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DUB ALL SENSE: esce oggi “BRO” il disco senza frontiere (Intervista)

La disuguaglianza sociale, le guerre, la natura sempre più violentata dall’uomo, la corsa al nucleare. La memoria è un bene prezioso, non solo quella dei ‘vecchi’ ma anche di quelli come noi che hanno appena 30 anni…

Pubblicato dalla 4WEED Records, mix e matering provenienti dalla prestigiosa firma di Neil Perch, eccellenza mondiale in materia di Dub e per chiudere il sound dall’idea e dal gusto dell’immancabile Dubline, fondatore storico dei DUB ALL SENSE. Esce oggi “BRO”, terzo disco del collettivo che di nuovo parte dalle radici partenopee per accogliere e contaminarsi del resto del mondo conosciuto e non, oltre tutte le frontiere, non solo culturali ma anche politiche, sociali e soprattutto razziali. Messaggi forti, inni di fratellanza e di riscossione, un disco che dal presente tira linee concrete a disegnare quello che vorremmo fosse il futuro delle nuove generazioni. Il collettivo torna ricco di nomi di pregio, da Zulù e Treble Lu Professore che cantano il singolo di lancio “Babilonia” a Mr.Williamz, Speng Bond, Marina P, Luca (Polina), MrDill Lion Warriah, Mc Baco, Fikir Amlak, Fleck, Virtus & JanahDan, TadeoMan.

Dubstep, trip hop, metropolitane periferie occidentali, elettronica di fino e ipnotiche escursioni sulle rive del mediterraneo. Un incedere Dub proiettato al futurismo digitale, musica dalle proprie mani contro le violenze del mondo reale.

– Con “BRO” il collettivo si riunisce, si arricchisce e prosegue la lunga corsa. Cosa sentite di avere in più oggi con questo nuovo disco che non avevate o che stava cercando ieri?
Crediamo di essere cresciuti artisticamente e di aver raggiunto una maturità tale che ci permette di definire il nostro suono, di scegliere con attenzione le persone con cui collaborare, di aver stabilito una ‘squadra di lavoro’ che ottiene standard qualitativi che ci soddisfano. La permanenza a Londra ha velocizzato tutti questi processi.

– Ritroviamo Neil Perch e Dubline come principali attori della produzione. Come avete trovato la chiave di rinnovare il vostro sound e di sperimentare cose nuove nonostante il nucleo sia composto principalmente da pilastri storici dei DAS?
La ricerca è la linea guida che abbiamo stabilito come punto cardine del nostro lavoro musicale. Neil riesce a capire perfettamente quello che vogliamo dal suo lavoro di mix, lui non stravolge le nostre idee anzi le valorizza con la sua sapiente tecnica.

– Nel disco anche la bellissima “HAFFI”, ovviamente in una nuova chiave di lettura. Come mai questa scelta?
Per essere precisi il titolo è Haffi Bun. La collaborazione col singjay Mr Williamz è stata prolifica dal primo minuto. Questo pezzo ci ha permesso di collaborare al video con gli Strain Hunters e Francesco Loja, è stato suonato dal legendario dj inglese Rodigan e nel nuovo album viene rivitalizzata dal potente remix di Fleck che è probabilmente uno dei maggiori producers di talento jungle e drum and bass europei.

– “BRO” di nuovo un disco sociale. Speranza, rabbia o semplice denuncia?
Tutte queste cose insieme. Non si può solo denunciare senza proporre soluzioni. Non si può perdere la speranza soprattutto nelle nuove generazioni.

– Parliamo di grandi temi sociali del nostro presente, parliamo del futuro delle nuove generazioni…“BRO” è, forse, soprattutto un disco per i giovani. E se ti dicessi “La memoria”? Che bene prezioso è la memoria dei “vecchi” e di quello che è stato ieri?
La memoria è quel processo che ti permette di non ripetere gli errori del passato, di poter programmare il futuro secondo valori diversi di quelli che hanno portato il mondo in queste condizioni. La disuguaglianza sociale, le guerre, la natura sempre più violentata dall’uomo, la corsa al nucleare. La memoria è un bene prezioso, non solo quella dei ‘vecchi’ ma anche di quelli come noi che hanno appena 30 anni; il tempo ormai corre veloce e i cambiamenti sono repentini. Bisogna dare un valore alla memoria e analizzare quello che è successo o ci ritroveremo con generazioni che basano le loro esperienze solo sui video di youtube e qualche link di wikipedia, magari un sunto.

– Vedo il vostro lavoro e in particolare il vostro sound come una continua contaminazione che rapisce immagini dal mondo intero, soprattutto dagli scenari meno fortunati. In questo processo di evasione, della vostra terra partenopea cosa resta?

Restano le radici musicali che ci hanno ispirato, resta il ‘calore’ che cerchiamo di esprimere, resta la rabbia di un disagio sociale che ha costretto molti di noi ad emigrare, resta la voglia di prenderci quello che ci è stato tolto anche e soprattutto in termini di opportunità, resta la voglia di tornare sempre. Anche in questo disco oltre noi c’è una forte presenza partenopea: Mc Baco, Marina P, MrDill Lion Warriah e la stessa etichetta 4Weed Records. Don’t forget your roots, never.

Paolo Tocco

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Qube Music

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