Interviste

Intervista a Giordano Sangiorgi: il patron del #nuovoMei2016 ci racconta la prossima edizione del Festival

Ho avuto modo di chiacchierare a lungo con Giordano Sangiorgi, fondatore dell’ormai storico Mei di Faenza

Ho avuto modo di chiacchierare a lungo con Giordano Sangiorgi, fondatore dell’ormai storico Mei di Faenza, per carpire qualche segreto sul festival, il cui programma ci riserverà ancora grandi sorprese, e per parlare di musica live e musica indipendente in Italia. Tanto ancora si deve fare per aiutare il settore, per non dimenticare che la musica è lavoro e come tale va tutelata.

In questa intervista sono venuti fuori molti spunti interessanti sul punto.

– Com’è cambiato il MEI in questi anni?

Per raccontare tutti i cambiamenti del MEI servirebbe un libro (che tra l’altro c’è ed è uscito da poco e si chiama I MEIVent’Anni per le edizioni Volo libero): basti dire che siamo passati in soli 20 anni dal boom del cd al boom della musica on line. In mezzo abbiamo avuto l’Mp3, MySpace, iTunes e tantissimi altri modelli on line come si vede già vecchi e superati. Oggi siamo nell’era di YouTube che ha ucciso la tv musicale e di Spotify, che ucciderà le radio se non si attrezzeranno a dovere, che tendono a omologare tutto come per i talent in tv. Il Mei serve a valorizzare tutti quegli artisti della nuova scena emergente che lavorano sull’ innovazione, ricerca e creatività e tendono a contrastare questa deriva.

– Quest’anno c’è una bella novità al MEI. Si terrà infatti il primo festival del giornalismo musicale. Com’è nata l’idea e quali saranno i temi che verranno affrontati?

Abbiamo voluto ribaltare il concetto di festival e avere al centro i giornalisti quest’anno per il Nuovo Mei 2016 quello dell’anno zero dopo i 20 anni di Mei tradizionale. Inoltre li abbiamo chiamati proprio per sentire da loro, gli unici che non lo dicono ma riportano i pareri di tutti gli altri operatori del settore, cosa ne pensano della comunicazione sulla musica oggi e del futuro della musica. Realizziamo il primo festival del giornalismo musicale proprio per questo, per capire insieme a loro come viene comunicata la musica oggi e quale sarà per loro il futuro della musica: di questo tutti ne parlano esclusi proprio i giornalisti. Abbiamo voluto sentirli con una due giorni di tavoli di incontro e di approfondimento e la cosa ha avuto un grande successo con oltre 100 partecipanti e certamente invito tutti a non perdersi questo momento che traccerà delle linee future di grande interesse il 24 e 25 settembre.

– Sarà aperto anche alle webzine, ai blog e ai new media?

Si, certamente, senza esclusioni di nessuno.

– Quali sono le altre novità del Nuovo Mei 2016?

Certamente la valorizzazione di tutti i nuovi artisti della nuova scena emergente con oltre 100 artisti e band provenienti dai contest della Rete dei Festival di tutta Italia e delle nuove linee di tendenza del settore rappresentate da artisti come Motta, i Voina Hen, i Landlord solo per citarne alcuni, ma anche nuove tendenze come quelle della valorizzazione delle musiche della tradizione come sta avvenendo con il Liscio Indipendente che sta facendo incontrare orchestre della tradizione romagnola come Mirko Casadei e Moreno Il Biondo con artisti indipendenti come Mirco Mariani dei Saluti da Saturno e capo-orchestra di Vinicio Capossela, Enrico Gabrielli dell’Orchestrina di Molto Agevole, il Collettivo Ginsberg e tanti altri.

– Chi saranno gli ospiti di questa edizione?

Una prima lista vede tra gli ospiti: Motta, Omar Pedrini, Extraliscio con Mirco Mariani, capo orchestra di Vinicio Capossela, Moreno Il Biondo, Tullio De Piscopo, Finaz della Bandabardo’, Voina Hen, Leo Pari, Landlord, Iacampo, Mirko Casadei con i Khorakhane’, Boo-Hoos, Avvoltoi, Folkabbestia, Collettivo Ginsberg, Daniele Celona, La Municipal, Landlord, Chiara Dello Iacovo, Iacampo, Emidio Clementi, Dulcamara, Guido Catalano e Lercio. Ma se ne aggiungeranno tantissimi altri e il sabato 24 settembre festeggeremo i 20 anni di MEI con un grande conerto gratuito in Piazza del Popolo a Faenza di un grande cantautore italiano assolutamente imperdibile.

– Quanto è importante la partecipazione al MEI per gli artisti emergenti?

Segna un’esperienza indelebile perchè oltre al palco gli permette di incontrare gli altri artisti e promoter e di confrontarsi con loro e di poter partecipare a workshop , incontri e laboratori che servono a formare loro una maggiore conoscenza imprenditoriale del mondo della musica oggi, indispensabile per proseguire. Il Mei spesso ha creato cose nuove molto di più nel “dietro le quinte” che sui palchi: nuovi progetti musicali, nuovi brani, nuovi dischi in uscita, nuove  etichette, nuovi video e tanto altro ancora .

