Auditorium Parco della Musica Live Report Pasquale Colosimo

Cristiano De André canta De André all’Auditorium Parco della Musica

Il concerto di Cristiano De Andrè di ieri sera, all’Auditorium Parco della Musica, è stato un grande successo, un vero trionfo conclusosi tra gli applausi scroscianti e l’ovazione del pubblico

Vi svelo subito il finale: il concerto di Cristiano De André di ieri sera, all’Auditorium Parco della Musica, è stato un grande successo, un vero trionfo conclusosi tra gli applausi scroscianti e l’ovazione del pubblico che a fine performance ha richiamato l’artista sul palco per ben due volte… un Cristiano De André visibilmente emozionato.

Lo spettacolo inizia alle 21.20 circa, la formazione: Cristiano De André (voce, chitarra e violino), Osvaldo Di Dio (chitarra), Davide Pezzin (basso), Davide Devito (batteria), e Max Marcolini (tastiere e arrangiamenti) sale sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per riproporre parte dello straordinario repertorio di Faber.

Si parte con Sinàn Capudàn Pascià… il tempo delle prime note ed il cantante si rivolge al pubblico per un’ampia introduzione. Parla del rapporto con il padre – “De André canta De André è un progetto che ogni 6/7 anni mi permette di portare avanti l’eredità artistica di mio padre accompagnandola con nuovi arrangiamenti che possano esprimere la mia personalità musicale” – della sua biografia La versione di C., appena uscita nelle librerie il 29 Aprile; e di sua madre, Enrica Rignon… non Dori Ghezzi come molti credono.

“Spesso mi dicono: assomigli tanto a Dori (…ride…). Non sanno che mia madre è in realtà Enrica Rignon, che desidero ricordare con grande affetto”.

Un personaggio controverso Cristiano De André, proprio la sua biografia ha catalizzato ultimamente la cronaca più per le vicissitudini personali che non per le doti artistiche, ed anche questa lunga introduzione sembra essere un tentativo di difesa, un’introspezione da rilanciare al pubblico per dire: “Non sono mio padre, ma ascoltatemi! Si sono dette molte cose ultimamente su di me e sulla mia famiglia… ma, stasera, ascoltatemi”.

E così è stato, il pubblico ha ascoltato e apprezzato questo grande omaggio reso al padre. Una straordinaria serata di musica, dove è stato lo spessore culturale di Cristiano ad emergere in un contesto importante quale il palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma… una serata nella quale l’artista si è espresso con  personalità, riuscendo a raccontare la storia di Faber con estrema complicità ed immersione.

Certamente l’eredità di Fabrizio è un macigno, ma Cristiano ripropone il repertorio del padre con maestria, come parte imprescindibile del proprio patrimonio… riuscendo a tratti a reinventare alcune canzoni con dinamismo e pathos; anche con spunti rock.

Ed il pathos arriva quasi ad inizio concerto con la canzone dedicata a Pierpaolo Pasolini, Una storia sbagliata… E’ poi la volta de Il bombarolo!, dove De Andrè esorta tutti ad abbandonare il concetto di “globalizzazione” per tornare a noi stessi come esseri umani pensanti e liberi.

Quindi racconta un divertente aneddoto sui Rolling Stone: “Togli subito quella merda!”, gli diceva sempre Fabrizio amante del bel canto. Ma Cristiano i Rolling Stone ce li ha nell’anima, un’anima rock unita ad una grande abilità come polistrumentista, che viene fuori in alcuni brani reinterpretati con nuovo spirito.

I due i momenti più alti del concerto arrivano con La Guerra di Piero cantata con voce profonda quasi a cappella, con un minimo accenno di basso e batteria, e con Amore che vieni, Amore che vai eseguita in un assolo al piano; interpretazioni apprezzate a tal punto dal pubblico da ricevere una lunga standing ovation.

La manifestazione volge quindi al termine con Quello che non ho, Fiume Sand Creek, Volta la carta e A dumenega.

Il concerto sembra finito, ma è proprio a questo punto che il pubblico in delirio si slancia sottopalco – reclamando a gran voce “Cristiano”. La cavea esplode di entusiasmo, e si invita alla prosecuzione del concerto… D’altronde l’occasione è unica, ascoltare da vivo il grandissimo Fabrizio De André, in un’interpretazione davvero coinvolgente e all’altezza.

Si riparte quindi con tre bis, Il Pescatore, proposta in chiave più dinamica rispetto all’originale, una versione di Amico Fragile da brividi e La canzone dell’amore perduto.

Stefano Campa | Foto: Pasquale Colosimo

  • Sinàn Capudàn Pascià
  • A cimma
  • Don Raffaè
  • Khorakhané
  • Dolcenera
  • Una storia sbagliata
  • Coda di lupo
  • Il Testamento di Tito
  • Canzone per l’estate
  • Il Bombarolo
  • La collina
  • Creuza de mä
  • Amore che vieni amore che vai
  • Un ottico
  • La guerra di Piero
  • Quello che non ho
  • Fiume Sand Creek
  • Volta la carta
  • A dumenega
  • Il pescatore
  • Amico fragile
  • La canzone dell’amore perduto

Autore

Stefano Campa

Stefano Campa

Grafico, esperto di comunicazione e scrittore. Negli anni '90 ha alternato la passione per l’arte e la letteratura prendendo parte a numerose attività culturali. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo libro di poesie in collaborazione con altri scrittori e nel 1994 è stato inserito nell’Italian Modern Art Yearbook. Tra il 1995 ed il 2000 ha impartito lezioni di disegno e teoria della comunicazione in un liceo della Capitale e ha lavorato presso diversi studi di arte contemporanea, graphic design e pubblicità. Nel 2001 ha creato la propria agenzia di Comunicazione e Web e dal 2002 al 2010 è stato impiegato come Web Manager & Communication Officer presso un'Organizzazione Umanitaria Internazionale, con sede in Svizzera. Attualmente è editore di alcune realtà online.