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Bud Spencer Blues Explosion: tra musica cinema e fumetti, tutto rigorosamente d’impatto (Intervista)

Un duo che si avvicenda nelle risposte come sul palco, due anime distinte per uno stesso fine, due generi e due menti che suonando si fondono e formano qualcosa di nuovo, autentico e forte

Ho placcato al Muso Music Festival Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, in arte “Bud Spencer Blues Explosion”, i componenti della pluripremiata band romana che nonostante la fame e l’orario hanno gentilmente risposto a qualche domanda per noi di Qube Music.

– RAGAZZI, AVETE VINTO UN SACCO DI PREMI E UNO DI QUESTI VI HA PORTATO A SUONARE NEL 2009 ALL’HEINEKEN JAMMIN’ FESTIVAL, VE LO SARESTE MAI ASPETTATO?

Adriano: L’Heineken in realtà è stata una delle nostre prime esperienze sul palco di un festival.

Cesare: Erano poco più di sei mesi che suonavamo insieme, non eravamo ancora neanche consapevoli di quello che stavamo facendo.

Adriano: Sì, era una situazione veramente nuova per noi e l’abbiamo vissuta come qualcosa di esplosivo. Salire su un palco con un pubblico notevole, dove riuscire a catturare l’attenzione, a fronte degli altri celebri artisti, non è certo una cosa facile è stata una sfida dal punto di vista espressivo. Organizzazioni così grandi non ti permettono neanche di fare delle prove, lì sali sul palco e ti esibisci, e devi dare il massimo. Ma così è stato tutto vero, quello che abbiamo suonato è stata la cosa più sincera che potevamo fare.

– VOI AVETE FATTO MOLTE COVER, TRA LE TANTE POSSIAMO RICORDARE “HEY BOY, HEY GIRL” DEI CHEMICAL BROTHERS. COME NASCE UNA COVER?

Cesare: Questa è nata” jammando”, non è partita dalla volontà di fare proprio quella cover lì. E’ stato tutto casuale, ci siamo lasciati trasportare dalla musica, Adriano ha cominciato a cantarne il ritornello e così è nata la nostra versione di questo pezzo nello specifico. In generale c’è sempre piaciuto reinterpretare anche pezzi di generi molto diversi da ciò che abitualmente suoniamo noi. Infatti in quel caso si trattava di un pezzo lontanissimo da noi. E poi il bello della musica è proprio fondere e reinventare.

– VOI SIETE UNA BAND NATA A ROMA E VI SIETE ESIBITI ANCHE ALLO STORICO CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO A PIAZZA SAN GIOVANNI, CHE EFFETTO VI HA FATTO?

Adriano: Credo che sia l’esperienza che qualsiasi musicista, a prescindere dalla romanità, vorrebbe provare. E’ un palco enorme, il pubblico si perde a vista d’occhio e viene trasmesso live anche in TV, è un’esperienza unica. Il Primo Maggio dà la possibilità a gruppi alternativi ed emergenti, di esibirsi su un canale molto visibile, con grossi uffici stampa al lavoro, garantendo una notevole visibilità. Dovrebbero esserci molti più eventi di questo genere. Per noi è stata l’esperienza che avevamo sempre desiderato sin da piccoli, il concerto a Piazza San Giovanni è stato il palco con la P maiuscola nel nostro immaginario di bambini e metterci un piede sopra è stato qualcosa di straordinario. Nel 2009 quella è sicuramente la soddisfazione più grande che abbiamo avuto dal punto di vista musicale. Come duo artistico siamo cresciuti senza raccomandazioni e questo ci permette di godere a pieno e con fierezza di ogni nostro successo. Credevamo molto nella nostra idea, nel nostro progetto e nel nostro modo di suonare e siamo piaciuti semplicemente per quello che siamo. Fu grazie al contest della S.I.A.E e al trampolino di lancio del Concerto del Primo Maggio che ora ci troviamo qua, e questa è la soddisfazione più grande.

– PARLANDO DI ROMANITA’, AVETE PARTECIPATO AD UN PROGETTO MUSICALE ISPIRATO A “ROMANZO CRIMINALE – LA SERIE”…

Cesare: in realtà ogni band ha reinterpretato un pezzo, non è stata una cosa prettamente nostra, ma più che altro una partecipazione. Noi non avevamo mai visto “Romanzo Criminale” e dopo questo lavoro ne siamo diventati fan.

– SONO SEMPRE STATA AFFASCINATA DAI COMPLESSI PROCESSI MENTALI CHE PORTANO ALLA NASCITA DEL NOME DI UNA BAND. MI SPIEGATE IL VOSTRO?

