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Gerardina Trovato, un piacevole ritorno

Gerardina Trovato torna dall’immobile viaggio più serena, forse con maggiore consapevolezza, in un mondo che musicalmente sembra enfatizzare la leggerezza e speculare su una parola, l’amore, così difficile da raccontare senza esser banali

Era il 1993, una giovane ragazza, dalla disarmante semplicità, cantava per la prima volta al festival di Sanremo il testo Non ho più la mia città, scritto insieme a Donatella Milani. Un chiaro messaggio che Gerardina Trovato invia alla sua città di origine, Catania.

“Venne il giorno che le dissi/ tu Catania non mi basti/ dei miei sogni che ne hai fatto/ me li hai chiusi in un cassetto/ e sognavo di partire/ di trovarmi in un bel posto/ per poter riaprire/  quel cassetto ormai nascosto.”

Sono passati molti anni, e la vita della cantautrice siciliana è stata ricca di successi discografici, ma anche di molte amarezze.

La popolarità conseguita e le dicerie, di qualsiasi lungo dire, fatte con troppo artifizio o con troppa poca arte, con il tempo possono offuscare l’immagine di chi con le parole ha saputo offrire spunti di riflessione; ha raccontato la guerra, ha cantato di sogni che ci fanno sentire liberi, senza limiti, i sogni ci fanno essere impavidi se siamo deboli.

La voce graffiata ed il fremito del cuore di fronte al dolore, una donna e la sua vita come un libro di poesie, che tutti leggono: lasciami soltanto un rigo, un punto… lasciami un po’ di passato, lasciami uno sputo.

Una pesante assenza, dalle molteplici e complicate esperienze di vita, Gerardina Trovato torna dall’immobile viaggio più serena,  forse con maggiore consapevolezza, in un mondo che musicalmente sembra enfatizzare la leggerezza e speculare su una parola, l’amore, così difficile da raccontare senza esser banali.

 Perdono la loro umanità, e non riescono a vedere germogli, in questi anni ha scritto, vissuto e sognato, di fronte al bottino di nuvole che la sorte non ha ancora facoltà di vietarci.

“La mia storia la conosci già la mia faccia forse un po’ di più, ma che cosa ti devo raccontare…”

Quando la canzone di Gerardina Trovato diventa autobiografica, non si può non pensare a Gechi e vampiri. Il pezzo fu subito apprezzato dalla giuria popolare del festival di Sanremo,  piazzandosi al 1° posto nella classifica, ma venne  penalizzato dai voti della giuria di qualità, la quale  relegava al 10° posto, uno dei brani più intensi e sinceri della musica italiana.

“Sono la strega di Biancaneve/ Dimmi che, dimmi che /Non tornerò mai com’ero prima/ Dimmelo perché/ Perché voglio di nuovo trovare la strada/ Che tu avevi scelto per me…”

Gerardina Trovato, cantava tante cose, urla di protesta, rinchiuse dentro una scatola e riuscire a fare dei buchi per l’aria… solo per respirare, pur rimanendo appesi ad un filo, puoi dondolare e mostrare quello che rende il cuore, più saggio di altri.

Qube Music, ha il piacere di incontrare la cantautrice siciliana e nella nostra breve conversazione telefonica, sento la sua emozione, forte il desiderio di tornare a parlare con semplicità di musica, quella che ha già fatto storia, non siamo cambiati molto, ci disegniamo tatuaggi sulla pelle, siamo  figli delle favole, e dormiamo ancora sulle stelle, con gli occhi fatti a pezzi per un no.

 – Oggi, quali sogni hai?

Dal momento che a fine mese esce il nuovo singolo, spero e sogno che sia un grande successo. Questo pezzo è una bomba, parla di una storia d’amore che giunge al culmine. L’amore non è stato mai presente nelle mie canzoni, ci sono state sicuramente più proteste nel mio canto.

Adesso, posso dire di aver scritto, di aver raccontato l’amore.

Prima non ci riuscivo, era così difficile, pensavo di cadere nel banale; ora invece è tutto diverso. Sai, perché ? Ho finalmente, trovato la chiave della semplicità.

