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JACK WHITE: Boarding House Reach

Boarding House Reach è un disco fuori fuoco, ma perlomeno c’è una ricerca del suono e una voglia di osare: tutto questo non basta, ma caro Jack ti perdoniamo…

Il minestrone, dopo una giornata di scuola, ci è sempre stato sulle palle (poco simpatico). Ormai i momenti legati all’adolescenza o all’infanzia sono finiti e il minestrone che non sopportavamo si è trasformato in una salvezza del fuorisede, perché è facile da riscaldare e noi non abbiamo grande voglia di cucinare.

Nella musica però rimango intransigente sui polpettoni triti e a tratti pretenziosi: Boarding House Reach di Jack White è diverso da qualsiasi cosa nella discografia dell’ex White Stripes e probabilmente è un picco basso del suo lavoro, che fino ad oggi era sempre stato incisivo e mai banale.

Moravia ha scritto una bellissima e illuminante frase sulla creazione e la funzione della noia nel piano divino: “In principio, dunque, era la noia, volgarmente chiamata caos. Iddio (Jack White), annoiatosi della noia, creò la terra, il cielo, l’acqua, gli animali, le piante, Adamo ed Eva; i quali ultimi, annoiandosi a loro volta del Paradiso, mangiarono il frutto proibito. Iddio (Jack White) si annoiò di loro e li caccio dall’Eden”.

Jack White, nonostante la sua aurea mistica, non ancora riesce ad essere un vero demiurgo: nel suo buttare al centro della scena blues riff accesi, jazz, power rock e tanto altro dimostra solo irrequietezza. Una certa smania di apparire.

Rimane la noia, tanta, che prende il sopravvento, passaggio dopo passaggio del disco.

Boarding House Reach è un disco che, chiariamoci, suona bene, ma è strutturato male. Connected By Love aveva lasciato sospeso il mio giudizio, facendomi gonfiare il petto pieno di gioia e attesa per quest’album.

Tutto l’ardore però non è stato ripagato e a tratti si è sfiorato il disastro, come nel caso di Ice Station Zebra, goffo tentativo di provocazione rap mal riuscita, Jay-Z non basta.

Le riflessioni legate a questo disco in questi giorni sono tante e nessuna è definitiva. Jack White ha tuttavia un merito: quello di dividere il pubblico e anche i fan storici tra l’odio e l’amore. Probabilmente solo una vera rockstar può avere questa capacità di catalizzare, dividere e cambiare le cose. Questo disco forse non è necessario per il pubblico, ma è indubbiamente utile per chi parla e ama la musica, perché sicuramente riaccende il pensiero critico musicale di ognuno di noi.

Anche se il disco non è probabilmente quello che mi sarei aspettato, Jack White ha chiarito che il rock ha ancora qualcosa da dire. Boarding House Reach è un disco fuori fuoco, ma perlomeno c’è una ricerca del suono e una voglia di osare: tutto questo non basta, ma caro Jack ti perdoniamo.

Un disco del genere comunque lascia il giudizio definitivo sospeso, se ne riparla tra dieci-quindici anni perché sono sicuro che Boarding House Reach può rappresentare un punto di svolta, tra vita e morte del rock che sarà.

Autore

Gianluigi Marsibilio

Gianluigi Marsibilio

Classe 1995. Nato a Guardiagrele, piccola cittadina in provincia di Chieti, dopo aver percorso la carriera scolastica, frequentando il liceo scientifico, si sposta a Roma per frequentare gli studi in Comunicazione Istituzionale nell'Università Pontificia della Santa Croce. Già dal primo anno di studi ha cominciato a lavorare per varie realtà, creando anche il blog di informazione scientifica ''Tra scienza e coscienza''.