Menu

Gli Angeli di AMELIE e i nuovi sapori del bel pop d’autore italiano

0

Racchiudere il disco e la produzione di Amelie in qualche riga sembra cosa banale come d’altronde lo è sempre se pensiamo che sia pratica ormai usuale in tutti i fronti della comunicazione discografica. Paola Memeo, in arte AMELIE, ormai lascia segni importanti nei circuiti di quel pop italiano che si fonde e si contamina con la tradizione colta e raffinata della nostra canzone d’autore, quella impegnata sul fronte spirituale e personale. L’amore come vita, il pensiero come analisi, il divenire come unico obiettivo. Dopo la presentazione all’EXPO di Milano, Qube Music oggi vi presenta il suo nuovo singolo, una missiva da lanciare ai propri Angeli, una preghiera che spesso teniamo nascosta anche a noi stessi. Un po’ come restar sempre bambini anche da grandi.

– AMELIE nella nuova canzone d’autore. Premio Lunezia, Premio Bianca D’Aponte e poi tra i miglior dischi del 2015 al Premio Targhe D’Autore. Tutto questo oggi cosa significa e che respiro sociale restituisce al mestiere e all’artista secondo te?

Sono tutte manifestazioni nazionali genuine in cui ti viene riconosciuto valore reale, qualità artistica e presenza di contenuti. A proposito di questi ultimi, il ruolo sociale dell’artista è sempre delicato, anche quando racconta stati interiori e non per forza questioni di attualità. Essere artisti significa per me essere liberi, autentici e consapevoli. Poi lo sappiamo bene: non sempre essere liberi porta il far conoscere i propri messaggi ad un bacino di utenza di massa. Sempre in merito alla questione di respiro sociale dell’artista, permettimi di aggiungere che, anche se per una donna è più difficile affermarsi come artista completa (e questo perché nella nostra cultura la figura femminile per cliché antico viene sempre associata a quella di interprete – argomento questo trattato anche in un seminario proprio al Premio Bianca D’Aponte), in tutte queste occasioni da te menzionate, sono stata doppiamente felice per essere stata riconosciuta non solo come voce, ma anche come compositrice, musicista, co autrice, co arrangiatrice e co produttrice. L’artista libero e indipendente, sia esso uomo che donna, ha il compito di assumersi in primissima persona la responsabilità morale di quello che fa. É lui/lei che porta per mano, passo dopo passo, il proprio progetto musicale, sia per quanto riguarda scelte puramente artistiche e creative che di comunicazione. E quando ti vengono dati bei riconoscimenti ti senti un pochino più felice 🙂

– Un nuovo singolo, un nuovo video. Arte visionaria unita alle parole, un cocktail che soprattutto oggi diventa indispensabile. Come a dire che nel mondo che viviamo la sola canzone ha perduto della sua forza comunicativa? Solo le  parole non bastano?

Personalmente trovo molto affascinante e interessante fondere l’arte musicale a quella figurativa. Immagini, suoni e parole, insieme possono diventare una potente bomba emotiva. Naturalmente i videoclip devono rispecchiare il mood dei brani. Ho avuto la fortuna di lavorare con la Tofufilms già in passato (per il video de “Il Profumo di un’Era”) e per la seconda volta Michele Piazza (in questa occasione insieme al suo socio Andrea Bianchin) è riuscito a realizzare un videoclip semplice e allo stesso tempo ricercato che sottolinea l’aspetto spirituale di “Messaggi” attraverso l’uso della tecnica della doppia esposizione. Ai frames più visionari si alternano quelli molto “nature” dove io appaio quasi struccata e un po’ sfatta, come a voler raccontare in maniera più vera la propria essenza, senza aggiunta di sovrastrutture estetiche fuorvianti. Sono sincera: alcuni miei primissimi video in anni passati (in qualche raro caso) sono stati realizzati in modo un po’ improvvisato e questo ha portato un po’ di dissonanza tra la canzone e il clip, a scapito del messaggio originario. Ma può capitare a tutti. Sicuramente con la pubblicazione del nuovo Album sono stata molto più attenta anche a questo aspetto, e con la Tofufilms le canzoni diventano in maniera naturale “visibili” , “palpabili”.

– E venendo nello specifico a parlare di questo nuovo brano “MESSAGGI”. In qualche modo si spiega proprio quello che stavamo dicendo sopra: “MESSAGGI” come preghiere. Verso chi e a chi sono rivolte? Chi sono gli “Angeli” che  stai citando?

