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IL MUSO: un Festival nato durante una cena tra amici

Un resoconto sulla manifestazione raccontato dagli organizzatori

Ieri mi sono seduta al fresco in Piazza Umberto I a Oriolo Romano (VT) in compagnia degli organizzatori della XIII edizione del Muso Music Festival: Andrea Rabbai, Matteo Russo e ovviamente il decano di questo evento Luigi “Gigi” De Sanctis. Mi sono fatta spiegare come dal nulla nasce un festival.

– CHI E’ STATO L’IDEATORE? QUAL E’ LA MENTE CHE HA PARTORITO IL MUSO MUSIC FESTIVAL?

Gigi: In realtà non è andata proprio così. Non è stata l’idea di una sola persona a far nascere il progetto, ma il pensiero collettivo di un gruppo di amici. Ci siamo detti: – un giorno faremo una festa in piazza! – E nel 2002 l’abbiamo fatta davvero, ci siamo divertiti e abbiamo visto che il modo ideale per stare insieme e incontrarci. Molti di noi vivono fuori, hanno famiglia, questo poteva essere l’occasione per condividere bei momenti e buona musica.

– SONO SICURA CHE QUESTA DOMANDA TI SARA’ STATA FATTA TANTE VOLTE, MA PERCHE’ “MUSO”?

Gigi: Sì, parecchie volte. Spesso le persone non ci credono, ma tutto è nato durante una rimpatriata tra noi amici, in una delle quattro cene annuali che facciamo per non perderci di vista. Tra il vino, il cibo e l’allegria generale abbiamo cominciato a prenderci in giro: – guarda che muso che c’hai! Che brutto muso! –

Alla fine da tormentone della serata, si è trasformato il tutto nella “Cena dei Musi”, cosa che è andata avanti per anni! Da lì, sette anni dopo è nato il MUSO MUSIC FESTIVAL. Il nostro logo infatti è un MUSETTO TRISTE.

– MA COME AVETE FATTO AD ORGANIZZARVI DAL NULLA? VI SIETE AFFIDATI A QUALCUNO?

Gigi: No, no. Abbiamo fatto tutto da soli. Ci siamo letteralmente lanciati. In quel periodo i modem erano ancora a 56k e passavamo nottate a scaricare canzoni e a fare ricerche su internet. Ti garantisco che lo sforzo era enorme. Abbiamo ascoltato ore e ore di musica per trovare gruppi che potessero piacere a noi e a chi speravamo avrebbe partecipato alla nostra festa. Telefonate su telefonate… C’è stato e c’è ancora un grande lavoro dietro ogni dettaglio.

– QUALI SONO STATI I PRIMI GRUPPI CHE AVETE PORTATO AD ORIOLO?

Gigi: il primo anno sono stati tutti gruppetti di zona, nove per essere precisi. Ragazzi che hanno lavorato in modo completamente gratuito, trovati tramite amicizie e conoscenze.

La prima “vera” band che ha suonato qua sono stati i RATTI DELLA SABINA nel 2003, hanno apprezzato talmente tanto il progetto che hanno partecipato anche l’anno dopo. Da quel momento in poi è stato un crescendo, abbiamo ospitato: BANDA BASSOTTI, STATUTO, THE GANG, RADICI NEL CEMENTO, PAN DEL DIAVOLO, MANAGEMENT DEL DOLORE POST OPERATORIO…

– DOPO TREDICI ANNI IL GRUPPO STORICO DI AMICI VIENE AFFIANCATO ANCHE DA GIOVANI RECLUTE COME MATTEO E ANDREA.

Gigi: Sono una grande risorsa e anche con loro si è instaurato un bel rapporto di amicizia che va oltre la differenza d’età. L’organizzazione e la gestione di eventi come questo sono situazioni che si basano sull’amicizia e sulla fiducia reciproca. Nessuno ha un ruolo specifico e ci fidiamo ciecamente l’uno dell’altro.

– OLTRE ALLA MUSICA DAL VIVO, IL MUSO E’ RICCO DI STAND.

Gigi: Lo stand gastronomico esiste dal primo anno, ma ti assicuro che se non fosse stato per l’aiuto della ProLoco e per l’attrezzatura della Festa dell’Unità avremmo avuto grossi problemi organizzativi. Nessuno di noi era nel campo della ristorazione e gestire una vera cucina non è una cosa facile.

– DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO COME VI SIETE GESTITI E COME VI MUOVETE ANCHE OGGI?

Gigi: Come ben sai i nostri concerti sono GRATUITI e ci siamo sempre auto-finanziati, in parte per mezzo di raccolte fatte da noi durante l’anno e grazie appunto allo stand gastronomico. Dalla Provincia e dal Comune abbiamo ricevuto sempre piccoli e simbolici finanziamenti, ricevuti un paio di volte in tredici anni. Chi suona da noi viene giustamente pagato.

