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Kasabian, da Taormina al Postepay Rock in Roma… una lunga scia di successo

Il successo dei Kasabian corre dalle stelle dell’anfiteatro di Taormina, dove la band inglese si è esibita il 20 luglio, alla serata dell’Ippodromo delle Capannelle…

Circondata da un gruppo di inglesi, che semino rapidamente, raggiungo il parterre del Rock In Roma e trovo un posto, leggermente defilato, in transenna e decido che da li non mi muoverò più, l’aria fresca dei castelli penetra attraverso le transenne e non posso rinunciarci! La Rock Zone, ripulita e risistemata dopo il concerto dei Red Hot Chili Peppers, si riempie rapidamente e mi sorprende il fatto di vedere parecchi over45 popolarla. La birra scorre a fiumi e davanti a me si ferma un gruppo di anglofoni che ne tiene in mano due per ciascuno. Effettivamente sento parlare più inglese che italiano, il che non è un male!

Mentre osservo il Monte Cavo davanti a me colorarsi di rosa, e con lui le nuvole sopra di me, inizia il set di Nic Cester & The Milano Elettrica, nuovo progetto del cantante degli autraliani Jet, Nic Cester appunto, insieme ad Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion, Sergio Carnevale dei Bluvertigo, e altri sei elementi, di cui una sezione di fiati.

Questo ragazzo barbuto sta sul palco con scioltezza, ma in pochi capiscono che si tratta del cantante del gruppo australiano. Il pubblico viene attratto dal sound duro e dalla sua voce graffiante e al tempo stesso precisa, mezz’ora o poco più passa rapidissimamente ascoltando questa nuova band e quando ci saluta, i presenti si fanno sentire con un fortissimo applauso.

L’area circostante continua a riempirsi e, quando alle 22 i Kasabian sono pronti ad entrare sul palco, le persone continuano ad arrivare.

Le luci si spengono, i fotografi arrivano sotto il palco e lo show può iniziare: partono le note del Nessun Dorma di Giacomo Puccini e la voce di Pavarotti apre ufficialmente la data romana della band. Preceduti da una intermittenza di led rossi, accompagnati da un suono che simula il battito cardiaco, i Kasabian entrano in scena e alle loro spalle un gigante cuore rosso si illumina: partono le note di Ill Ray (the king) si accendono le luci e vediamo Sergio Pizzorno e Tom Meighan con una specie di camice da dottore addosso (il richiamo al video di Your in love with a psycho è chiaro). L’impatto col pubblico è dei migliori, Tom ha l’argento vivo e si muove ovunque sul palco. Quando parte Underdog, veniamo scapigliati dalle casse che pompano al massimo (questo è il bello della prima fila). A seguire Eez-eh, durante la quale viene proposto un azzeccatissimo mash-up con Around the world dei Daft Punk e Shoot the runner che, se la versione studio già fomenta, live è una vera bomba!

Se Giacomo Puccini non fosse stato abbastanza, per ricordare l’affetto che Pizzorno prova per il nostro Bel Paese, viene suonato anche il ritornello di Nel blu dipinto di blu di Modugno: il pubblico prontamente canta e Sergio intona il coro da stadio dedicato a Ranieri all’epoca del Leicester e poi viene abbracciato dal suo compare, Tom. Il set è intenso e non riusciamo a stare fermi un attimo, né noi fra il pubblico né la band sul palco! Days are forgotten viene seguita da You’re in love with a psycho e, finalmente, riusciamo a fare una pausa durante Man of simple pleasure, dopo la quale parte Club foot che, come una macchina del tempo, mi riporta subito indietro al 2004. Nel frattempo i ragazzi sul palco ballano, saltano si abbracciano e regalano al pubblico un quadretto stupendo. Veniamo graziati con Re-wired ascoltando la quale, possiamo nuovamente riprendere fiato. Per La fee verte, Tom lascia la scena a Pizzorno, il quale nome viene chiamato dal pubblico con un coro da stadio (Sergio!Sergio!). Finito questo pezzo, Sergio ringrazia tutti e, in italiano, dice di sentirsi sempre a casa quando è in Italia. Si prosegue con Treat, durante la quale l’italo-britannico non riesce proprio a rimanere sul palco e scende a salutare e abbracciare le prime file.

Il concerto è ancora lungo e prima di arrivare alla meritata pausa, ci aspettano ancora cinque brani, l’ultimo dei quali è L.S.F (lost souls forever), che chiude alla grande la prima parte dello show.

Si riprende dopo pochi minuti col duetto acustico di Goodbye kiss, azzarderei dire il momento più romantico della serata… Comeback Kid ci consegna poi a Vlad the impaler: quello che, a mio avviso, doveva essere il pezzo di punta della serata è stato leggermente rovinato da un abbassamento improvviso dell’audio, i watt, infatti, non ci scapigliano a sufficienza su questo pezzo, che, nonostante tutto, resta molto coinvolgente. La serata si conclude col ventesimo pezzo, Fire, alla fine del quale i ragazzi si riuniscono a bordo palco: iniziano i saluti e Tom, ancora col camice addosso (ma come avrà fatto con quel caldo?), ci regala una sviolinata, “You’ve been fucking amazing tonight Roma”, che sembra più sincera delle solite sviolinate che si fanno generalmente in queste circostanze: la sensazione è proprio quella che si siano divertiti insieme a noi, il concerto si è di fatto trasformato in una grande festa alla quale tutti si sono sentiti partecipi, e, come si fa alle feste, il bravo padrone di casa saluta gli invitati, e infatti Pizzorno, mentre i suoi colleghi escono di scena, scende di nuovo dal palco e torna a salutare i fan.

Arianna Cacciotti | Foto: Denise Esposito

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Qube Music

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