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Il Muro del Canto in tour

Folk-rock d’autore

Sono state rivelate le date del tour estivo de Il Muro del Canto, band folk rock d’autore della capitale.

Da metà giugno a fine agosto, il gruppo sarà presente in varie piazze d’Italia con serate che, proprio nel live, trasmetteranno l’essenza e l’espressività del gruppo. Esempio di musica popolare romana, con innesti rock e impostazione autoriale, rappresentano un progetto musicale innovativo che usa la lingua dei vicoli cittadini, la plasma con un sound particolare e ne restituisce il disincanto e la rabbia, la speranza e il riscatto.

Proprio nelle numerose performance dal vivo il gruppo crea atmosfere oniriche, che esaltano e commuovono, incitano e fanno riflettere creando un legame, un immaginario condiviso con il pubblico. La band romana ha esordito nel 2010 con l’Ep Luce mia e l’anno successivo ha vinto il Premio Stefano Rosso per il miglior arrangiamento di E intanto il sole si nasconde. Il primo album ufficiale, L’Ammazzasette, viene pubblicato nel 2012, accolto positivamente dalla stampa nazionale. Si tratta di un viaggio ben radicato nelle strade metropolitane, che ricrea le atmosfere e i colori, gli odori e i suoni degli interstizi sociali e culturali capitolini, con tutto il suo seguito di bellezza e disillusione, di fascino e decadenza.

Questo album è stato un grande successo, con oltre 3.000 copie vendute, insigni recensioni dalla stampa nazionale, ospitate tv e radio; anche il tour ha raccolto grandi apprezzamenti con oltre 100 concerti, partecipazioni ad importanti rassegne e festival musicali. L’impostazione cinematografica e l’ambientazione folkloristica ha dato vita, oltre all’album, anche ad una serie di videoclip che illustrano narrazioni, luoghi e personaggi dell’immaginario de Il Muro del Pianto, il tutto innestato su una macrostoria ibrida, a metà tra musica e cinema.

La band ha contribuito, poi, alla creazione del progetto Mamma Roma Addio, compilation nella quale compaiono anche nomi come Ardecore e BandaJorona.

L’autunno 2013 vede l’uscita del secondo album Ancora ridi, con un linguaggio più duro e un riff maggiormente rock rispetto al primo disco e il cui missaggio si deve a Tommaso Colliva (Muse, Afterhours, Calibro 35). Si tratta di un impasto magmatico musicale e linguistico, un suggestivo miscuglio di toni acustici ed elettronici, con il dialetto romano che si insinua in una sonorità americana, si arrampica su chitarre aspre e si fonde alla fisarmonica folk, creando un’ambientazione metafisica dai tratti popolari e dalle atmosfere a metà tra rock, country e autoriale.

Il potere comunicativo del dialetto è sostenuto dalla voce scura e profonda di Daniele Coccia, dalla batteria e dalla voce narrante di Alessandro Pieravanti, dal graffio pungente della chitarra elettrica di Giancarlo Barbati Bonanni, dalla sonorità ritmica della chitarra acustica di Eric Caldironi, dalla forza del basso di Ludovico Lamarra e dall’armonia della fisarmonica di Alessandro Marinelli.

Proprio quest’anno, poi, il gruppo ha pubblicato un 7 pollici che vede nel lato A un inedito recitato Vivere alla grande e nel lato B un’interpretazione della canzone di Giorgio Strehler Le mantellate. Da questo progetto se ne è generato un altro: i monologhi recitati del gruppo, infatti, sono diventati un libro scritto dal batterista della band, Alessandro Pieravanti.

Il prossimo tour estivo sarà certamente un’importante occasione per gustare dal vivo i brani dell’ultimo acclamato disco. Da segnalare le date del 26 giugno a Bologna in apertura ai Marta sui Tubi, del 25 luglio all’Eclettica Festival a Roma e la partecipazione, ad agosto, all’Umbria Folk Festival.

In particolare l’ultimo album, oltre allo stile e alle sonorità originali tipiche del gruppo, possiede un’importante struttura contenutistica: con amara ironia e doloroso disincanto, già il titolo esprime un messaggio ambivalente riferendosi da un lato al ghigno indifferente e superficiale di chi continua a sottovalutare o a deridere la crisi globale, dall’altro la forza produttiva e coraggiosa di chi riesce ancora a mantenere un sorriso speranzoso ma cosciente, lottando quotidianamente con impegno e positività. Nel cd vengono toccati vari temi della situazione socio-culturale: dalla crisi economica alla speculazione edilizia, dal degrado cittadino all’inadeguatezza sociale, dal consumismo all’ipocrisia per spaziare poi fino all’indifferenza, all’amore, alla gelosia.

Il tutto con lo sguardo ancorato alle origini, con le mani sanguinanti aggrappate a radici amate e odiate insieme, con il cuore ancora immerso nella malinconia verso la propria città che attrae e delude insieme e con lo sguardo già lontano, in una migrazione obbligata, in un esilio culturale forzato ma inevitabile.

Ancora ridi indica un po’ la cifra stilistico-ideologica della band, personifica l’amore odio nei confronti di una terra dalle grandi potenzialità sbranata da errori culturali, accentuati poi e degenerati nella crisi mondiale. La musica de Il Muro del Pianto rappresenta una sorta di serenata profonda e nostalgica, rabbiosa e struggente nei confronti di un’origine che ci ha delusi e che, al di là dei confini linguistici e regionali, può essere estesa a qualunque luogo o entità decaduta nella nostra idea ma che continua ad essere, seppur con amarezza, sempre e comunque amata.

www.ilmurodelcanto.com

Sabrina Pellegrini

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Sabrina Pellegrini

Sabrina Pellegrini

Classe 1987. Laureata in lettere moderne (I livello) presso l’Università degli Studi Roma Tre, laureanda in Italianistica (laurea magistrale). Ha collaborato con i quotidiani www.ilfattoonline.it, www.quotidianogiovani.it, e con la rivista cartacea If Magazine.