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Il calcio raccontato nell’arte, il caso editoriale dell’OOF Magazine

Il legame secolare, ma ancora poco studiato, tra pallone e arte

Arte e calcio: una connessione rischiosa eppur profonda che la nuova pubblicazione, OOF magazine, sta approfondendo a fondo. Noi abbiamo incontrato il suo direttore e fondatore Eddy Frankel per indagare su questo legame secolare, ma ancora poco studiato, tra pallone e arte.

Lo scopo di OOF magazine è mettere in dialogo queste due parti della realtà che seppur distanti vivono di interconnessioni che si creano grazie ad artisti intraprendenti e geniali.

Arte e calcio. Qual è la connessione?

Per secoli, gli artisti hanno usato il calcio nel loro lavoro. Dai dipinti fiamminghi del XVI secolo di ragazzini che danno calci alle vesciche animali alle moderne installazioni video su multischermo. C’è qualcosa nel gioco che lo rende uno strumento perfetto per gli artisti. Forse è il fatto che il calcio sia lo sport più popolare al mondo? In ogni caso, gli artisti usano il calcio come una metafora, un simbolo, per gli innumerevoli aspetti della società moderna: fede, comunità, povertà, guerra, fisicità, sessualità. Non esiste una “vera” connessione tra arte e calcio, sono due cose separate, ma si danno molto l’un l’altro.

– Qual è lo scopo OOF?

Lo scopo di OOF è esplorare le aree in cui arte e calcio si sovrappongono, approfondire il modo in cui gli artisti utilizzano il gioco per esprimere le loro idee e perché. Forse nel processo possiamo rendere l’arte attraente per gli appassionati di calcio, e possiamo rendere il calcio un po’ più bello per gli appassionati d’arte.

– Nel tuo primo numero, Chris Ofili parla dell’ossessione di Balotelli. Dov’è l’arte in Mario Balotelli?

Ah, non c’è! Un sacco di ciò che fa Mario Balotelli può essere visto come “bello” ma non è arte. Noi non trattiamo il calcio come arte, parliamo in modo specifico dell’arte (di solito contemporanea) e del suo rapporto con il calcio, sono due cose separate. Ma per Chris Ofili, Mario Balotelli rappresenta qualcosa di davvero interessante. Balotelli è un africano/europeo, un uomo dalle molteplici culture e questo è un esempio di bellezza fisica, lui è deriso, è adorato – è un simbolo complicato dalle diverse sfaccettature.

– Nel calcio, le donne spesso non hanno l’opportunità di esprimersi bene, l’arte può ridipingere questo divario di genere?

Fortunatamente, il calcio è molto popolare, e questo significa che molti uomini e donne lo adorano – il che a sua volta significa che molti artisti maschili e femminili fanno dell’arte basandosi su di esso. Il primo numero di OOF include la stupefacente Rose Wylie e i suoi dipinti di calciatori e l’incredibile Petra Cortright, che è appassionata del gioco e ne ha fatto un’arte fantastica. Entrambe hanno trovato sensazioni molto diverse nel calcio, e non sono le uniche donne che lo fanno. OOF magari non renderà più popolare il calcio femminile, ma dimostrerà che il calcio nel suo complesso attrae un pubblico molto più ampio degli uomini inglesi, spesso ubriachi e senza camicia.

– Quali pensi che siano gli esempi più importanti di arte legata al calcio?

La pietra di paragone, ovviamente, è il film di Philippe Parreno e Douglas Gordon “Zidane: A 21st Century Portrait” che è una rappresentazione magnifica, appassionata e appassionante della bellezza del calcio. Questo è il lavoro a cui puoi sempre riferirti per comprendere come gli artisti possono usare il calcio come fonte d’ispirazione. Per tutti gli altri, dovrai acquistare OOF!

– Quali calciatori possono essere descritti come opere d’arte?

Nessuno di loro. L’arte è arte, il calcio è calcio. Ma se vuoi che scelga un singolo esempio di quando il calcio è arrivato VICINO ad essere un’opera d’arte, è questa collezione di falli in Tottenham contro Chelsea durante la “Battle of the bridge” nella stagione 2015/16.

Gianluigi Marsibilio

Autore

Gianluigi Marsibilio

Gianluigi Marsibilio

Classe 1995. Nato a Guardiagrele, piccola cittadina in provincia di Chieti, dopo aver percorso la carriera scolastica, frequentando il liceo scientifico, si sposta a Roma per frequentare gli studi in Comunicazione Istituzionale nell'Università Pontificia della Santa Croce. Già dal primo anno di studi ha cominciato a lavorare per varie realtà, creando anche il blog di informazione scientifica ''Tra scienza e coscienza''.