Recensioni

Gli AlogiA presentano Elegia Balcanica

La band più importante dei Balcani torna in scena con un album grandioso tra passato, futuro e storia…

Elegia Balcanica, opera sesta (quattro album in madrelingua, più un album in Inglese e un CD live) dei Serbi AlogiA è… classicità ed innovazione, passato e futuro.

Nel punto esatto in cui le coordinate temporali di ciò che è stato e di quel che sarà si intersecano, uno tsunami sonoro ci porterà ad una realtà musicale sorprendentemente nuova per molti, eppure ben radicata nella storia che ha segnato la via e la vita dei Balcani.

E siccome, più delle parole, è la musica ciò che conta, piuttosto che articolare discorsi astratti e considerazioni generiche, mi sono cimentata in un’analisi track by track in modo da poter evidenziare gli aspetti peculiari di ciascuno dei nove brani presenti in scaletta.

Almagest è l’introduzione perfetta.  Così come l’Almagesto (trattato tolemaico, matematico e astronomico del II secolo sui moti apparenti delle stelle e percorsi planetari) è stato un testo scientifico di riferimento per più di 1200 anni, fino all’arrivo di Copernico), così Almagest è il brano ideale per introdurci nel magico mondo musicale degli AlogiA. Un pezzo tutto strumentale che apre la strada e ben si amalgama (quasi a essere un tutt’uno) con l’album tutto, e con Callis Ad Astra, innanzitutto.

Callis Ad Astra, appunto… Un brano che faccio fatica a descrivere perché tutta la mia attenzione è sull’ascolto (la musica è un tal piacere) e alle parole rimangono le briciole; che, comunque, provo a raccogliere, ad assemblare per potervi almeno dire che si tratta di un power progressive metal – con punte di eccellenza nell’esecuzione e nel songwriting – che ben definisce lo stile musicale della Band, nella sua interezza. Anche se, come vedremo, le sorprese, divagazioni e variazioni in tema musicale non mancheranno.

E Galija… altroché se è sorprendente! E anche, indubbiamente, trascinante e impeccabilmente imprevedibile… L’attacco è decisamente inedito ai più, ma talmente particolare da rappresentare una sorta di ‘imprinting‘ dello stile degli AlogiA. Contiene in sé refrain con punte quasi mainstream e un fascino misterioso, sotterraneo. Melodie accattivanti che attraggono al primo ascolto, innesti di musica balcanica e le splendide voci di Nikola Mijic e Andjela Isic che sono semplicemente, da brivido!

Vreme Je… Di questi tempi… Se un giorno avrò il tempo (e soprattutto l’ispirazione letteraria necessaria a trasporre in un’altra lingua una perfetta prosa donata alla musica) vorrei tradurre in Italiano questo testo. Perché, ahinoi, è quanto mai attuale… Vreme Je non è storia… è cronaca! E il futuro dipenderà solo da noi, da come sapremo gestire il presente, affrontare i mali di un’umanità offesa dalle proprie azioni, governate dal male. Vreme Je è un invito alla riflessione; e al cambiamento. Musicalmente -come ha già scritto un collega chitarrista- la peculiarità di questo brano resta comunque quella di essere ‘un tripudio di plettrata alternata e sweep picking neoclassici”.

Elegia Balcanica è il primo brano che ho ascoltato di questo lavoro ed è il pezzo che di quest’album mi ha fatto innamorare. Riascoltarlo, ancora una volta, a distanza di oltre un anno dalla prima volta e trovarlo sempre più bello, coinvolgente ed emozionante è per me la conferma che non si è trattato solo di un innamoramento al primo ascolto ma che sarà per sempre! Potere della musica. Ancora una volta le atmosfere balcaniche in primo piano… O forse no: nel senso che anche la voce immensa di Nikola Mijic ha un ruolo di primo piano… O forse no: nel senso che pure il duello chitarristico fra i 2 fratelli Brankovic ha un fascino che trascina nell’ascolto nota dopo nota in un susseguirsi di atmosfere struggenti al punto da riuscire sapientemente a raccontare in musica la tragedia che ha investito i Balcani in tempi ancora dolorosamente recenti. E la musica qua sembra quasi scritta e voluta a sanare le piaghe dell’anima.

Lilith (Ona Zna) She knows… Quante cose sa Lilith! Una vita in bilico tra luci ed ombre, fra il bene e il male… Chi vincerà? Al momento, è solo la musica a fare da padrona.

Inferno esplode in tutta la sua potenza dopo un brano che ci aveva quasi resi avvezzi a toni più pacati. Ed è sorprendente, qui, constatare come anche un brano così heavy, così forte e potente sia comunque costruito su melodie che si radicano nell’anima con forza e con classe. Un brano che sa colpire (senza aggredire) con forza, irruenza, potenza e musicalità innata.

U Tisini sembra proiettarci in un’altra dimensione. Melodie ricercate ed atmosfere nebulosamente avvolgenti, sembrerebbero ricreare la giusta situazione sonora, quale final touch ad un album che è stato fino all’ultima nota, un viaggio tra le stelle: ai massimi livelli emozionali!

Ma le sorprese non finiscono qui.

Perché la bonus track cambia totalmente registro, a cominciare da quello vocale. Il testimone (il microfono) passa infatti ad Amir Hadzic, fondatore, songwriter e vocalist dei Silent Kingdom. Che, in questo brano, in stile sorprendentemente, inaspettatamente, death metal, presta il suo cantato growl per interpretare con coerenza (e passione) un brano che Srdjan Brankovic ha voluto scrivere per omaggiare uno dei suoi maestri (artistici, musicali) di sempre: Chuck Schuldiner, il mai dimenticato leader dei Death. E’ per questo che è nato ‘Intentionally Blind“, un brano che, per quanto possa apparire ‘estremo’ al primo ascolta, rivela, magicamente, l’imprinting di scrittura di una grande band balcanica: AlogiA.

Doverosamente, mi ripeto: ci troviamo al cospetto di un lavoro di elevata caratura tecnica ma che, sorprendentemente, riesce a essere di facile ascolto.

Questo disco, infatti, nonostante sia una perfetta, ideale, vetrina delle indiscusse abilità tecniche dei protagonisti, non annoia mai. Anzi! Risulta, sin dal primo ascolto, estremamente vario e ricchissimo di sfumature. Un ritmo incalzante, mai calante, a tratti – direi – esaltante!

E’ un disco spontaneo, naturale. Ma curato in ogni dettaglio: dalla composizione all’esecuzione, ogni passo rivela grande impegno e dedizione. La musica colpisce direttamente, ed in maniera indelebile, le corde più profonde dell’anima.

E, torno a sottolineare, risplende dell’arte di chi sa attingere, sapientemente, elegantemente, dai grandi Maestri del passato, restituendo all’ascolto suoni inaspettatamente innovativi!

Ancora, necessariamente, mi ripeto… Perché Elegia Balcanica è classicità ed innovazione. Passato e futuro. Storia… Cronaca… Futuro, della musica nei Balcani, e non solo.

Sic Itur ad Astra (cit. Eneide, Virgilio)…

Thus You Shall Go to the Stars, AlogiA!

Foto: Danilo D’Auria

Autore

Qube Music

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