Live Report Martina Dalla Mora

Elisa incanta Milano con l’ON TOUR

La prima tappa milanese dell’On Tour di Elisa tenutasi lo scorso 25 Novembre ha dimostrato la voglia di sperimentare e la bravura di un’artista che non ha limiti e stupisce ancora nonostante siano passati ben due decenni dalla pubblicazione del primo album, Pipes and Flowers.

Nel corso della sua carriera Elisa ha dimostrato continuamente quanto l’enorme successo ottenuto sia più che meritato; ha scritto canzoni in Inglese, Italiano, Spagnolo e persino in Curdo, inciso album acustici, pop, rock, elettronici e duettato con artisti del calibro di Tina Turner, Andrea Bocelli e Anthony and the Johnson, nel frattempo ha vinto un Festival di Sanremo, scritto colonne sonore e prodotto artisti emergenti.
Non è quindi una sorpresa che l’artista friulana abbia incantato le tredicimila persone presenti al Forum con uno spettacolo magico, di quasi due ore e ventisei brani in scaletta.

La scenografia, curata dal fidato Art Director Mauro Simionato, è di forte impatto grazie ai tre monitor led circolari posti sul fondo del palco. L’apertura del concerto è inaspettata: Elisa è sola sul palcoscenico e si diletta a suonare hang e flauto traverso, prima di iniziare a cantare Bad Habits, uno dei pezzi più potenti dell’ultimo album, impreziosito qui dalle coreografie di Veronica Peparini.
Il concerto entra subito nel vivo grazie ad un’energica interpretazione di No Hero, seguita da Catch the Light e Ready Now, brani anch’essi tratti dall’ultima fatica della cantautrice di Monfalcone. Ready Now sembra avere un potere fortemente ipnotizzante: Elisa canta e contemporaneamente suona i sintetizzatori, mentre dietro di lei i led circolari proiettano un potente messaggio sociale: “Equal Efforts, Equal Rights”. Stay è il primo pezzo storico a trovare spazio nella scaletta. A seguire Bruciare per te, l’ultimo singolo, L’Anima Vola, già diventato un classico del suo repertorio e l’emozionante Eppure Sentire (Un senso di te).

Si apre, poi, una parentesi acustica che vede la voce di Elisa diventare protagonista assoluta insieme all’immancabile pianoforte. Qualcosa che non c’è si conferma essere uno dei brani che hanno maggior presa sui fan (o fun, come preferisce chiamarli Elisa stessa). Si alza, poco dopo, dal pianoforte e si siede sul ciglio del palco, dove intona chitarra e voce The Window, brevissimo brano del passato tratto dall’album Then Comes The Sun del 2001. A seguire Broken e un nuovissimo arrangiamento, con sfumature elettroniche, di Ti Vorrei Sollevare.
Quando Elisa rimane da sola sul palcoscenico per cantare Almeno tu nell’Universo si ha ancor di più la consapevolezza di essere davanti ad un mostro sacro di bravura. Il Forum ascolta in religioso silenzioso la sua voce interpretare un brano così potente mentre i led proiettano lo sguardo intenso di Mia Martini, interprete storica del brano, alla quale Elisa ha voluto rendere omaggio, evitando in ogni modo l’imitazione manieristica, ma contrapponendo ad un’interpretazione struggente e addolorata, una versione più sussurrata e dolce.

Il pubblico milanese partecipa, poi, calorosamente a pezzi storici come Heaven Out Of Hell e Luce (Tramonti a Nord Est). Un altro momento emozionante è quello che vede Elisa sedersi a terra a gambe incrociate e sussurrare teneramente le parole di A Modo Tuo, canzone dedicata ai suoi figli. Salgono, poi, sul palco le due coriste che insieme ad Elisa interpretano Yashal, brano tornato in scaletta dopo anni, che sembra essere uno dei preferiti dagli estimatori storici dell’artista friulana. Il livello di intensità rimane altissimo anche durante l’esecuzione dell’Hallelujah di Leonard Cohen. È qui che Elisa sperimenta al massimo con la sua peculiare vocalità, riuscendo quasi a produrre con la sua voce lo stesso suono delle corde di una chitarra, mentre dietro di lei scorrono immagini di fiori che sbocciano, uccelli che volano, pesci che nuotano. Immagini di fertilità e vita. Quasi a voler comunicare che la Vita e l’Amore riescono sempre a trionfare sulla morte in tutte le sue forme.

L’atmosfera cambia rapidamente e diventa, poi, decisamente più danzante quando Elisa intona pezzi come Love Me Forever e Peter Pan, riuscendo a far scatenare e divertire anche i più rigidi tra i presenti. È il turno dell’intramontabile Labyrinth, seguita dal rock di Together e Rainbow che viene impreziosita da video che ritraggono diversi momenti live della sua carriera.
Elisa concede il bis con un trittico di canzoni perfetto. Si inizia con la recente With the Hurt, che affronta la tematica delle incomprensioni famigliari e che Elisa canta in ginocchio, guardando verso l’alto come se stesse recitando una preghiera laica per mettere fine a tutti gli scontri che avvelenano la nostra esistenza. Interpreta Gli Ostacoli del Cuore cantata a gran voce da tutto il pubblico e termina con Cure Me, pezzo storico, da sempre posto in coda alla scaletta.

Non è una novità che Elisa abbia un orecchio particolarmente attento nei confronti delle nuove tendenze musicali e da sempre è conosciuta per il suo continuo bisogno di sperimentare. Ultimamente sembra, però, che la sua voglia di divertirsi e giocare con la musica sia accresciuta e questo le ha permesso di organizzare un Tour che sotto ogni aspetto non ha nulla da invidiare a quelli delle star oltreoceano.
In un unico live è riuscita ad inserire tutto (o quasi) quello che ha respirato e sperimentato negli ultimi vent’anni, dimostrando la propria grande maturità artistica, creando un rapporto viscerale col pubblico presente: lo fa divertire, lo fa riflettere, lo fa emozionare attraverso il potere evocativo della sua voce.

L’On Tour non ha ancora finito di girare l’Italia e noi di Qube Music vi consigliamo caldamente di non lasciarvelo sfuggire.

di Federico Colombo

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