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Il concerto disegnato di Colapesce e Baronciani @ Auditorium Parco della Musica

Baronciani e Colapesce hanno dimostrato che lo scopo dell’arte e della musica è creare e provocare emozioni…

Il concerto disegnato di Colapesce e Baronciani era talmente atteso dai fan romani che i biglietti sono finiti molti giorni prima dell’evento, tanti erano quelli che non volevano perderselo che un tam-tam di richieste sui social ha convinto anche gli organizzatori a concedere uno spazio più grande all’interno della cornice dell’Auditorium. Spostato quindi alla più grande Sala Patrassi, siamo stati in 700 circa a goderci del tempo indimenticabile con questi due raffinati artisti.

Lo scricciolo siciliano entra fa un timido inchino e si comincia, sulle note di Oasi, scandita con l’archetto sulla chitarra, le mani veloci dell’artista dipingono uno sfondo arancio e lo graffiano di blu. E sono subito brividi. Il pubblico è talmente rapito dai due interpreti e dalla loro arte, che veniamo anche presi in giro, Baronciani ci fa notare che siamo un po’ freddi e che siamo a Roma, mica a Lugano! Lorenzo fa notare, giustamente, che a Roma la maggior parte del pubblico è sicuramente del Sud, quindi ci vuole più calore! Ci scaldiamo e ci facciamo sentire, così dopo una splendida Sottocoperta, la voce fuori campo di Baronciani ci racconta la sua prima storia, quella del gatto rosso. Colapesce lo prende in giro, giocano tra loro e si divertono, questo non è un lavoro, questo è quello che amano e sanno fare, l’arte di saper intrattenere e coinvolgere.

Si continua, le note di Brezsy vengono accompagnate sullo schermo dalle mani dell’artista che sfoglia un vecchio Internazionale (con precisione lo speciale di Zerocalcare su Kobane) dipinto disegnato e scritto, seguendo e quasi danzando il ritmo della musica e delle parole.

la-distanza-storeSubito dopo il catanese ci delizia con una delicatissima versione di S’illumina, seguita dalla seconda e divertente storia di Alessandro Baronciani. La storia della scoperta che a volte, nonostante tanti scalini da fare, le Cascate delle Marmore chiudono il rubinetto. Risate ed applausi scuotono ancora di più il pubblico, e ormai siamo un tutt’uno con i due intrattenitori che addirittura ci invitano a fare il coro durante l’esecuzione di Satellite.

Colapesce, malgrado il mal di schiena, e la richiesta di una sedia, esegue una bellissima Maria Maddalena, cover di Antonello Venditti, definendo il cantautore “il David Bowie italiano” provocando così risate e fischi di ilarità tra il pubblico.

Baronciani fino ad ora ci ha regalato delle tavole indimenticabili, che alla fine non basteranno sicuramente a soddisfare tutti quelli che vorrebbero portarsene a casa almeno una. Peccato, perché quella ragazza dagli occhi malinconici sarebbe stata benissimo in camera mia.

I due continuano con le prese in giro, e come in ogni data del tour si minacciano a vicenda promettendosi di lavorare con altri nel prossimo: Colapesce con Zerocalcare e Baronciani con Dente.

Durante Maledetti Italiani, il siciliano diventa un eroe dei fumetti e viene disegnato con le orecchie di Topolino rimanendo in ottima compagnia, infatti la stessa sorte tocca a Dylan Dog, Corto Maltese e Ratman.

Prima di uscire di scena, Colapesce trasmette tutto il dolore racchiuso in La distruzione di un amore, con un ritmo ansiogeno ed incalzante accompagnato da una struggente rappresentazione visiva, e ci lascia così, incompleti.

Il pubblico ne vuole ancora, quello che abbiamo fino ad ora non basta, e acclama tra gli applausi l’encore. Ovviamente veniamo accontentati e ci viene regalata una dolcissima Restiamo a casa.

Gli animi sono ancora caldissimi e Colapesce invita a raggiungerlo sul palco il suo amico Alfio Antico, percussionista tra i maggiori interpreti europei del tamburo a cornice siciliano, ed è con questo che accompagna Lorenzo e Alessandro in una travolgente e ritmata Bogotà. (Credo che tutti l’avrebbero ballata se ci fosse stato lo spazio.)

Baronciani scende a salutarci, scherza con noi e con Lorenzo, se lo fa saltare addirittura in braccio; è inutile che cerchino di convincerci che sia solo una collaborazione per business, questi due sono veramente amici.

egomostro-storeIl concerto si chiude ancora tra le risate e le richieste del pubblico di eseguire come ultimo pezzo Sold Out, Colapesce ci accontenta nonostante faccia notare con la modestia del vero artista, che potrebbe non ricordare le parole, è tanto tempo che non la suona. Ne esce comunque qualcosa di bellissimo.

Ognuno di noi ha nel proprio passato momenti, situazioni, ricordi che riesce a rivivere e a far riemergere quando ascolta determinate canzoni o vede un particolare quadro. Questa sera, questo concerto, hanno dimostrato che lo scopo dell’arte e della musica è proprio questo, creare e provocare emozioni. La mia reazione c’è stata, anche a me che sono una dura, Colapesce e Baronciani ed il loro Concerto disegnato, hanno smosso qualcosa di sopito: mi è scesa (quasi) una lacrima.

  1. OASI
  2. EGOMOSTRO
  3. UN GIORNO DI FESTA
  4. SOTTOCOPERTA
  5. BREZSY
  6. REALE
  7. S’ILLUMINA
  8. SATELLITE
  9. MARIA MADDALENA (COVER DI ANTONELLO VENDITTI)
  10. MALEDETTI ITALIANI
  11. LA DISTRUZIONE DI UN AMORE

Encore

  1. RESTIAMO IN CASA
  2. BOGOTA’
  3. SOLD OUT

Francesca Romana Piccioni | Foto di copertina: Giusy Chiumenti

Autore

Francesca Romana Piccioni

Francesca Romana Piccioni

Classe 1985, nonostante una lieve forma di dislessia, ma grazie ad una volontà di ferro, impara a leggere precocemente. E’ ancora alle elementari quando una sua zia, al tempo Prof. di italiano, con il libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury prima, e con la trasposizione cinematografica di Truffaut poi, fa di lei una fissata del genere Sci-Fi e una nerd prima che l’esserlo diventasse di moda. Frequenta il Liceo Scientifico e la Facoltà di Medicina e Chirurgia, continuando a coltivare con tenacia la sua passione per la letteratura. Oltre ad aggiornare costantemente la sua già ricca collezione di libri, cinema, serie TV e scienza sono il suo pane quotidiano. Quando esce di casa, lo fa sempre con un libro in mano. Non si può mai sapere. Il tempo e il modo per leggere si trovano sempre.