News Recensioni

GORILLAZ: The Now Now

Un disco solitario, profondo e con un tocco da sala da ballo vuota, dove il minimo suono riprodotto è destinato a rimbombare e tuonarti dentro

Ripulirsi da un eccesso di featuring e suoni estremamente complessi non è un’impresa facile o intuitiva da compiere in un anno, ma Damon Albarn e i suoi Gorillaz ci sono riusciti nel nuovo album The Now Now,  in modo piuttosto schietto e chirurgico.

Gli artisti scelti per partecipare a quest’ennesima epopea sono pochi e funzionali al progetto. George Benson in Humility regala un giro di chitarra puntuale e pungente che spacca la canzone e apre il disco proiettandolo in una sorta di suite lounge dove si rimane comodamente seduti a guardare l’apocalisse mondiale e Snoop Dogg in versione vocalist riesce a piazzare la sua firma, più o meno pregevole, su Hollywood.

L’atmosfera del disco rimane ancorata ad una certa psichedelia spaziale di stampo antico, sembra di ascoltare un mashup tra un Sun Ra, rilassato e depotenziato, e un racconto di Michael Moorcock.

La band 3D si è perfettamente stabilizzata sulle due dimensioni che sono quelle intime di Albarn, The Now Now è infatti una rappresentazione più o meno fedele delle ispirazioni legate allo spazio-tempo dell’ex Blur.

Un disco solitario, profondo e con un tocco da sala da ballo vuota, dove il minimo suono riprodotto è destinato a rimbombare e tuonarti dentro.

One Percent è il perfetto esempio della dancehall spettrale creata dai Gorillaz per un lavoro che suona come una controreazione al recente passato della band animata.

“Baby I just survived, I got drunk, I’m sorry, am I losing you” così Albarn, in Fire Flies, mette a nudo la sua desolazione e commiserazione profonda. Tutto rimane molto desolante, anche se nell’impalcatura sonora si vede qualche fiore speranzoso crescere.

Sourcererz ad esempio è un indubbio tocco di colore alle luci soffuse e demodè di The Now Now.

Il progetto Gorillaz esce dunque da quella dimensione, non sempre a fuoco, di grande carrozzone carnevalesco e ritorna nella stanzetta di Albarn suscitando emozioni dirette, profonde e arcaiche.

Il lavoro è vicino alle esperienze da solista del leader dei Blur e si ritrova proprio nei viaggi, nelle ricerche e nelle parole mancanti nell’album precedente.

Dopo la sbornia della scorsa stagione c’era bisogno di un riassetto, di una passeggiata meditativa e sarà che siamo inizio luglio e il caldo ci debilita abbastanza ma The Now Now è capace di calmare gli spiriti bollenti dell’estate e farci sentire nel bel mezzo di una freschezza cosmica a metà tra il desolante e l’appagante.

The Now Now è un disco da post-verità, una perfetta sintesi di questo 2018.

Albarn ha sentito l’esigenza di farci entrare, con parecchi anni di distanza, nella sua stanzetta dove tuttavia non rittoviamo un adolescente burrascoso, ma un fine pensatore musicale.

Autore

Gianluigi Marsibilio

Gianluigi Marsibilio

Classe 1995. Nato a Guardiagrele, piccola cittadina in provincia di Chieti, dopo aver percorso la carriera scolastica, frequentando il liceo scientifico, si sposta a Roma per frequentare gli studi in Comunicazione Istituzionale nell'Università Pontificia della Santa Croce. Già dal primo anno di studi ha cominciato a lavorare per varie realtà, creando anche il blog di informazione scientifica ''Tra scienza e coscienza''.