– BRAVISSIMI, AVETE FATTO SEMPRE TUTTO DA SOLI!

Andrea: Noi giovani, abbiamo ottimizzato la gestione dei soldi e il budget prima e dopo il festival, riuscendo così a dirigere le spese senza sorprese. Siamo più tecnologici!

ANDREA, TU DI COSA TI OCCUPI?

Andrea: Mi occupo della line up, della gestione dei gruppi e dell’area fumetti. Ma alla fine qui siamo tutti dei Jolly. Non è un festival strutturato come gli altri, qui non c’è un direttore artistico. Tutti sono importanti, alle riunioni settimanali ognuno porta le sue idee e si decide tutti insieme. Questo ci permette di integrare i gusti musicali di ognuno, io sono più rock, qualcuno è più reggae e cerchiamo di integrare e soddisfare i gusti di tutti. Il festival è per il pubblico, ma è anche un premio per noi e la nostra fatica.

MATTEO, COME GESTISCI L’UFFICIO STAMPA DEL FESTIVAL?

Matteo: Ora siamo sicuramente multo più social grazie a Facebook, Instagram e al sito, non si tratta più di mandare il semplice comunicato stampa ai giornali. Adesso interagiamo con il pubblico, che può seguirci passo passo durante tutto il Festival. In questo ambito ci siamo anche guardati intorno, abbiamo osservato i festival più grandi e la loro gestione della pubblicità e abbiamo imparato molto. Abbiamo seguito le nuove tendenze e frontiere della comunicazione! I nostri like salgono ormai ogni giorno da soli, abbiamo creato un pubblico che ci apprezza e lo dimostra!

Andrea: ormai il Muso ha una sua identità affermata, quando contattiamo i vari gruppi per proporci, questi sanno già esattamente con chi stanno parlando e di cosa si tratta. Ci conoscono e la cosa ci piace!

– SONO TRE ANNI CHE AVETE INSERITO ANCHE L’AREA FUMETTI.

Matteo: l’area fumetti è nata come una collaborazione tra due associazioni e si è sviluppata in maniera totalmente verticale, c’è stata una crescita esponenziale. Ad oggi c’è stato veramente un boom, in questa edizione abbiamo ospiti: Enrique Breccia e Paolo Eleuteri Serpieri. Abbiamo contattato delle scuole di disegno e la Gilda del Drago Nero (ndr un’associazione ludico-culturale di Bracciano), che ci hanno permesso di fare un vero salto di qualità. Potremmo dire che l’area fumetti potrebbe avere un festival a sé. Non per niente il sotto titolo di quest’anno è LIVE MUSIC AND COMICS.

IDEE PER L’ANNO PROSSIMO?

Gigi: devi sapere che ogni anno è l’ultimo!

Andrea: si decide sempre alla fine di ogni Festival se imbarcarci nuovamente in questa avventura. Perché siamo un gruppo di amici, la situazione non va forzata, l’adesione è spontanea e ogni anno è diverso da quello precedente. Alcuni hanno tirato i remi in barca, altri si sono aggiunti. L’organizzazione implica tanto tempo da dedicare, addirittura prendendo le ferie al lavoro! Ogni festival richiede otto mesi di lavoro. Voliamo molto bassi.

Matteo: Anno dopo anno però questo Festival è qui… non ci esponiamo anche per una forma di scaramanzia. (Ride)

Gigi: sono tredici anni che è l’ultimo anno… (Ride).

Vi e ci auguriamo che non lo sia, perché questo festival è sempre una bella sorpresa.

L’appuntamento è ovviamente per l’anno prossimo. Incrociamo le dita!

Francesca Romana Piccioni

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Francesca Romana Piccioni

Francesca Romana Piccioni

Classe 1985, nonostante una lieve forma di dislessia, ma grazie ad una volontà di ferro, impara a leggere precocemente. E’ ancora alle elementari quando una sua zia, al tempo Prof. di italiano, con il libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury prima, e con la trasposizione cinematografica di Truffaut poi, fa di lei una fissata del genere Sci-Fi e una nerd prima che l’esserlo diventasse di moda. Frequenta il Liceo Scientifico e la Facoltà di Medicina e Chirurgia, continuando a coltivare con tenacia la sua passione per la letteratura. Oltre ad aggiornare costantemente la sua già ricca collezione di libri, cinema, serie TV e scienza sono il suo pane quotidiano. Quando esce di casa, lo fa sempre con un libro in mano. Non si può mai sapere. Il tempo e il modo per leggere si trovano sempre.