Live Report

Gianluca Grignani: sei corde ed una voce sorprendono il Marine Village

Chi lo conosce, chi lo segue, sa che nel corso della sua ventennale carriera il cantautore milanese ha dovuto spesso fare a botte con se stesso. Al momento, però, Gianluca Grignani appare meno inquieto: si vede e, soprattutto, si sente.

È uscito lo scorso 6 maggio Una strada in mezzo al cielo. L’album celebra proprio i vent’anni di carriera dell’artista che, per l’occasione, ha deciso di riproporre alcuni dei suoi più grandi successi in versione semiacustica o in duetto con altri colleghi fra i quali troviamo Luciano Ligabue, Max Pezzali, Carmen Consoli e Fabrizio Moro. In seguito alla pubblicazione di questo ultimo lavoro in studio, però, Gianluca ha deciso di allontanarsi dai riflettori e di prendersi dunque del tempo, annullando diversi firmacopie e diverse ospitate sia radiofoniche sia televisive in programma per la promozione del disco.

Questa decisione ha preoccupato parecchio i fan che neppure per un momento hanno perciò smesso di manifestare tutto il loro affetto e tutta la loro vicinanza al cantautore che, attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha cercato di spiegare le ragioni di questa decisione: “Ho bisogno di staccare un po’ con il mondo, l’avrete capito… Ora ho bisogno di tornare più forte di prima. Adesso parlerà solo la mia musica, la mia strada in mezzo al cielo. Ho annullato gli impegni, per un determinato periodo non ci saranno apparizioni, a parte i due eventi rock 2.0 a dicembre di Milano e Roma e dei live acustici che farò durante l’estate che saranno annunciati qui sulla mia pagina. Ma io leggo tutto quello che mi scrivete e solo per voi io ci sto. Sempre”. A proposito dei live acustici, dopo un periodo di stop, Grignani ha deciso di ripartire lo scorso 2 luglio da Monsummano Terme.

Al termine della sua esibizione, il Joker scrive: “Adesso che ho finito di suonare finalmente posso dirlo, quando è successo quello che tutti sappiamo, il giorno dell’uscita del disco, mi sono ritrovato mio malgrado la mattina successiva con due dita della mano conciate molto male, senza dare la colpa a nessuno, ammetto, mi sono preoccupato non poco. Mi mancava la sicurezza di riprendermi per tempo, anzi, non avevo più la sicurezza di niente. Con l’agopuntura e l’esercizio per fortuna sono riuscito a togliermi parte del male ma soprattutto questo peso di dosso. La conferma l’ho avuta stasera! Posso stare senza tutto ma non riuscirei a cantare senza suonare la mia chitarra. Il battesimo del fuoco è stato oggi a Monsummano Terme, adesso con certezza vi posso confermare che mi rivedrete e sentirete in radio ed in TV di persona, di nuovo, da settembre. Intanto, ci vediamo in giro questa estate nei miei live acustici. Grazie a tutti, a chi mi vuole bene ma soprattutto a chi mi vuole male, che sono quelli che confermano la mia teoria”.

Dunque, dopo il live di Monsummano, Gianluca ha rassicurato tutti ed ha promesso di regalare ancora emozioni. Emozioni belle proprio come quelle che ha regalato venerdì sera al Marine Village di Ostia/Torvajanica (2.0 Estivo). L’apertura della serata è stata affidata ad un giovane cantautore romano, David William Caruso, che a piedi nudi ha cercato di scaldare un pubblico meraviglioso che lo ha sostenuto ed incoraggiato per tutta la durata dell’esibizione, nonostante alcuni problemi tecnici lo abbiano costretto a salire sul palco senza il supporto della sua band.

Ascoltando alcuni dei brani scritti ed interpretati da David, ci si può facilmente rendere conto di quanto artisti come Vasco Rossi, Rino Gaetano, Fabrizio Moro o lo stesso Gianluca Grignani lo abbiano influenzato e formato. Quando gli chiediamo della sua musica, ci risponde così: “Mi ha salvato la vita ed è tutto quello che ho… La mia musica ed il mio sogno! Racconto e descrivo quello che vedo intorno a me o che vivo in prima persona e sul palco sono felice, come se fosse quella casa mia”.

E quanto espresso in queste parole lo si percepisce guardando i suoi occhi, azzurri e puliti. Presto inizierà a lavorare ad un nuovo progetto ma non possiamo, almeno per il momento, raccontarvi di più: il palco gli mancherà ma ci assicura che ne varrà la pena.

Dunque, la serata è stata aperta ed il pubblico è stato scaldato. Per Grignani è arrivato il momento di salire sul palco, carico e sfrontato come sempre. In scaletta non sono mancati i pezzi senza tempo, quelli che da ben vent’anni Gianluca non può non cantare durante i suoi concerti: La mia storia tra le dita, canzone presentata per la prima volta in versione ridotta a Sanremo Giovani nel 1994 e che ha permesso al cantautore di qualificarsi per l’edizione successiva del Festival; Destinazione paradiso, canzone presentata in gara a Sanremo proprio nel 1995 e con la quale Grignani si è qualificato sesto nella Sezione Giovani. Insomma due pezzi di storia, due pezzi di cuore, che lo hanno reso noto al grande pubblico. Non sono mancate, però, anche le novità e quella più interessante è stata sicuramente l’esecuzione del brano Una strada in mezzo al cielo, title track dell’ultimo disco del Grigna che per qualche minuto ha lasciato tutti senza fiato.

Come prima accennato, a proposito dell’ultimo album, al suo interno sono contenuti diversi brani storici che Gianluca ha riproposto anche sul palco del Marine Village in una veste del tutto o in parte nuova: Una donna così, Come fai, Solo cielo. E non sono mancate neppure le sorprese: Candyman, brano contenuto nell’album Campi di popcorn pubblicato nel 1998. E su Candyman le prime file hanno fatto davvero fatica a controllare le emozioni, quelle stesse belle emozioni che Gianluca aveva appunto promesso di regalare ancora. “Certo che mi ricordo come fa! Potrei mai dimenticare di non essere una persona equilibrata e di avere l’anima sdoppiata?”: The Joker, altra graditissima sorpresa. A seguire Sogni infranti, singolo estratto da A volte esagero e presentato a Sanremo nel 2015. “E le mie mani, lo sai, tremano ancora in mezzo ai guai, tremano ancora come quelle di un bambino. Ma sarò forte, vedrai, che così forte non mi hai visto mai. Dovrò soltanto stare attento alla sera sul cuscino che insieme alle paure la maschera non cali piano”: Madre, altro brano contenuto in A volte esagero che racconta di un uomo che troppo spesso, in passato, ha dovuto fare i conti con le sue fragilità, con le sue paure.

Forse, in futuro, quest’uomo i conti con le sue fragilità e con le sue paure dovrà farli ancora, ma su quel palco l’altra sera Grignani ha dimostrato per l’ennesima volta di sapersi rialzare e di sapersene fregare, tenendo stretta tra le mani quella chitarra che a volte sembra essere l’unica salvezza per lui ma anche per chi, come me, con lui ci è cresciuto.

Il profumo del mare e la melodia di una canzone hanno già lasciato il posto al sapore amaro di una sigaretta fumata un po’ troppo in fretta, mentre le uniche immagini che ora passano davanti agli occhi un po’ arrossati sono quelle del live. Sai che non ti ci abituerai mai al vuoto che sentirai ogni volta dopo aver vissuto qualcosa di così inspiegabilmente forte. Ma sai anche che mai potrai fare a meno di quelle sei corde e di quella voce.

Adriana Santovito

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Adriana Santovito

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