– Mi piace ricordare questa tua canzone:

“…ubriaca di parole/ questa vita cosi’ breve/ che chiede ancora chiede…vita senza desideri/ stanca debole e insicura/ vita fino a ieri che ti pieghi e ti rassegni/ vita che non ti accompagni/ con amici degni…ancora un passo ed è poesia/ non lasciarmi andare via.”

Rileggendo il testo della canzone E già, cantata insieme a Renato Zero, quali compagni, colleghi hai sentito più vicini ? Come descriveresti la musica che attualmente viene trasmessa in radio?

La musica, che attualmente viene trasmessa in radio a volte mi lascia perplessa, a volte mi fa sorridere e a volte arrabbiare. Certo i tempi sono cambiati, ricordo i miei inizi, i primi tempi con Andrea Bocelli, sono passati piu di 20 anni, erano gli inizi della nostra collaborazione artistica.

Adesso, non dico che mi pesano le canzoni trasmesse, ma tra tanti emergenti, tra tanti figli di vari talent, alcuni non mi colpiscono proprio, altri invece hanno sicuramente qualcosa in più rispetto alla media.

Ti faccio un esempio…Puoi cantare l’amore, ma è il modo come viene affrontato a rendere tutto meno scontato.

– Quale artista italiano preferisci? Chi è più affine al tuo stile o gusto musicale?

Mimì, decisamente. Non tanto per la musica, ma per la sua spiccata sensibilità. Il mio genere è il rock, come Vasco Rossi, che preferisco.

– Quale ricordo positivo conservi nella tua memoria emotiva, come artista e come donna?

Ah, qui non ti so rispondere. Perché i periodi sono troppi, ma ripensandoci, credo che Sanremo sia il ricordo più emozionante.

– Credi che il mercato discografico è nemico di umanità, nel senso che preferisce vendere la leggerezza per rendere tutti meno esigenti, e forse anche più ciechi, sei d’accordo?

( …ridendo…) beh, la tua analisi merita di essere condivisa, ma non diciamolo ad alta voce, ho deciso di dare un’altra volta fiducia ai discografici (…sempre ridendo…)

– Ultimamente, alcuni artisti usano le piattaforme social per promuovere la loro musica, e spesso condividono momenti di vita privata. Cosa ne pensi ?

Come ti dicevo, sono cose che mi fanno riflettere…molti dei giovani  escono  dai talent e non fanno poi molta strada, a parte rare eccezioni, questo è un modo di lavorare usa e getta che non riesco ad accettare. Non mi piace il modo di lavorare di oggi! I giovani dovrebbero seguiti e mai abbandonati…

– Ti piacerebbe tornare al festival di Sanremo?

Si certo! Presenterò un brano, almeno ci proverò. Carlo Conti è una persona che stimo tantissimo, un grande professionista.

– Puoi anticipare il titolo del nuovo singolo, o qualche parola?

No, non posso. Preferisco lasciare la sorpresa, l’attesa.  Voglio soltanto dire che sto tornando presto, si sto tornando!

Alla fine di giugno uscirà  il primo singolo, ho pensato ad un doppio album di editi ma con un nuovo arrangiamento per il mese di Settembre, ma qui dovete parlare con la produzione (ridendo…), e poi ho quasi pronto il mio album di inediti !! Penso di averti detto tutto…

Ah, forse una cosa non ho detto…

Dopo qualche minuto… sorridendo mi dice :

Non ti ho detto che vincerò Sanremo!

Le nostre idee su noi stessi sono generate dall’identificazione; meno ci attacchiamo ad esse, più liberi e più felici saremo. Questo è ciò che ti viene da pensare, chiudendo la telefonata con una persona umile, che nel silenzio ha saputo far rumore, in tempi lontani scriveva ciò che oggi rimane attuale.

Senti il limite del mezzo virtuale, ma la testa vuole rubare il vento a un aquilone, gridare senza una ragione, correre forte come pazzi, a piedi nudi, perché si vive adesso, non domani.

Matt Dragà

Autore

Qube Music

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La WEBZINE dedicata alla MUSICA, frutto di sinergie tra editori, giornalisti del settore discografico, media e radio, che propone servizi punto di riferimento per la diffusione di contenuti musicali.