– Il MEI è sempre stato legato a filo doppio con la città di Faenza…

Si e’ nato lì quando Faenza era, agli inizi degli Anni Novanta, l’unica tappa in Romagna per gli artisti indipendenti dell’epoca e realizzava uno storico Faenza Rock che riusciva a portare migliaia di persone ad ascoltare giovani band sconosciute in Centro Storico. E’ di quegli anni la vittoria dei Nobraino per citare una band romagnola poi diventata punto di riferimento dell’indies. Da queste due esperienze nacque l’idea di riunire a meta’ degli Anni Novanta per un giorno tutti gli artisti e produttori del settore. I primi ospiti furono gli sconosciuti, allora, Bluvertigo e facemmo subito il botto e da lì il legame e’ stato, tra alti e bassi, indissolubile, senza mai smetter un anno, anche se la  formula vincente del MEI , originalissima e unica all’epoca, è stata la più copiata,  un po’ come la Settimana Enigmistica, e noi stessi l’abbiamo portata in giro per l’Italia come al Medimex di Bari, dove siamo stati lo spin-off delle prime edizioni, a Roma con una grande kermesse per i 20 anni e in tante altre città e all’estero come alla Festa della Musica di Parigi e quest’anno, per la prima volta, sotto l’egida del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini a Mantova Capitale Culturale d’Italia per la prima Festa della Musica patrocinata dal Mibact.

– In che modo le istituzioni della città e i suoi abitanti collaborano per la realizzazione dell’evento?

Il Comune di Faenza fornisce risorse e strutture e le associazioni di categoria sensibilizzano tutti gli operatori commerciali. Va detto che per il buon esito sono indispensabili anche i sostegni della regione Emilia-Romagna e della Siae.  Servirebbe un maggiore impegno degli sponsor privati e fare accedere il MEI, coma una vetrina culturale annuale della nuova musica del nostro Paese, a un fondo certo ogni anno proveniente dal Fondo Unico per lo Spettacolo o da un progetto similare. Speriamo avvenga presto visto l’interesse del Ministero verso tale settore, finalmente

– È ancora così difficile come un tempo organizzare festival in Italia, oppure la burocrazia si sta piano piano semplificando?

E’ sempre più complesso, ma non tanto e solo per la burocrazia, -che tra l’altro sta capendo forse meglio tale realtà – ma per mille altri problemi come il fattore economico o per la presenza di gruppi di cittadini retrivi che non vogliono la musica e altri problemi di diversa natura. Oggi fare festival e concerti  ti porta più oneri che onori e tutti coloro che lo fanno in maniera stabile, non come mero business, ma per innovare la musica del nostro Paese dovrebbero essere insigniti della Medaglia di Cavalieri del Lavoro –la dico come battuta visto l’impegno necessario. Servirebbe da questo punto di vista un riconoscimento istituzionale come una Legge per la Musica che forse a fine anno avremo grazie all’impegno degli Onorevoli Rampi, Bonaccorsi e Ferrara per istituzionalizzare questo lavoro e metterlo più al riparo come fosse un lavoro al pari degli operatori teatrali e museali.

– Cosa si può fare per aiutare la musica dal vivo e in questo modo dare un supporto reale alla musica indipendente?

Fare il Live Act come in Inghilterra dove con una semplice dichiarazione via fax chi fa un evento dal vivo lo può fare subito saltando una dozzina di passaggi burocratici pur restando in regola, attuando una scontistica sul diritto d’autore ai locali e festival che favoriscono la musica dal vivo inedita creando anche circuiti permanenti e remunerando fino all’ ultimo euro tutti i diritti anche di colui che si esibisce in un circolo con 50 paganti per potere fare avere ai piccoli autori ed editori ogni risorsa necessaria per proseguire nella sua attività, tra le tante cose. Poi ce ne sono certamente tante altre ancora.

– Pensi che la recente apertura del pop e del mainstream verso la musica alternativa/indipendente sia un segnale positivo di crescita del settore?

Si, ogni apertura è sempre positiva se non snatura la tua identità. Portare gli Afterhours e i Subsonica al pubblico di Sanremo è positivo se, come hanno fatto, portano loro stessi e il movimento che rappresentano. Più apertura, più opportunità, e’ evidente. Speriamo che Manuel Agnelli che sarà’ a fare il giudice a X Factor, cosa che io ho appoggiato nel dibattito pubblico e visto con grande favore, possa portare artisti e stili del mondo indies  ad un pubblico più ampio che possa così avere un’alternativa al mainstream imperante che passa ai talent.

– Vuoi aggiungere qualcosa alla nostra chiacchierata?

Che vi aspettiamo tutti a Faenza dal 23 al 25 settembre al #Nuovo Mei 2016 e che trovate tutto il ricchissimo programma tutto gratuito sul sito www.meiweb.it Ci vediamo lì per sostenere la nuova musica del nostro Paese!

Egle Taccia

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Egle Taccia

Egle Taccia

Avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!