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Hard Rock Live in Rome

I Negramaro e nove band portano il rock in piazza

Il cielo di Roma ha pianto ieri sera, proprio dopo che i Negramaro avevano chiuso la prima volta in Italia dell’Hard Rock Live. Alla fine di una giornata calda e soleggiata, infatti, poco dopo le 23,00 una pioggia timida prima e intensa poi ha bagnato la Capitale, quasi a rinfrescare gli animi delle centinaia di persone che gremivano una Piazza del Popolo bella più che mai. O forse a simboleggiare le lacrime di una sorta di grata malinconia che l’evento ha certamente lasciato negli occhi di chi ieri lì c’era.

Il rock è arrivato tra la gente, in piazza: due palchi, dieci gruppi, sei ore di musica gratuita. Un appuntamento forse poco pubblicizzato a giudicare dall’affluenza non proprio imponente del pomeriggio, scoraggiata probabilmente anche dall’alternarsi dei gruppi tra un palco e altro. Si è trattato, infatti, di una vera e propria maratona di musica live, un palleggio frenetico tra band affermate ed emergenti che hanno incontrato gusti e generazioni diverse.

Ad aprire la manifestazione la band milanese El Santo, vincitrice della Battle of the Bands Italia alla quale hanno risposto dall’altra parte della piazza i Joyfield, anche loro primo posto dell’Hard Rock Rising Battle of the Bands. È stata poi la volta dell’istrionismo esilarante e provocatorio dei romani Kutso, con i picchi di ironica follia del vocalist del gruppo Matteo Gabbianelli. Dall’altro palco la risposta è inglese con i giovanissimi Carnabys, gruppo emergente londinese, già vincitore dell’edizione 2013 dell’Hard Rock Rising of the Bands.

Si prosegue con il pop del britannico Ben Montague, occhiale fashion, chitarra e sorriso smagliante coinvolgono il pubblico. Arrivano poi i più maturi Sadie and the Hotheads di Elizabeth McGoven, l’attrice statunitense che, dopo aver preso lezioni di chitarra, si è immersa nel sound rock – country della sua band. Carismatica la performance di Jack Jaselli, cantautore e chitarrista milanese, emblema di un nuovo modo di fare musica perché privo di casa discografica, management e agenzia, si autoproduce vantando un largo seguito, numerosi live e insigni collaborazioni internazionali.

Si torna poi nel Regno unito con l’indie – rock dei The Fratellis, una delle band scozzesi più apprezzate nel panorama musicale mondiale. Accolti con calore ed entusiasmo dalla loro città, i Velvet hanno chiuso l’intensa maratona sonora prima dell’arrivo dei Negramaro; mezz’ora di performance emozionante e travolgente, in una Piazza del Popolo a quell’ora ormai gremita di gente, trepidante nell’attesa degli headleader della serata.

Alle 21,00 in punto il palco principale si accende in una scenografia psichedelica e futurista, il pubblico prima urla, applaude, si dimena poi ad un tratto quasi ammutolisce alle parole che cominciano a levarsi nell’aria; sono tratte dal Discorso all’umanità di Charlie Chaplin del film Il grande dittatore, storica parodia, amara e profonda, del nazismo. Frasi come «In questo mondo c’è posto per tutti», oppure «pensiamo troppo e sentiamo poco» o ancora «in nome della democrazia uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza», hanno colpito come dardi incantati la folla, la struggente attualità di parole pronunciate più di settant’anni fa ha fatto levare un silenzio assordante e surreale.

Poi all’improvviso l’entrata esplosiva di Giuliano Sangiorgi fa deflagrare la piazza ancora commossa e stordita. Due ore di concerto durante il quale la band salentina ha ripercorso successi più e meno recenti, duettando con il pubblico, aizzando la folla in una performance corale e travolgente. Dopo le otto edizioni londinesi l’Hard Rock Live è approdato a Roma, offrendo sei ore ininterrotte di performance dal vivo, consegnando il rock al popolo, avvicinando la musica alla gente. La “grande bellezza” della capitale ha fatto da cornice, era un cielo diverso quello di ieri sera, dai colori onirici; un cielo che si è dipinto di note nostrane ed internazionali, a ricordare che la musica può divertire ed intrattenere, far riflettere, capire, confortare e, soprattutto, unire!

Sabrina Pellegrini | Foto: Danilo D’Auria

Autore

Sabrina Pellegrini

Sabrina Pellegrini

Classe 1987. Laureata in lettere moderne (I livello) presso l’Università degli Studi Roma Tre, laureanda in Italianistica (laurea magistrale). Ha collaborato con i quotidiani www.ilfattoonline.it, www.quotidianogiovani.it, e con la rivista cartacea If Magazine.