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Intervista a Emilio Lecce, autore di “Bulletproof Diaries”

Emilio Lecce è nato a Roma nel 1983, dopo essersi diplomato alla scuola internazionale di comics inizia a farsi le ossa con piccole pubblicazioni e lavori in campo pubblicitario, fino ad approdare in Aurea Editoriale, dove realizza storie brevi e miniserie. Dal 2013 lavora per il mercato americano con le case editrici IDW publishing e BOOM Studios. Con la Round Robin disegna il libro “e lui che mi sorride”, su testi di Alessandro Di Virgilio e , nel 2016, “Bulletproof Diaries” scritto dalla reporter di guerra Barbara Schiavulli. È cofondatore del collettivo artistico Skeleton Monster, con il quale ha recentemente pubblicato WRONG.
Sabato 23 Luglio Emilio sarà ospite, nello stand comics, del Muso Festival di Oriolo Romano (VT), evento che ospiterà tanti altri autori e ottima musica live, tutto rigorosamente gratuito.

– Qual è stato il momento in cui ti sei detto: “sì, da grande farò il fumettista”? Cosa ha influenzato la tua scelta? 

Ricordo che lo misi per iscritto nel tema d’esame di terza media: “cosa vuoi fare da grande?”
Poi sono subentrate altre priorità e ho ripreso l’argomento verso i 18 anni.
Sulle influenze non so rispondere in maniera concisa. A 5- 6 anni mi facevo regalare delle risme di carta da fotocopie e le riempivo di stecchetti neri che parlavano e interagivano. Ripensandoci non sono migliorato molto.

– Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Dipende dal periodo. Prima erano Risso, Sean Phillips, Jock. Ora guardo Quitley, Bacilieri, Boichi.
Domani non lo so.

– Che rapporto hai con la musica? La ascolti mentre crei?

Sono appassionato di musica Rap. Quando sono solo ascolto principalmente quella ma divago molto.
Quando sono negli studi di skeleton Monster si ascolta di tutto. Dal pezzo del momento alla musica classica.

– Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?
Ho avuto la fortuna di trovare nel mio percorso tanta gente che stimo. Spero di continuare così. Ho ambizioni più umane che professionali.

– Prescrivi un fumetto o un libro ai lettori della mia rubrica “Literary Prescriptions”.

“Il rapporto di Brodeck” di Manu Larcenet, tratto dal romanzo di Philippe Claudel, edito da Coconino.
Se vi avanzano dei soldi, “Bulletproof diaries” realizzato da me insieme alla reporter di guerra Barbara Schiavulli, edito dalla Round Robin.

Mi raccomando tutti al Muso sabato 23 per conoscere di persona questo bravissimo autore e per ascoltare tanta buona musica.

Francesca Romana Piccioni

Autore

Francesca Romana Piccioni

Francesca Romana Piccioni

Classe 1985, nonostante una lieve forma di dislessia, ma grazie ad una volontà di ferro, impara a leggere precocemente. E’ ancora alle elementari quando una sua zia, al tempo Prof. di italiano, con il libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury prima, e con la trasposizione cinematografica di Truffaut poi, fa di lei una fissata del genere Sci-Fi e una nerd prima che l’esserlo diventasse di moda. Frequenta il Liceo Scientifico e la Facoltà di Medicina e Chirurgia, continuando a coltivare con tenacia la sua passione per la letteratura. Oltre ad aggiornare costantemente la sua già ricca collezione di libri, cinema, serie TV e scienza sono il suo pane quotidiano. Quando esce di casa, lo fa sempre con un libro in mano. Non si può mai sapere. Il tempo e il modo per leggere si trovano sempre.