Live Report

James Blunt: un tripudio di luce, colori e suoni

James Blunt conquista Milano con il suo Afterlove Tour…

A tre giorni dal successo di Bryan Adams, tocca a James Blunt conquistare il Forum con il suo Afterlove Tour. La performance dell’artista britannico colpisce per la sua abilità nel dare energia e credibilità allo show senza compromettere la vena più passionale e romantica che lo ha da sempre contraddistinto.

Missione compiuta per James Hillier Blount, in arte Blunt. Alla sua terza esibizione nella città meneghina, l’ex primo ufficiale dell’esercito britannico si prende la scena con uno spettacolo in stile Coldplay per luce, colori e suoni. Lo show si apre con ”Heart to heart”, singolo tratto da ”Moon landing”, con il quale il cantante rende subito manifesta la sua poliedricità e capacità di alternare ballate festose a brani lenti ed emozionali. Dopo ”I’ll take everything”, chiamata a rappresentare ”All the lost souls”, e ”Wisemen”, tratta da ”Back to bedlam”, Blunt porta sul palco del Forum tre brani  tratti dal nuovo album, fra cui ”Someone singing along”, dedicata al nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come ammesso candidamente dallo stesso cantautore fra le risate generali. L’artista si sposta poi al piano per eseguire  ”Goodbye my lover”, in una versione acustica che commuove il palazzetto, seguita da ”High”, cantata a squarciagola dal pubblico.

”Carry you  home” e ”Postcards” precedono ”Make me better”, la ”canzone d’amore più bella mai scritta da Ed Sheeran”, secondo la moglie di James. In uno spettacolo in cui Blunt si concede al pubblico con aneddoti personali a fare da corollario ai brani, non può certo mancare ”You’re beautiful”, il cui giro di chitarra iniziale manda in visibilio la folla.

La canzone d’amore per eccellenza – che in realtà parla di un pervertito che perseguita una donna – porta alla conclusione della prima parte dello spettacolo. Dopo ”Same mistake” – la canzone preferita di Blunt – e ”Bartender”, lo show pare terminare con una splendida versione di ”Ok”, nella quale il pubblico viene invitato ad affollarsi sotto al palco e a stare ”down”, prima di saltare in aria durante il ritornello in un tripudio di gioia e colori. Dopo una breve fuga, l’artista britannico e la sua band vengono richiamati a gran voce sul palco, chiudendo l’esibizione con quattro encore, fra cui ”1973” al piano e ”Bonfire heart”, terminata sventolando ruffianamente la bandiera tricolore.

L’ultima data del The Afterlove Tour si rivela un successo per James Blunt e compagnia: chi ha assistito allo spettacolo già non vede l’ora di assistere alla prossima tournée di Blunt, augurandosi che l’ex militare torni a calcare i palchi del Belpaese il prima possibile.

Andrea Morabito

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Qube Music

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