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Emozioni Rock

Ognuno di noi porta sempre nel cuore quella particolare canzone che ricorda i momenti più intensi della nostra vita o che, meglio ancora, semplicemente continua ad accompagnarci nella quotidianità di tutti i giorni.

Ognuno di noi porta sempre nel cuore quella particolare canzone che ricorda i momenti più intensi della nostra vita o che, meglio ancora, semplicemente continua ad accompagnarci nella quotidianità di tutti i giorni.

Rock e amore, per esempio, sono il binomio perfetto, in grado di regalare quegli attimi molto intimi che desideriamo condividere solamente con la persona amata.

Immaginare di dover scegliere un unico “pezzo” che rappresenti tutto questo, però, sarebbe un po’ complicato; più semplice piuttosto è stilare una sorta di personale colonna sonora. “Please, please, please let me get what I want”, come cantavano nel 1984 gli Smiths, può certamente farne parte, perché è un concentrato di emotività, sparata per centoventi secondi come un “pugno in piena faccia” spiegò molti anni fa Morrissey. Da un eccesso temporale ad un altro, quello di “November Rain” dei Guns ‘N’ Roses. In nove minuti Axl Rose racconta l’amore struggente per la sua donna. C’è tutto in questo brano, almeno una volta nella vita può capitare a tutti di riconoscersi nelle parole di Rose. Anche a livello compositivo questa canzone rasenta la perfezione, e non è forse un caso che ci sono voluti quasi dieci anni per comporla.

Allora cosa dire di “Romeo and Juliet” dei Dire Straits? Mark Knopfler e soci hanno scritto una vera e propria dichiarazione d’amore, chiunque vorrebbe dedicarla alla persona della sua vita. Qualche volta si tratta solo di una questione di tempo.

Niente di più bello può essere l’amore che un figlio prova per il padre, soprattutto quando non c’è più e Bono degli U2 lo ha ricordato in “Sometimes you can’t make it on your own”, uno dei brani più toccanti del repertorio della band irlandese.

Anche i Radiohead meritano un posto in questa speciale playlist, benché non siano particolarmente inclini all’argomento. “Fake plastic trees” è stato uno dei migliori momenti in cui Thom Yorke ha composto di getto qualcosa capace veramente di svuotarti l’anima. Di una canzone che sia il testo, un singolo verso, una rullata di batteria, un assolo di chitarra o tutto l’insieme a rimanere impresso per sempre non ha molta importanza. In fondo la musica è un turbinio di emozioni.

Jacopo Paoletti

Autore

Qube Music

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