News

Intervista a Riccardo Torti

Abbiamo intervistato Riccardo Torti, sceneggiatore per Dylan Dog e autore del libro “Torti Marci”, e forse gli siamo simpatici. Forse…

Riccardo Torti è un bel ragazzo romano che di mestiere fa una delle cose più belle e creative che ci siano: disegna fumetti. E non un fumetto qualsiasi, ragazzi, lui disegna per Dylan Dog!

Classe 1981, inizia a lavorare come professionista sulle pagine di Scorpio e Lanciostory, e poi per la serie di John Doe. Nel 2014 intraprende la sua collaborazione con l’editore milanese Sergio Bonelli, proprio al progetto dell’inconfondibile indagatore dell’incubo creato dal Tiziano Sclavi. Nel 2015 è uscito il suo libro “Torti Marci”, nel quale con fare misantropo ma bonario critica e odia un po’ tutti, con un umorismo  condito con dell’ottimo dialetto romano. E se le risate non dovessero bastarvi potete leggere le sue strip tutti i giorni sulla pagina Facebook dedicata al libro, giusto per rinvigorire il veleno che abbiamo tutti nel sangue di buon mattino,  prima di andare a scuola o al lavoro.

Non lasciatevi ingannare però  dall’indole asociale e dall’occhiale da nerd  “rompi scatole” , a noi ha concesso un’intervista ed è stato anche gentile.

– Partiamo dagli albori, quando hai iniziato a disegnare e quando hai capito che eri anche parecchio bravo?

Ho iniziato quando iniziano tutti: da bambino. La maggior parte delle persone poi smette, noi fumettari invece continuiamo. Pure a giocare coi pupazzi, che poi per farci belli chiamiamo action figures. O ai videogiochi, ma diciamo che lo facciamo per documentarci.

Non so se sono “parecchio bravo”. So di essere abbastanza bravo da aver trasformato una passione nel mio lavoro. E tanto basta.

– Hai un artista che ti ha sempre ispirato o che stimi particolarmente?

Qualsiasi fumettista ti direbbe che ha una lista infinita di autori che ha guardato, copiato, preso come ispirazione nel corso della sua carriera. Io stesso nella mia vita fumettistica ho avuto vari amori, ma a due sono rimasto sempre fedele: mio padre Rodolfo (che disegna Martin Mystere n.d.r) e Mike Mignola.

– Come ti sei sentito quando hai iniziato a lavorare per Bonelli e quindi per Dylan Dog?

Vorrei fare il fico e dirti che, in quanto professionista, affronto ogni nuova esperienza con distacco e freddezza. La verità è che quando metti mano su una delle più importanti icone fumettistiche italiane il polso un poco ti trema. Inoltre entrare a far parte dei collaboratori della Bonelli era un obbiettivo della mia carriera e aver raggiunto quel traguardo è stata una grande soddisfazione.

dylan-dog

 – In “Torti Marci” il sottotitolo è “esticazzi filosofia di vita”, questo è il tuo mantra anche nella vita di tutti i giorni? Spiegacelo.

Un concetto filosofico così profondo e complesso non può essere spiegato in poche righe. Ci vorrebbero tomi e fiumi di inchiostro per poterlo sviscerare al meglio. Ecco perché ho aperto una pagina facebook apposita. Scherzi a parte, l’esticazzi non può essere una regola applicabile a qualsiasi situazione, altrimenti si finisce nel menefreghismo qualunquista. Bisogna capire quando qualcosa va affrontato con indifferenza e magari con una sonora risata. Questo nella vita vera. In quella digitale e social, invece, tutto prende una piega grottesca e argomenti che sarebbero seri e di riflessione diventano sciocchi. E soggetti a una satira più spietata.

– Nelle tue esilaranti strisce presenti te stesso in modo particolarmente polemico, sei così anche nella vita reale e oltre la punta della matita? O questa crea sul foglio un’estensione del tuo essere?

Nella vita reale forse sono anche peggio. Questo è quello che ti direbbe chi è costretto a vivermi vicino nel quotidiano. La verità è che sono una persona adorabile che ama il prossimo e il mondo. No, non è vero, me state tutti sul cazzo fino a prova contraria. Comunque, Torti Marci è come un mio riflesso su uno di quegli specchi deformanti da casa degli orrori: i tratti psicologici e caratteriali sono i miei, a volte esasperati a volte stemperati, il tutto a servizio di una risata. Magari a denti stretti.

– Che progetti hai in cantiere? Ce li puoi svelare in anteprima?

La mia collaborazione con la Bonelli continua sulle pagine di Dylan Dog e con la lavorazione della nuova serie Young Adult 4 Hoods. Torti Marci, invece, ha delle novità editoriali in serbo… ma non è il momento di svelarle.

– Consiglia un libro ( oltre al tuo ) ai lettori della mia rubrica “Literary Prescriptions”.

Ho finito di leggere da poco un fumetto meraviglioso edito da BAO Publishing che si intitola “NIMONA”, realizzato dalla talentuosa Noelle Stevenson. Un fumetto nato su Internet e raccolto in un bel volume dall’editore milanese. L’ho adorato.

– Grazie Riccardo per il tempo che ci hai dedicato.

Grazie a te.

Francesca Romana Piccioni

Autore

Francesca Romana Piccioni

Francesca Romana Piccioni

Classe 1985, nonostante una lieve forma di dislessia, ma grazie ad una volontà di ferro, impara a leggere precocemente. E’ ancora alle elementari quando una sua zia, al tempo Prof. di italiano, con il libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury prima, e con la trasposizione cinematografica di Truffaut poi, fa di lei una fissata del genere Sci-Fi e una nerd prima che l’esserlo diventasse di moda. Frequenta il Liceo Scientifico e la Facoltà di Medicina e Chirurgia, continuando a coltivare con tenacia la sua passione per la letteratura. Oltre ad aggiornare costantemente la sua già ricca collezione di libri, cinema, serie TV e scienza sono il suo pane quotidiano. Quando esce di casa, lo fa sempre con un libro in mano. Non si può mai sapere. Il tempo e il modo per leggere si trovano sempre.