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Intervista Esclusiva a GIORDANO SANGIORGI

In occasione della prossima manifestazione a Faenza targata MEI, abbiamo incontrato e intervistato il patron Giordano Sangiorgi

Il Meeting delle Etichette Indipendenti è la più importante manifestazione dedicata alla nuova scena musicale indipendente italiana; si configura come  una “due giorni” di concerti, presentazioni musicali e letterarie, convegni e mostre, oltre a una parte espositiva rivolta agli operatori della filiera musicale.

L’obiettivo della manifestazione è quello di sostenere, promuovere e favorire la crescita e la diffusione di una cultura musicale indie ed emergente, per contrastare la massificazioni che si sta avendo in questo comparto. Questo, attraverso un’offerta artistica intensificata nelle due giornate, che si traduce in circa trecento showcase e concerti, e cento tra dibattiti, convegni e presentazioni letterarie. La musica è al centro della manifestazione: musica da ascoltare e da approfondire.

Proprio in occasione della prossima manifestazione a Faenza targata MEI, abbiamo incontrato e intervistato il patron Giordano Sangiorgi, che ci ha parlato del nuovo ciclo della scena indipendente italiana.

– Salta subito agli occhi l’utilizzo dell’hashtag #nuovomei2015 e la dicitura “Super MEI Circus”. Come si è evoluto in questi anni il MEI e quali novità presenterà quest’anno?

Dopo la festa per i 20 anni del MEI realizzata con successo al Macro di Roma con al centro la discografia indipendente, quest’anno si apre un nuovo ciclo che riparte da zero tutto dedicato agli emergenti, i nuovi produttori e artisti di oggi della nuova scena indipendente, tutti under 30, per dare una piattaforma di servizio alle nuove realtà… cosa che oggi non hanno.

In questa nuova epoca al centro troviamo il web, il live, i diritti, l’intercultura e la formazione. Sono questi i temi sui viaggia il nuovo MEI oltre al rinnovamento generazionale.  Tra le novità, oltre a  quella generazionale, vi è l’idea di un Super Mei Circus itinerante che toccherà diverse città per portare il “baraccone” degli emergenti in tutto il paese.

– Il MEI si concentra sulle nuove realtà emergenti, quest’anno tra le varie iniziative avete prpgrammato il workshop “dall’autoproduzione all’autopromozione” e un laboratorio di scrittura creativa. Da chi è nata l’idea? Queste iniziative innovative potranno essere sviluppate anche al di fuori del MEI?

Siamo stati i primi a pensare ad un festival che non aveva al centro il  palco con sotto il pubblico plaudente (o no). Ma al contrario fin dalla prima edizione abbiamo pensato ad una piattaforma dove ognuno potesse essere al centro dell’attenzione e passare da spettatore a protagonista in un attimo. Ecco perché ci sono tanti palchi, gli espositori, i convegni e i dibattiti, i workshop e i laboratori, le mostre e tanto altro ancora. Tutte cose che abbiamo sperimentato noi per primi e che portiamo abitualmente in giro per l’Italia durante tutto l’anno.

– Il MEI da sempre si prodiga per l’organizzazione di eventi live, vista e considerata la volontà di aprire Campovolo a tali eventi, si pensa di portare il Lollapalooza in Italia… Potrebbe essere una grande occasione o si rischierebbe un flop?

Credo che ogni sforzo che ci porti a internazionalizzarci sia positivo. Ancora meglio se questo permettesse un incontro e un incrocio con le migliori esperienze nuove della musica del nostro paese.

– Cos’era per lei il MEI quando venne creato e cosa rappresenta ora, a distanza di tanti anni?

Una sfida vinta, quando abbiamo iniziato vent’anni fa come Festival delle Autoproduzioni tutti pensavano che questo settore non ce l’avrebbe fatta  e ci consideravano di “serie B”. Oggi possiamo dire che abbiamo vinto: abbiamo sdoganato totalmente il termine indipendente facendolo divetnare anche in Italia sinonimo di musica di alto livello e di qualità e soprattutto abbiamo eroso spazi di visibilità e quote di mercato alle multinazionali del disco. Chiudiamo quindi i 20 anni con grandi numeri di grandissima partecipazione e grande soddisfazione grazie anche alla licenza ottenuta come AudioCoop, come unica società di collecting per i produttori e gli artisti indipendenti che ci permetterà di continuare a portare risorse vitali al settore. Anzi invitiamo tutti a iscriversi presso di noi per ricevere i propri diritti. Certo, la sfida della nuova generazione dell’#nuovoMEI2015 sarà quella di vincere contro le piattaforme multinazionali globali che trattengono per sé tutte le risorse della musica insieme alle grosse somme dell’equo compenso che devono essere reinvestite almeno per un quarto sui giovani del nostro paese.

– Nel corso degli anni, il Festival è passato da una posizione periferica fino ad arrivare al centro della città, diventando un punto di riferimento a livello nazionale che chiama a se artisti emergenti da tutta Italia.

Se abbiamo trasformato il modello fiera, oramai superato con l’avvento di internet, in un modello  di Città della Musica, per primi, che ha straordinariamente funzionato e ne siamo veramente soddisfatti.

– In tutti questi anni di MEI, di cosa è particolarmente fiero e di cosa invece si rammarica?

L’orgoglio è quello di avere creato dal basso, grazie all’aiuto di centinaia di persone che credono nell’unità del settore indipendente, un punto di riferimento culturale e musicale che prima non c’era dando valore e spessore al lavoro singolo di ognuno di questa filiera, a livello nazionale, mentre a livello locale è forte la soddisfazione di avere creato a Faenza l’evento turistico più importante del territorio.

Il rammarico è quello di non essere riuscito, ma da soli è difficile, a fare approdare queste straordinarie musiche, sui grandi media tv e radio in prima serata come meriterebbero, cambiando così anche il volto culturale del paese e rendendolo più attuale. La tv musicale del servizio pubblico e privato è composta unicamente di brani mainstream tradizionali e senza un briciolo di innovazione, tenendo così l’Italia ferma agli Anni Cinquanta e alle melodie di Al Bano.  Ma è una sfida che oggi forse con il nuovo Direttore Generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto che arriva da Mtv e che ha inaugurato il MEI nel 2007 si può vincere.

Vedremo…

Carla Marras

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Qube Music

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