Danilo D'Auria Live Report Postepay Rock in Roma

Delirio MUSE al Postepay Rock in Roma

I Muse paralizzano la Capitale con la presentazione di “Drones” al Postepay Rock In Roma. Quasi 40mila persone per il concerto evento…

Questo era senza dubbio il concerto più atteso del Postepay Rock In Roma.

Uno spettacolo mozzafiato per l’unica data italiana del trio inglese. I Muse che hanno un rapporto speciale con la Capitale, hanno raccolto all’Ippodromo delle Capannelle quasi 40mila persone da tutta Italia.

Il caldo, l’afa e le temperature roventi di questi giorni non hanno scoraggiato la corsa al sottopalco dei fan più accaniti, e molti sin dal giorno precedente al concerto hanno dormito accampati nelle zone limitrofe all’ippodromo, per accaparrarsi il miglior posto alle transenne. Lo scenario che ci si è presentato davanti aveva qualcosa di apocalittico, il GRA intasato di migliaia di macchine in direzione Ippodromo delle Capannelle, come nei peggiori weekend da bollino nero, ma semplicemente per l’effetto MUSE. Un effetto che non fa differenze di età, tra il pubblico rockers in pensione, anziani, giovanissimi, donne incinte, e abbiamo perfino scorto un ragazzo con la gamba ingessata… davvero tutto pur di non perdere questo show.

I Muse, nel curriculum 7 album e 20 milioni di copie in tutto il mondo, sono senza ombra di dubbio alcuno Rock Star di fama planetaria. Dopo aver girato a Roma il film del tour del precedente lavoro, è di nuovo a Roma che la band decide di presentare “Drones”, “I Droni sono esseri umani schiavizzati, ma la nostra è una storia di speranza, che racconta di come l’uomo è in grado di liberarsi dagli oppressori”.

L’apertura di questo magnifico spettacolo è affidata ai Nothing But Thieves band rivelazione britannica che quest’anno si è fatta conoscere al grande pubblico con il singolo “Itch” che avuto notevole successo radiofonico. La band composta da Conor Mason alla voce, Joe Langridge-Brown e Dom Craik alle chitarre, James Price alla batteria e Philip Blake al basso, promette davvero un futuro di successi. Questo gruppo che oltre ad ispirarsi ai Muse, si ispira ai Foo Fighters, gli Arcade Fire e i leggendari Led Zeppelin tra gli altri, pur essendo molto giovane ha le idee ben chiare e tiene il palco con professionalità e perizia degna di una rock band più che avviata. La bellissima vocalità del frontman e il loro repertorio rock di livello hanno conquistato anche il pubblico che non li conosceva. Non ci riesce difficile pronosticargli il più roseo dei futuri discografici.

Finalmente l’attesa viene ripagata e sul palco i Muse scaldano gli strumenti mentre scorrono le immagini del video di “Psycho” con il sergente che ne è protagonista che richiama la folla all’attenzione. I Muse sono musicisti fenomenali, il frontman Matt Bellamy riesce a portare avanti l’intero concerto romano con indosso una giacchetta a maniche lunghe senza mostrare segni di sofferenza al caldo. (che sia un Drone davvero?) Il pubblico invece suda molto ballando e tenendo il tempo con le canzoni del nuovo album come “The Handler” , “Dead Inside”, “Mercy” e fa sentire la sua voce con le storiche “Hysteria”, “Time is running out”o “Supremacy”. Quello che è certo è che quest’anno sono stati gli unici a creare un affluenza di pubblico simile, un bellissimo spettacolo di luci ha accompagnato la performance, unitamente a colpi di scena come dei grandi palloni lanciati nel pubblico o come l’esplosione di coriandoli e fuochi d’artificio di carta che hanno senza dubbio aiutato ad arricchire la scenografia dello show.

Non sappiamo quanto siano riusciti a vedere gli sfortunati rimasti in fondo, ma su quello che hanno udito possiamo garantire che il trio si è fatto ricordare anche questa volta. Gli assoli e gli intermezzi strumentali, hanno davvero contribuito a far alzare il livello della performance e nonostante le numerose critiche ricevute sul fatto che ultimamente i loro lavori si siano eccessivamente commercializzati, non si può ugualmente negare la loro capacità di fare uno splendido rock pur avvicinandosi al pop.

Nella musica i generi si rimescolano di continuo ed il loro modo di fare Rock, sapendo utilizzare le nuove tecnologie elettroniche senza dimenticare l’importanza dei suoni puri degli strumenti e l’impatto emotivo dei testi, fa di questa band un colosso della buona musica. E le quasi 40mila persone non possono che dimostrare il successo del loro prodotto.

Marta Croce | Foto: Danilo D’Auria

Set list:
[Drill Sergeant] • Psycho
• Supermassive Black Hole
• The Handler
• Plug In Baby
• Uprising
(Extended outro)
• Dead Inside
• Interlude
• Hysteria
(Heartbreaker riff + Back In Black riff outro)
• Munich Jam
• Citizen Erased
• Apocalypse Please
• Supremacy
• Starlight
• Time Is Running Out
• Reapers
Encore:
• Madness
• Mercy
• Knights of Cydonia
(Ennio Morricone’s Man with Harmonica intro)

Autore

Qube Music

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