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I Ministri fanno il pieno di calorie a Catania

Lo scorso 23 aprile i Ministri sono approdati a Catania, nella seconda tappa del loro tour siciliano, da loro definito come un tour ad alto tasso calorico

Lo scorso 23 aprile i Ministri sono approdati a Catania, nella seconda tappa del loro tour siciliano, da loro definito come un tour ad alto tasso calorico.

La data catanese aveva destato curiosità tra i fan della musica ad alti volumi, dato che si sarebbe svolta all’interno del Ma, teatro bellissimo, ma così distante dall’idea di concerto rock e dal mondo dei Ministri. Prima del live tutti si domandavano cosa sarebbe accaduto, se il locale sarebbe rimasto integro alla fine del live, che tipo di pubblico avremmo incontrato.

Intorno alle nove hanno aperto i cancelli ed ho visto entrare i più giovani, che sgomitavano pur di avere un posto sotto il palco, per essere il più vicino possibile ai propri beniamini, per accogliere gli stage diving di Divi e toccare i capelli di Dragogna. La presenza di questi ragazzini evidenzia come la band continui a rinnovarsi  e a rinnovare il proprio pubblico ad ogni nuovo album, riuscendo ad avvicinare varie fasce d’età.

Le note di Cultura Generale” ci informano che il live sta per cominciare e fanno da sottofondo all’ingresso della band sul palco. Il primo a salire è Michele Esposito, che comincia a scandire il tempo mentre il resto della band raggiunge la scena e che da quel momento in poi ci regala un’energia incredibile, grazie anche al suo modo “dritto” di suonare la batteria. Le prime note del live ci invadono con una potenza enorme, limitata purtroppo dall’impianto e dalla struttura del locale. Limite che, grazie a una specie di miracolo dei fonici, viene totalmente oltrepassato, facendo esplodere la potenza dei Ministri e riuscendo a mantenerla perfetta per tutto il live.

Col secondo pezzo Balla quello che c’è” il pubblico comincia a fare sul serio e a scatenarsi sotto il palco, in un pogo quasi ininterrotto. Al termine del brano Divi ci dà il benvenuto, facendo notare che il cantante (lui) abbia mal di gola, ma nessuno si accorge di questo calo di voce fino alla fine.

I volumi salgono ancora, e il pogo pure, conComunque”. Al termine del brano ci dà il benvenuto anche Dragogna, raccontandoci di come al nord, per fermare un concerto, basti che un gruppo di anziani si lamenti per i volumi troppo alti…Un condominio in Italia avrebbe potuto bloccare i Pink Floyd al secondo disco e questo brano è dedicato a loro, agli anziani, anche di 26 anni: “Idioti”.

La band ha spesso raccontato che l’esecuzione di Sabotaggi” durante i live li emozioni particolarmente. Se questo sia leggenda o meno non lo sapremo mai, ma posso dirvi che questo momento del live è uno di quelli magici, di quelli dove la testa va da un’altra parte. Si ritorna a pogare conSpingere”, alla fine del quale Dragogna si avvicina ai fan e si fa accarezzare i capelli da una folla di ragazze completamente impazzite.Il giorno che riprovo a prendermi” anticipa il brano d’amore per eccellenza della band, che però non parla dell’amore cantato da Biagio Antonacci, invidiato tantissimo per i suoi amori disneyani. I nostri amori non sono mai così! E’ il momento di Lei non deve stare male mai”.

Tempi bui” e Una Palude” ci portano ai bis, con gli accendini accesi al posto degli schermi dei telefonini. Già solo per questo il pubblico della serata meriterebbe un applauso.

Si ritirano per tornare dopo un po’ a farci saltare con Vicenza (La voglio anch’io una base A), canzone che parla di occupazioni, di noi, di voi. Alla fine de Il Bel Canto” Divi si tuffa sul pubblico.

Io sono fatto di neve”, incorniciata dai cori della gente, si trasforma in un altro momento magico del live.

Durante questo tour siamo tornati due volte e sappiamo che qui si fa fatica, ma non mollate! Non rovinateci la festa adesso, perché sta solo per cominciare!

Ci salutano conAbituarsi alla fine”, con l’ultimo lancio di Divi sulla folla e con un finale incredibile.

L’ultima nota dei Ministri segna invece l’apertura del dj set nel locale e, mentre la band è ancora sul palco a stringere le mani dei fan, dalla sala vicina ci raggiungono le note di “Purple Rain”, che si trasformano in un tuffo al cuore per molti. Il Ma alla fine ha superato l’esame e i Ministri ancora una volta sono promossi a pieni voti, anche se non hanno suonato Le Porte”, uno dei brani a mio avviso più belli di “Cultura Generale”. Credo sia il caso di tornare presto per rimediare a questa mancanza!

Egle Taccia | Foto: Martina Dalla Mora

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Egle Taccia

Egle Taccia

Avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!