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Harry Potter, il cine concerto: quando la musica diventa protagonista

Uno spettacolo che punta i riflettori sull’importanza della musica nella settima arte

Quando si pensa ad Harry Potter sono diversi gli elementi che affiorano alla mente:  formule e pozioni, Hogwarts, il Quidditch, Voldemort e i tanti personaggi che per anni ci hanno accompagnato in questo mondo magico nato dalla penna di J.K. Rowling.

Per non parlare del protagonista della serie, lo stesso Harry e i suoi amici Ron ed Hermione che, per sette libri e otto film, ci hanno accompagnato (e qualcuno ci è anche cresciuto) in una produzione cinematografica ritenuta la seconda di maggior incasso di tutti i tempi.

Detto ciò, quello che ieri sera è andato in scena all’Auditorium Conciliazione è stato uno spettacolo non solo per gli occhi, ma soprattutto per le orecchie. Sebbene in un film a farla da padrone sono soprattutto frasi e dialoghi d’effetto, molti dei quali diventati il tratto distintivo dei film stessi, la musica non è un elemento secondario.

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Spesso ci si ricorda di una pellicola proprio per le sue musiche coinvolgenti dove la stessa musica diventa sinonimo di un lungometraggio diventato ormai un cult nella tradizione filmica fantasy. Portare in concerto dal vivo la colonna sonora di Harry Potter non è cosa facile, per diversi motivi: in primo luogo, per molti risulta di maggiore importanza l’impatto visivo (come gli effetti speciali) e la fedeltà al libro, per un altro verso, è difficile che le generazioni più giovani vadano a teatro espressamente per ascoltare un tipo di musica sicuramente più classica rispetto a quella leggera e commerciale odierna.

Dunque, nonostante il nostro Paese sia patria del belcanto, dell’opera e di altre produzioni classiche, risulta ardimentoso proporre un’orchestra dal vivo ad un pubblico poco incline al repertorio che esula da quello attuale. In altre parole, è difficile che un giovane si interessi di spontanea iniziativa alla musica classica, quella che, del resto, va a comporre una colonna sonora.

Eppure la formula cine-concerto risulta vincente, il progetto fa parte della della “Harry Potter Film Concert Series”, un tour mondiale di cine-concerti lanciato da CineConcerts e Warner Bros. Ieri sera il Conciliazione era tutto esaurito: bambini, ragazzi, adulti e anziani tutti riuniti per la prima di quello che diventerà sicuramente un appuntamento annuale cui non mancare.

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Certamente, la scelta di Harry Potter e la Pietra Filosofale non è stato un caso, per di più sotto il periodo delle feste natalizie. La saga è ed è stata un vero e proprio fenomeno culturale e letterario che ha appassionato milioni di persone in tutto il mondo, e il pubblico presente ieri all’Auditorium ne è una conferma.

La folla all’entrata testimonia come questa novità abbia smosso l’interesse di molti. In Europa sembra già una realtà consolidata, tanto da aver fatto il tutto esaurito, ma anche in Italia ha riscosso notevole attenzione già alla prima serata.

L’attesa era tangibile finché non si sono aperte le porte della sala, facendo accomodare il pubblico in trepidazione. 80 elementi dell’ Orchestra Italiana del Cinema sono saliti sul palco per suonare dal vivo la premiata colonna sonora del premio Oscar John Williams, in sincrono con le immagini, i dialoghi in italiano e gli effetti speciali del film proiettato su un grande schermo ad alta definizione.

La sensazione all’inizio è effettivamente insolita, perché a essere protagonista è la musica, ma poco dopo la sensazione lascia spazio alla meraviglia poiché il più delle volte, nel guardare un film, non si presta molta attenzione al sottofondo. In questo caso l’esperienza si affronta a tuttotondo, a 360°, cogliendo ogni minima sfaccettatura del film e della musica che lo accompagna.

Vedere dal vivo, sotto la sapiente direzione di Justin Freer (specialista del genere “Film with Live orchestra) che per l’occasione non si è certamente risparmiato, come viene creato un certo suono, una precisa melodia, come si enfatizza un passaggio della pellicola, è non solo interessante dal punto di vista musicale ma anche per capire che tipo di sensazione ha guidato John Williams nella composizione dell’opera.

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Non solo, spesso non ci si ferma a pensare che per la creazione di una colonna sonora c’è dietro il grande lavoro di numerosi musicisti che, nell’ombra, contribuiscono a creare quello che poi diventa un’icona per il grande pubblico.

Una performance di altissimo livello, unita a uno dei film più amati di sempre, ha portato nella Capitale una ventata di aria nuova e un nuovo modo di fruire la settima arte e soprattutto di mettere in risalto la musica. Il concerto si è concluso con una standing ovation per Freer e i musicisti tutti, per aver fatto sognare, anche se solo per una serata, grandi e piccini.

Sabrina Spagnoli

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Sabrina Spagnoli

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