Sono preghiere rivolte all’ignoto. Credo sia capitato a tutti un momento di sconforto durante il quale preghi qualcuno, gli rivolgi domande, gli chiedi risposte. Poi scopri che è tutto dentro di te. Gli Angeli citati nella canzone potrebbero essere qualsiasi cosa nella quale ognuno di noi cerca speranza e protezione. Personalmente li ho sempre interpretati come le anime care di coloro che (sono convinta) mi proteggono da dove si trovano ora, qualunque posto esso sia. Un anno fa circa sono stata vittima di un brutto incidente stradale. Lì ho capito che il destino in alcuni casi è già scritto e in altri viene leggermente modificato forse dagli angeli che ti fanno da scudo e deviano in altre direzioni ciò che speri non accada. Forse in tre secondi hanno accolto la mia preghiera e mi hanno aiutata ad uscire indenne da una probabile morte. O forse mi aspetta qualcos’altro che ho bisogno di vivere. Ho letto tutto come un miracolo e da quel momento questa canzone ha preso molto più senso, quasi fosse una premonizione di tutto. Ho ringraziato da quel giorno in avanti l’universo, e mi sento sempre di più una particella di qualcosa di molto più grande composta da ognuno di noi. Dovremmo amarci tutti un po’ di più, ma in maniera sincera, non ipocrita e opportunista, liberandoci di tutto ciò che ci reca disagio, paura e sensazioni negative. Lo so, non è semplice ma vale la pena tentare. E dovremmo sempre custodire dentro noi il ricordo di chi ci manca: tutti hanno i loro Angeli.

– Guardiamoci attorno. Musicalmente AMELIE cosa vede? Artisti o burattini? Poeti o imprenditori?

Non voglio essere pessimista ma nella maggior parte dei casi vedo sempre più burattini e imprenditori incompetenti. Però se scavi trovi anche tanti artisti e poeti, ma devi essere curioso, interessato al diverso e al nuovo . Oggi chiunque può essere considerato “artista”. È la qualità, la personalità e l’autenticità che spesso manca. Questa è una cosa su cui batto molto anche con i miei allievi di canto moderno. Ti riporto un esempio: l’idea che cerco di far passare loro è che, va benissimo cantare bene e salvaguardarsi le corde vocali con la tecnica, ma è necessario trovare se stessi, la propria verità, la propria natura. Poi li dipende dalla sensibilità insita nel DNA: c’è chi ascolta i consigli e chi no. Tendenzialmente però chi ascolta e da spazio alla sua “unicità” fa passi da gigante. Sicuramente oggi abbiamo meno buoni esempi rispetto al passato. Aggiungo anche che non bisogna mai fermarsi nel ricercare se stessi.

– E parlando di Informazione? Quanto questa favorisce la musica e quanto invece la penalizza secondo te?

Questa è una bella domanda. E la trovo anche molto complessa. L’informazione a mio parere non è così libera come sembra. Segue i trend. Quindi se oggi fa più notizia la storia d’amore tra Gigi D’Alessio e la Tatangelo, rispetto a Bugo che esce con un nuovo Ep strepitoso, è ormai regola. La fanno da padroni la Tv, la radio, i gossip e (ancora per poco) i talent. La musica appare più un pretesto per parlare di altro. Una buona fetta di pubblico in questo modo disimpara ad ascoltare tutto quello che si stacca dai “canoni”….si accontenta di pappa pronta e ha meno curiosità nel conoscere cose meno diffuse e meno pompate. Ma essendo l’iItalia un paese in cui domina il “mal di meritocrazia” (e questo in tutti i settori) tanti si accontentano di quel che passa al convento e finiscono quasi per apprezzarlo. Questo però non deve fermare nessuno nel portare avanti il proprio lavoro e la propria passione. Tutto sommato esiste anche una buona fetta di ascoltatori senza pregiudizi, aperti alle novità, curiosi. Ed esistono spazi che si occupano fortunatamente anche di musica di nicchia.

– In ultimo, ascoltando il tuo disco: AMELIE e in genere un artista come te, scrive per se o per gli altri?

Per se. Fare musica è il mio modo di esprimermi. Poi se qualcuno si rispecchia in quello che canto e compongo condividendolo può solo rendermi felice, perchè inevitabilmente significa che esistono dei legami a livello di vissuto esistenziale. Scrivo per altri quando mi viene richiesto…ma soprattutto faccio arrangiamenti elettronici (ebbene si) per conto terzi quando mi intrigano i progetti e le proposte (dietro la faccia da brava ragazza sappi che esiste anche una darkettona incallita)

Paolo Tocco

IL VIDEO




Condividi:

Autore

Qube Music

Qube Music è il MAGAZINE dedicato alla MUSICA, frutto di sinergie tra editori, giornalisti del settore discografico, media e radio, che propone servizi punto di riferimento per la diffusione di contenuti musicali.

Lascia un Commento

Utilizziamo i cookie per personalizzare la tua esperienza utente e raccogliere dati statistici sulla navigazione del sito. Continuando ad utilizzare questo sito web acconsenti ad utilizzare i cookie. Maggiori Informazioni | Accetto