Laura Sbarbori Live Report

Gianluca Grignani: sudore, sacrificio e libertà all’Atlantico di Roma

Dopo aver annullato diversi impegni e diverse ospitate, allontanandosi volutamente per un determinato periodo dai riflettori, il cantautore milanese è tornato sul palco per due eventi rock 2.0: il primo all’Alcatraz di Milano (1 dicembre) ed il secondo all’Atlantico di Roma (3 dicembre)

“Ora ho bisogno di tornare più forte di prima. Ora parlerà solo la mia musica, la mia strada in mezzo al cielo”: questo ha scritto Grignani qualche mese fa, questo ha dimostrato Grignani ieri sera.

Dopo aver annullato diversi impegni e diverse ospitate, allontanandosi volutamente per un determinato periodo dai riflettori, il cantautore milanese è tornato sul palco per due eventi rock 2.0: il primo all’Alcatraz di Milano (1 dicembre) ed il secondo all’Atlantico di Roma (3 dicembre).

Gianluca è apparso motivato e concentrato sin dal primo momento, sin dal primo accordo. Ha provato a lasciarsi alle spalle ogni errore ed ogni polemica, regalando ai fan un concerto degno d’esser definito tale.

“Io nella vita ho qualcosa da dire, io nella vita non sono un bluff”: con Non voglio essere un fenomeno, primo singolo estratto da A volte esagero, il Grigna ha fatto ballare tutto l’Atlantico. Sin da subito l’affiatamento e l’intesa con la (non del tutto) nuova line up sono stati evidenti: Salvatore Cafiero e Fabio Massimo Colasanti alle chitarre, Max Gelsi al basso, Elisabetta Serio alla tastiera e Paola Caridi alla batteria (le ultime due nuove entrate).

Natura umana, Baby Revolution. Ed è stato impossibile non notare il meraviglioso gioco di luci che ha aggiunto sicuramente qualcosa in più all’esecuzione dei brani.

“Perché tu mi buchi il cuore, perché tu sei la mia grande storia d’amore”: con questa canzone Grignani il cuore me l’ha bucato davvero. Romantico Rock Show, title track di uno di quei dischi che ho consumato, amato.

A seguire Cammina nel sole, brano presentato al Festival di Sanremo nel 2008, e La fabbrica di plastica, title track di un disco che ha permesso ad un Gianluca poco più che ventenne di scrollarsi di dosso l’immagine del belloccio, distruggendola, con suoni e contenuti molto diversi rispetto ai precedenti.

Poi ancora + Famoso di Gesù e Solo cielo, due pezzi belli tosti. Gianluca ha sorriso spesso ed io non ho potuto fare meno di notarlo e di gioirne.

“Perché tempo non ho, ma di vita ne ho e di vivere, sai, non mi stanco mai”: altro brano presentato al Festival, nel 1999 però. Siamo passati da un brano pop come Il giorno perfetto ad uno rock come The Joker in meno di un attimo ma il pubblico ha metabolizzato in fretta ed ha rischiato di tirar giù l’Atlantico.

“Se fuori farà caldo qua dentro sarà il mare, se fuori farà guerra qua dentro sarà amore”: La canzone, una bomba lanciata senza preavviso. Ed ancora L’allucinazione, Liberi di sognare.

Speciale, La mia storia tra le dita, Falco a metà. Gianluca ha continuato a tenere botta ed una scaletta del genere raramente s’era vista e sentita negli ultimi anni.

“Siamo due tipi da unplugged dei Nirvana”: Una strada in mezzo al cielo, title track dell’ultimo album del cantautore, alla quale segue Destinazione paradiso.

Madre, Sogni infranti ed i ringraziamenti (dovuti). Dio privato e per chiudere L’aiuola, con l’ormai consueto lancio delle caramelle sul palco da parte dei fan (anzi, delle fan).

“Credo di poter affermare dopo vent’anni che per me il rock ‘n’ roll sia sudore, sacrificio e libertà”: Grignani non ha parlato molto durante questo concerto, le sue canzoni l’hanno fatto al suo posto; ma qualcosa l’ha detta.

Ed ha parlato poco forse perché ultimamente tutti gli altri hanno parlato troppo; forse perché ultimamente tutti gli altri non hanno perso occasione per gettare un altro po’ di benzina sul fuoco, per danneggiare un altro po’ l’immagine di un artista che a volte, anziché strumentalizzato e massacrato, andrebbe aiutato. Ma la risposta sta su quel palco, fra quelle mani.

Te lo sei tatuato, te lo scrivo: ricordati di volerti bene, Gianlu’!

Adriana Santovito | Foto: Laura Sbarbori

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Adriana Santovito

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