Andiano: E’ stato un “incidente casuale”, nato dalla volontà di creare un nome articolato e lungo che entrasse un po’ in contrasto col fatto che siamo solo due elementi. L’idea era quella di avere un nome da orchestra. La cosa bella è stata unire due nomi che rappresentano un po’ l’immaginario che si può accostare alla nostra musica e al nostro messaggio: Bud Spencer, attore italiano ma con un taglio estremamente esterofilo, i suoi film erano girati in America anche per un pubblico americano, non ci dispiaceva l’idea di un qualcosa di cinematografico; dall’altra parte ci siamo ispirati a “The Jon Spencer Blues Explosion”, che incarna un’evoluzione del mondo blues negli anni 90 mixato con il punk, il rap, il garage ed il campionamento e anche se non siamo i suoi più grandi fan è una tendenza che vuoi o no, ci ha influenzato.

– RIMANENDO IN TEMA CINEMATOGRAFICO: DUEL, VOSTRO PEZZO DEL 2014, E’ ISPIRATO ALL’OMONIMO FILM DI SPIELBERG?

Cesare: il pezzo è un inseguimento tra batteria e chitarra ed il film parla di un inseguimento tra due mezzi nel deserto.

Adriano: “Duel” era perfetto, in sé porta il concetto del duello e noi siamo proprio due elementi. E’ il primo film di Spielberg, girato in una strada dove ci sono solo due personaggi, un tipo in una macchina e un altro in un camion che si affrontano in un duello stradale a colpi di sorpassi nel deserto. Ha avuto tanto successo e ha fatto scuola nella cinematografia proprio per l’assenza di personaggi e per l’innovativa tecnica usata. Trasmette grande tensione e suspance. Noi abbiamo cercato di ottenere lo stesso risultato in tre minuti di canzone, il pezzo è un mid-tempo molto ritmico e semplice perché ci sono pochi elementi, il testo evoca scenari desolati, caldi e assolati. Unire musica e testo ci ha permesso di creare qualcosa di affascinante con una propria colonna vertebrale.

Cesare: sarebbe davvero bello poter comporre le colonne sonore dei film. (Guarda Adriano).

– INFLUENZE MUSICALI?

Adriano: sicuramente le nostre fondamenta sono Blues e Rock, perché sono due generi espressivi che ci hanno fatto crescere, io sono cresciuto con il Blues, mentre Cesare viene principalmente dal Rock. Poi le ispirazioni sono tante e diverse, siamo sempre aperti a prendere il meglio di tutto ciò che è musica. Il denominatore comune del nostro progetto è quello di creare musica di qualità mantenendo uno standard alto. Un buon Rock fatto bene e credibile, è un lavoro difficile ma speriamo di continuare a riuscirci.

– FATECI LA VOSTRA PERSONALE “LITERARY PRESCRIPTION”.

Adriano: “Il pensatore solitario” di Ermanno Cavazzoni , una raccolta di racconti molto surreali, ma che allo stesso tempo trattano di argomenti seri e affascinanti. Molto consigliato a chi ama vivere la vita con una mente indipendente. E poi vi prescriverei un fumetto: “The Preacher”, creato negli anni 90 da un genio (ndr fumetto creato dallo scrittore Garth Ennis e dal disegnatore Steve Dillon), a mio avviso non averlo mai letto è equiparabile a non aver mai visto “Pulp Fiction” di Tarantino.

Cesare: io non leggo… faccio altre cose… (Ride).

Un duo che si avvicenda nelle risposte come sul palco, due anime distinte per uno stesso fine, due generi e due menti che suonando si fondono e formano qualcosa di nuovo, autentico e forte.

Il loro concerto ha chiuso questa XIII edizione del Muso Festival letteralmente col botto, i BSBE ci hanno donato tanta energia e vi assicuro che con tutta quell’adrenalina in corpo è stato veramente difficile prendere sonno.

Avete spaccato ragazzi!

Francesca Romana Piccioni

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Francesca Romana Piccioni

Francesca Romana Piccioni

Classe 1985, nonostante una lieve forma di dislessia, ma grazie ad una volontà di ferro, impara a leggere precocemente. E’ ancora alle elementari quando una sua zia, al tempo Prof. di italiano, con il libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury prima, e con la trasposizione cinematografica di Truffaut poi, fa di lei una fissata del genere Sci-Fi e una nerd prima che l’esserlo diventasse di moda. Frequenta il Liceo Scientifico e la Facoltà di Medicina e Chirurgia, continuando a coltivare con tenacia la sua passione per la letteratura. Oltre ad aggiornare costantemente la sua già ricca collezione di libri, cinema, serie TV e scienza sono il suo pane quotidiano. Quando esce di casa, lo fa sempre con un libro in mano. Non si può mai sapere. Il tempo e il modo per leggere si trovano sempre.