Recensioni

Cosmo – L’ultima festa

Synth, drum pad e tastiere onnipresenti nel nuovo lavoro di Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, cantautore piemontese già leader del trio Drink to me, il suo primo disco da solista uscito nel 2013 era un mix intraprendente dal titolo Disordine, un album che, a differenza dell’ultimo lavoro, ho trovato di massima espressione solo dal vivo, nonostante si fosse classificato tra i cinque finalisti della Targa Tenco nella categoria “opera prima di cantautore”, ma si sa, la musica è soggettiva.

L’ultima festa invece è l’unione perfetta tra cantautorato ed elettronica, questo filo di led fluo è unito grazie ai testi delle canzoni, senza dubbio molto più curati del disco precedente, di un’altra portata, più evoluti e maturi.
La scrittura dei brani non è banale, 8 testi che sono quasi a metà tra Calcutta e Max Gazzè, ma c’è anche un bel po’ di Tricarico nello stile, la qualità del contenuto alla fine deriva proprio dalla semplicità che si usa per arrivare a un concetto, che spesso è diretto.

L’ultima festa è un album che persino i “non” amanti della musica d’autore o indipendente potranno amare, tralasciando il fatto che la mia discoteca ideale passerebbe Cosmo #appalla, questo album potrebbe essere il giusto rimedio (e ottimo compromesso) ai tormentoni estivi Made in Spagna, perchè ballare, fa ballare.

La prima tracklist è Le voci, il brano sicuramente più completo, musicalmente parlando, del disco, 6 minuti coi matti “sento le voci / si mi sento chiamare / dalle mie fantasie / dal profonto del mare / dalla tv / dalle porcherie / dal silenzio dei sogni inconfessabili”, movenze moleste di piedi mentre le dita tamburellano sulla scrivania, tocca poi alzare le mani quando parte L’ultima festa che da anche il titolo all’intero album, “bevo la notte / sfido la morte” una delle canzoni più iptoniche dell’intero album che rende quasi impossibile interromperne l’ascolto.

Terza tracklist Dicembre, una traccia particolare insieme a L’altro mondo, la composizione è in stile vecchio cantautorato, ma la musica è tutta un’altra storia, la prima racconta di un rapporto tra padre e figlio, la seconda di ricordi passati e sfumature future, il tutto chiuso, mescolato e frullato con suggestioni, odori e sintetizzatori. Tocca poi suonare ad Impossibile, “nulla è per caso neanche il giorno di merda in cui perdi la speranza” e ancora a Cazzate, un ritmo galoppante, mille temi sullo sfondo di internet, come aver letto miglia di domande su yahoo answers e le risposte (cazzate, appunto.) Ultimi brani in ordine nella tracklist sono Regata 70, con inneschi elettro-pop alla Carboni e Un lunedì di festa, “Il nostro amore ci aspetta / non c’è fretta / niente canzoni tristi / è un lunedì di festa”.

Cosmo è cresciuto, 34 anni e un secondo figlio, forse il titolo dell’album si riferisce proprio a questo, L’ultima festa è indubbiamente un disco bipolare, lui non decide da che parte stare, lui sta in mezzo e ci sta alla grande. I suoi testi avrebbero perso la loro essenza attraverso i classici accordi che la musica indipendente trita e ritrita per noi, qui invece il tutto è condito da una dance da club anni ’90, atipica per un cantautore italiano attuale. È indubbiamente un disco soprendente, musicalmente originale e uno dei più interessanti di questo 2016, Cosmo mischia il sound giusto alle correnti di pensiero, si spinge oltre con la musica e il testo, fa vibrare lo stomaco e ballare i piedi, per questo speriamo non si tratti solo dell’ “ultima festa” ma di un lungo e vitalizio inizio di indieparty.

TRACKLIST

  • Le voci
  • L’ultima festa
  • Dicembre
  • L’altro mondo
  • Impossibile
  • Cazzate
  • Regata 70
  • Un lunedì di festa

Carlotta Tomaselli

Autore

Qube Music

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