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Intervista agli Ex-Otago: Cinghiali Incazzati, I giovani d’oggi e Marassi.

Gli Ex-Otago si formano a Genova nel 2002 come trio acustico inizialmente composto da Maurizio Carucci, Alberto Argentesi e Simone Bertuccini. Con questa formazione pubblicano l’album The Chestnuts Time per l’etichetta indipendente romana Vurt. Il disco è pubblicato in 500 copie, per poi essere ristampato sull’onda del successo. Nel 2004 si unisce al gruppo anche un batterista, Simone Fallani. Il gruppo firma un nuovo contratto con l’etichetta friulana Riotmaker Records con la quale pubblica prima il singolo Giorni Vacanzieri (all’interno della compilation A Medium Party) e poi, nel maggio del 2007, il secondo album Tanti Saluti, prodotto da Fresco, che ottiene un buon riscontro di critica e pubblico. Nel 2008 partecipano all’album Post remixes Vol. 1, una raccolta dei più famosi brani dance anni novanta remixati dai più importanti gruppi indie italiani: gli Ex-Otago risuonano The Rhythm of the Night di Corona.

Nell’agosto del 2009 gli Ex-Otago si recano a Bergen in Norvegia per registrare il nuovo album, con il supporto di Davide Bertolini (produttore dei Kings of Convenience). Nel gennaio del 2010 esce la canzone Marco Corre dedicata all’atleta Marco Olmo: è l’anticipazione del nuovo album chiamato Mezze Stagioni, pubblicato successivamente il 21 marzo 2011. Il 2 novembre 2012 la band annuncia l’uscita dal gruppo di Alberto “Pernazza” Argentesi, che però suonerà con loro fino a fine anno. Il 25 febbraio 2014 viene pubblicato Foglie al vento, il primo singolo del nuovo album, in uscita l’11 marzo seguente, intitolato In capo al mondo, nel quale la band abbandona quasi del tutto i suoni più elettronici a favore di strumenti di legno come il charango, la chitarra classica e l’Harmonium indiano. Il gruppo comunica anche l’uscita di un libro di parole ed immagini dal titolo Burrasca (edito da Habanero Edizioni) nel quale si raccontano le vicende ed i pensieri sorti in questi ultimi tempi dalla band ligure. Il 9 marzo 2016 Gabriele “Bacci” Floris annuncia l’uscita dal gruppo. Dopo pochi giorni è uscito Cinghiali Incazzati, dall’album Marassi in uscita il prossimo autunno. Ultimo estratto dallo stesso album è I giovani d’oggi, ottimo spaccato del rapporto tra noi e le vecchie generazioni e noi di Qube Music non ci siamo lasciati scappare l’occasione di intervistare questi fantastici genovesi!

– Iniziamo dalle bellissime novità: nel vostro ultimo pezzo “Cinghiali Incazzati”, uscito lo scorso Marzo, “siamo filosofi e operai, faccendieri e disperati”, cosa volete trasmettere al pubblico?

Mah è una domanda bella impegnativa a cui non sappiamo rispondere in modo approfondito. Più che altro lavoriamo per fare emergere dei lati a volte nascosti di ciò che vediamo nelle persone, ci piace indossare gli occhiali degli ex-otago e raccontare a tutti cosa si vede attraverso. Cinghiali Incazzati parla delle diverse anime e sfumature che ogni individuo ha dentro di sé ma che per un motivo o per l’altro non le esprime mai tutte.

– Genova sempre nel cuore e nei vostri video, il quartiere Marassi in particolare, qual è il rapporto con la vostra città?

