Live Report Quirinetta

Concerto da camera per Lou Rhodes al Teatro Quirinetta

Cantano come gabbiani nel cielo le corde del violino che apre il concerto di Lou Rhodes al Teatro Quirinetta

Cantano come gabbiani nel cielo le corde del violino che apre il concerto di Lou Rhodes al Teatro Quirinetta. Il brano è All the birds e l’album è “Theyesandeye”, il quarto della cantautrice inglese che sceglie Roma come prima tappa italiana del tour con il quale presenterà il suo nuovo lavoro. E per l’occasione il teatro sceglie la sua veste più intima, come lo spirito di questo nuovo lavoro d’altronde: poche poltrone nella platea, non gremita ma partecipe, e una formazione in trio con Ian Kellet e Quinta, due incredibili polistrumentisti, che passano con la stessa abilità da batteria a tastiera, da arpa a violino sino ad una eccezionale sega suonata con l’archetto e amplificata con il microfono.  Un concerto acustico, dalle atmosfere bucoliche e sognanti dove a farla da padrone sono gli echi: musicali, strumentali, personali. Sul palco romano Lou Rhodes porta infatti il suo stesso modo di essere e di vedere il modo: quelle che compongono l’album e il live sono infatti principalmente canzoni d’amore, non solo quello che si prova per un amante o un “oggetto” amoroso, quanto l’amore che muove ogni cosa, rapporti e modi di vivere. Così è in Sea organ, che invita al rispetto del pianeta, o in Them, sul tema della responsabilità sociopolitica oltre che personale.

La cantautrice di Manchester, più nota come cantante e co-fondatrice dei Lamb in duo con Andy Barlow, imbraccia la sua chitarra (con la quale ammette di avere più di un problema, essendosi rotta nel viaggio) e lascia andare tutto il suo retaggio folk se non di più la sua passione per le atmosfere rurali e la campagna dove peraltro è stato concepito e registrato l’album e dove lei stessa si è trasferita a vivere per un certo periodo della sua vita. Si susseguono così una carrellata di brani che uniscono alla tipica canzone cantautoriale femminile, tutta la tradizione del folk britannico e talvolta anglosassone, ma con quelle caratteristiche che fanno di questa interprete un’artista straordinaria, a partire dalla sua voce inconfondibile: dolce ma possente e calda, capace di grande intensità anche nei momenti più acuti. Ci si perde nella dolcezza di There for taking, dal precedente lavoro One good thing del 2010, nell’intimità di Hope and glory, con l’arpa a fare da contrappunto, nell’abbraccio di Angels, cover dal pezzo degli XX e infine sulla ninna nanna con la quale chiude il live e saluta il pubblico.

E poi c’è la ricerca musicale, perché distaccarsi del tutto dall’animo trip hop ed elettronico o comunque dalle atmosfere talvolta cupe, impalpabili del genere, le è forse impossibile – e chi scrive le è grata! – soprattutto con la complicità dei musicisti che calcano con lei il palco, regalando un basso profondo a Sea Organ, o l’atmosfera delle gocce scrocianti in Rain (da Bloom del 2006) con una batteria in controtempo.

Il live è piacevole e la sua protagonista, nonostante una certa emozione che le spezza talvolta anche la voce e la fa ricominciare un paio di brani, si riconferma un’interprete eccezionale, oltre che simpatica e generosa, non solo con il pubblico e dedica una cover, la seconda del live, al gruppo che ha aperto la serata. Gli Orange 8, duo psych folk formato da Sergio Ferrari e Valentina Criscimanni,  qui per presentare il primo e godibilissimo LP, Let the forest sing. E considerato che il brano scelto è un grande classico come White rabbit dei Jefferson airplane e l’interprete che la rilegge, una delle migliori cantautrici contemporaneo, quest’omaggio non può che essere di ottimo augurio!

Sara Cascelli

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Sara Cascelli

Sara Cascelli

Classe 1977 è giornalista pubblicista, laureata in Scienze Politiche. Ama la scrittura e la comunicazione. Collabora negli anni con diverse testate e magazine scrivendo prevalentemente di teatro, musica, eventi e realizzando numerose interviste. Si dedica contemporaneamente all’attività di ufficio stampa, dal teatro alla televisione e sperimenta l’esperienza radiofonica, tra web radio (3 stagioni su www.deliradio.it con Il Tè di Mezzanotte, e ora su www.mixcloud.it ), e FM (radio Manà Manà “38° Elemento”).