Federica Dell'Isola Live Report Postepay Rock in Roma

Brunori SAS, un microcosmo di emozioni al Postepay Rock in Roma

Accolta da un “simpatico” parcheggiatore abusivo al parcheggio davanti il Kill Joy di via Appia, arrivo alla cassa accrediti intorno le 20,30. Avendo visto molti parcheggi liberi, non so cosa aspettarmi all’interno dell’Ippodromo. A sorpresa trovo decine e decine di persone arrivate già nel tardo pomeriggio: fila al bagno, fila alle casse per comprare i token, fila per ordinare da mangiare, insomma l’area food è affollata e vivace, il che mi fa pensare che non troverò poi tanta gente davanti il palco. Ennesima sorpresa della serata, il parterre è già gremito e vedo continuare ad arrivare gente sorridente e ricca di aspettative; vicino a me sento un ragazzo dire: “Loro sono uno dei pochi gruppi viventi che ascolto e sono veramente i migliori in giro!”, insomma il morale è alto, e alle 21:30 si stoppa la musica del warming up e si presenta sul palco un ragazzo dai biondi capelli lunghi, con un look anni ’70 e una chitarra acustica alla mano: è Lucio Corsi. Viso già conosciuto, mi chiedo e mi richiedo dove diavolo l’abbia visto, poi ho un flash: “ma sì, alla sfilata Guggi Cruise18 a Firenze, insieme al suo collega Francesco Bianconi!”. Ascoltarlo è piacevole: è un cantastorie contemporaneo, le sue canzoni parlano di una natura surreale e fantasiosa; il suo set è breve, esegue quattro o cinque brani e lascia la scena a Dario Brunori e compagni. Salgono sul palco preceduti da una melodia accompagnata da luci viola che simulano un cielo stellato. Appena mettono piede sul palco il boato del pubblico è talmente forte che mi porta a girarmi, e dalla prima fila vedo dietro di me centinai di persone: la Rock Zone è piena, credo si sfiori il soldout! Il brano che apre il concerto è la Verità direttamente dall’ultimo disco A casa tutto bene, che dà il nome anche a questo tour estivo della band calabrese. Il ragazzo barbuto alla mia destra inizia a cantarmi nell’orecchio e come lui tutti, ma proprio tutti i presenti e sarà così dalla prima all’ultima canzone della serata. Difatti Brunori non canterà mai solo, ma sempre accompagnato dal pubblico che si unisce in un’unica grande voce che precede di qualche millesimo di secondo la sua.

Dopo i primi due pezzi, Dario saluta nuovamente il pubblico e si definisce onorato di essere al Rock In Roma interrogandosi su chi avesse scelto i nomi in cartellone: “Oltre ai Red Hot e  Marilyn Manson, suoniamo anche noi, un cartellone schizofrenico!”. Così fra una chiacchiera e l’altra tiene banco e fa divertire i fan. Dopo Come stai, del 2009, imbraccia la chitarra elettrica, parla ancora col pubblico e fa notare che stanno riducendo le canzoni e aumentando le cazzate, riferendosi alle battute che propone ai presenti che ridono soddisfatti! Partono le prime note di Lamezia Milano e, senza neanche dirlo, tutti applaudono e gradiscono. Si susseguono canzoni tratte da tutti i loro album, fra cui Italian dandy, Diego e io, Kurt Cobain, Costume da Torero. Applausi e ancora applausi, Dario si avvicina al bordo del palco e da destra a sinistra saluta e guarda negli occhi tutta la prima fila, si sta divertendo e si sta emozionando insieme a loro, insieme a noi. La chitarra elettrica fa capolino e al grido di Rock’N’Roll parte il rif di Back in Black degli AC/DC, tutti si scatenano, il frontman, da vero rocker, esegue l’assolo inginocchiato sul bordo del palco, scena bizzarra e inaspettata ed esecuzione perfetta da parte di tutta la band! Il tempo passa piacevolmente e quando arriva il momento di Rosa le persone attorno a me hanno ancora voglia di saltellare e cantare, compreso il barbuto che praticamente era diventato la controfigura canora di Dario. E’ Arrivederci tristezza a chiudere la prima parte del concerto.

Quattro sono i brani che compongono il bis di questa sera, il primo è un vero e proprio bis, infatti ricanta da solo al piano La verità, “Dopo aver suonato Back in black con un completo da commercialista” duetta col pubblico creando un momento suggestivo che suggella la complicità con i fan. Rientra il resto della band e Guardia ’82, Canzone contro la paura vengono eseguite con grande energia e precisione.

Annunciando l’ultima canzone, Dario coglie l’occasione per far sapere a tutti che oggi è un giorno importante per lui e Simona Marrazzo, sua compagna: festeggiano i 19 anni insieme, così il pubblico chiama il bacio che viene dato nonostante il chiaro imbarazzo di Simona, dopo questa scena Brunori esclama: “Altro che Fedez!”, strappa l’ennesima risata ai presenti e chiude in bellezza con Secondo me.

Andiamo via tutti contenti di aver preso parte alla serata e di esserci calati nel microcosmo di Dario Brunori che, stasera, è diventato un macrocosmo di cui tutti noi facevamo parte, perché con la sua scrittura riesce a narrare le sue storie che sono poi le storie di molti.

Arianna Cacciotti | Foto: Federica Dell’Isola

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Qube Music

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