Danilo D'Auria Live Report News

Giuliano “The King” Palma a Eutropia

Tra soul, ska e funky, per un live regalmente divertente

Ancora una serata da ballare ad Eutropia, per il live di Giuliano Palma. Un “Old boy”, come titola il suo recente lavoro (il secondo da solista a 12 anni da “Gran Premio”), elegante e pieno di energia; un trascinatore che coinvolge il pubblico e lo accompagna attraverso un mix di sonorità ska, rocksteady, soul e funk, tutto morbidamente condito con un gusto vagamente retrò che sembra riportare in auge persino il ballo in coppia!

E Giuliano Palma, infatti, non balla da solo: salta con l’asta del microfono, sgambetta sul palco e chiacchiera, letteralmente, con l’affollato sottopalco, quasi un raduno di amici, piuttosto che di fans.

Dietro gli immancabili occhiali scuri e con lo spirito di sempre, apre il live (circa due ore) sulle note di “Ufo”, lo storico telefilm anni Settanta, per poi passare ad una carrellata quasi ininterrotta di brani tra i quali i nuovi singoli Così lontano, presentato all’ultima edizione del Festival di Sanremo, e Come ieri realizzato in collaborazione con Marrakesh, che sembrano aver fatto breccia nel pubblico quasi al pari degli evergreen tratti dal repertorio. E non è poca cosa alla luce degli oltre 25 anni di carriera, iniziata nel lontano 1987 con i Casinò Royale, di cui era membro fondatore.

Con una formazione inedita (Fabio Merigo alle chitarre, Marcello “Agù” Marson a basso e contrabasso, Paolo Inserra batteria, Matteo Pozz pianoforte; ai fiati: Enrico Allevana, trombone, Marco Scipione, sax, Luigi “Giotto” Napolitano, tromba) che ha girato lo Stivale in tournee durante questa estate ormai agli sgoccioli, Giuliano Palma ha proposto alcuni dei tanti successi realizzati con i Bluebeaters, come Nuvole rose, Come ieri e l’immancabile Tutta la mia città, e canzoni del suo repertorio da solista da Musica di musica a Un bacio crudele, il secondo singolo estratto da “Old boy”.

A completare il collage, non poteva mancare il “tormentone” di qualche anno fa, Pes, ma neppure la più nostalgica Wonderful life, cover famosa ormai quanto il pezzo originale di Black del 1985, e la romantica Se ne dicon di parole. Ma a chiudere il concerto, non poteva che essere la scanzonata Messico e nuvole, sulle quale anche la band si concede qualche improvvisazione e digressione sul tema che ci lascia tornare a casa soddisfatti e divertiti.

Sara Cascelli | Foto: Danilo D’Auria

Autore

Sara Cascelli

Sara Cascelli

Classe 1977 è giornalista pubblicista, laureata in Scienze Politiche. Ama la scrittura e la comunicazione. Collabora negli anni con diverse testate e magazine scrivendo prevalentemente di teatro, musica, eventi e realizzando numerose interviste. Si dedica contemporaneamente all’attività di ufficio stampa, dal teatro alla televisione e sperimenta l’esperienza radiofonica, tra web radio (3 stagioni su www.deliradio.it con Il Tè di Mezzanotte, e ora su www.mixcloud.it ), e FM (radio Manà Manà “38° Elemento”).