il corso di laurea magistrale in Italianistica. Unendo l’amore per il Rock e quello per la scrittura apre un blog «La filologa del Rock ‘n’ Roll» ed inizia a collaborare con la webzine «Nerds Attack!». Donna dinamica e dotata di un’inesauribile curiosità, viaggia spesso per assistere a concerti e festival. Il suo più grande sogno ed obiettivo è quello di fare della critica musicale il lavoro della sua vita.