Live Report

I Red Hot Chili Peppers non si discutono si amano e basta. Ma a volte, l’amore non basta

I Red Hot Chili Peppers non si discutono: si amano e basta. Ma a volte, l’amore non basta.

Ieri sera, ad esempio, gli accoliti della band losangelina non sono riusciti a mascherare la sorpresa e la delusione che si sono palesate nei loro volti quando, dopo meno di due ore dall’inizio, il concerto è inaspettatamente terminato e Anthony Kiedis è andato via senza neppure fare un cenno di saluto al pubblico. Certo, Kiedis è Kiedis e gli si perdona tutto: la voce che ingrana solo a partire dal quinto pezzo, qualche stecca disseminata qua e là, l’atteggiamento della rockstar che non deve chiedere mai; perché quel timbro di voce lì, quella camminata un po’ sghemba, quella tendenza a cantare stando di lato, quella presenza scenica… beh, quelle robe lì ce le ha solo lui. E il popolo dei peperoncini bollenti lo ama così.

Lo spettacolo si conferma comunque in linea con le aspettative e regala al pubblico grandi emozioni, di quelle emozioni che solo un gruppo di navigati professionisti che ancora si diverte a suonare e cantare insieme sa donare. La scaletta cambia ogni sera e quella del primo dei due concerti torinesi, appare decisamente stravolta rispetto a quella dei concerti bolognesi. Si apre con Around The World, seguita da Otherside e Snow (Hey oh?), un trittico che travolge immediatamente il pubblico, che accoglie con entusiasmo anche Dark Necessities, il primo dei cinque pezzi del nuovo album, The Getaway, che Kiedis e soci suoneranno nell’arco della serata.

Il concerto scorre via veloce, tra successi del passato, nuovi brani, intro jam e cover (Strangers dei Kins e a They’re Red Hot di Robert Johnson), inframezzato da qualche monologo di Flea e da rari scambi di battute fra il frontman e i musicisti, che per via dell’americano stretto parlato dai membri del gruppo (che però ringraziano in italiano) colgono in pochi. L’allestimento scenico è essenziale, fatta eccezione per il gioco di luci colorate che salgono e scendono dal soffitto del palazzetto creando delle geometrie, talmente bello da rubare, in taluni momenti, la scena al gruppo. Il bis scatta dopo 17 pezzi: i Red Hot regalano ai fan ancora tre pezzi, durante l’esecuzione di uno dei quali sale sul palco la figlia di Kiedis, che timidamente intona col padre la strofa di un brano, guadagnandosi gli applausi degli spettatori certamente inteneriti.

Si chiude con Give it Way, terminata la quale il frontman sparisce rapidamente lasciando a Chad e Flea il compito di salutare il pubblico ancora in delirio. E stasera si replica.

Dalila Giglio

Autore

Qube Music

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