Un rapporto complesso, di amore e odio, d’insofferenza, incomprensione, passione e radici. Ci sentiamo fortunati a vivere in una terra in cui in un’ora si può passare dalla montagna al mare, dove le etnie e le architetture si mischiano.
Genova è una città che raramente riconosce i suoi figli.
Forse qualcosa sta cambiando, Radio Babboleo ad esempio (forse la principale radio a Genova) per la prima volta in assoluto sta passando un nostro pezzo, “Cinghiali Incazzati”. Nuovi progetti si stanno muovendo per cambiare questa città. Il percorso è lungo ma il cambiamento sta già avvenendo…

– Dalla formazione originale ci sono stati cambiamenti, partenze e nuovi arrivi, uno anche molto recente, un altro importante e storico come quello di Pernazza qualche anno fa. Come si vivono e si superano questi cambiamenti in un gruppo?

Si vivono con grande intensità emotiva. Si superano soltanto se il gruppo è forte, ha qualcosa da dire, esiste sul serio.

– Guardando l’Italia e la situazione politica ed economica e pensando al “Costa Rica”, quale delle due scegliereste? E perché?

Scegliamo l’Italia perché abbiamo sempre cercato di non coltivare l’arte della fuga. Siamo nati qui e giriamo il mondo a volte.
In qualsiasi caso ci piacerebbe provare a costruire qualcosa di buono qui, perché dopotutto pensiamo si possa riuscire a stare bene anche a Genova o ad un’ora da Genova in Val Borbera dove abita Maurizio.

– Da “Mezze Stagioni”, a “In Capo al Mondo” fino al recente singolo “Cinghiali Incazzati”, spiegateci l’evoluzione della vostra musica.

E’ molto semplice, abbiamo sempre dato molta fiducia alle nostre visioni, intuizioni. Tutto qui.
In questi anni è cambiata la nostra musica per il semplice motivo che anche noi siamo cambiati e non c’è mai stata una volta in cui gli otaghi abbiano scritto una canzone che non li rappresentasse. Noi siamo esattamente ciò che raccontiamo in quel momento.

– Da veterani quali siete, come vedete il nuovo panorama indie italiano?

Molto bene, ci sono un sacco di cose buone in Italia, pensiamo a I Cani, a Cosmo, Dente, La rappresentante di lista e altri ancora.
La musica italiana è in buona salute.

– Degli artisti in voga al momento, con chi vi piacerebbe collaborare?

Beh, Calcutta ci piace molto, ma anche Niccolò lo stimiamo molto. Direi con chi sarebbe entusiasta di lavorare con noi.

– I vostri album sono sempre supportati dal crowdfounding dei vostri fan su Musicraiser. Siete dunque un chiaro esempio di un ottimo rapporto con i vostri sostenitori, volete dire qualcosa a questi fedelissimi “otaghi”?

Che gli vogliamo un gran bene e che tra poco uscirà un disco grande, tutto per loro che ci riempie il cuore di gioia che ci fa vibrare…

– Prossimi progetti in vista?

MARASSI TOUR…

– Prescriveteci un libro o un fumetto per la mia rubrica “Literary Prescriptions”, da leggere mentre ascoltiamo la vostra musica.

Uno???
Mario Rigoni Stern – Sentieri sotto la neve

Grazie ragazzi per la bella intervista, spero che facciate un salto a Roma il prima possibile, ho proprio voglia di cantare a squarciagola ad un vostro concerto.

                                                        Francesca Romana Piccioni

Autore

Francesca Romana Piccioni

Francesca Romana Piccioni

Classe 1985, nonostante una lieve forma di dislessia, ma grazie ad una volontà di ferro, impara a leggere precocemente. E’ ancora alle elementari quando una sua zia, al tempo Prof. di italiano, con il libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury prima, e con la trasposizione cinematografica di Truffaut poi, fa di lei una fissata del genere Sci-Fi e una nerd prima che l’esserlo diventasse di moda. Frequenta il Liceo Scientifico e la Facoltà di Medicina e Chirurgia, continuando a coltivare con tenacia la sua passione per la letteratura. Oltre ad aggiornare costantemente la sua già ricca collezione di libri, cinema, serie TV e scienza sono il suo pane quotidiano. Quando esce di casa, lo fa sempre con un libro in mano. Non si può mai sapere. Il tempo e il modo per leggere si trovano sempre.