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Brönsøn: Qui nel baratro tutto bene – LIVE al Monk

L’album dei Brönsøn è una risposta, una boccata d’aria, al “baratro culturale” che la società vive

“Il Rock non è per tutti”, è una particolare predisposizione mentale con cui si nasce, c’è poco da fare…

e Lara Martelli è senza dubbio nata con l’anima Rock.

Lara trasuda libertà, tormento e sensualità.

Lei è il volto e la voce dei Brönsøn.

Abbiamo avuto il piacere di ascoltare questo gruppo al Monk Club di Roma, in occasione di una serata organizzata da The Roost radio.

I Brönsøn sono stati invitati per presentare il loro nuovo album “QUI NEL BARATRO TUTTO BENE” (RBL Music Italia / Believe), uscito il 4 Maggio scorso.

Il nome del gruppo deriva da Charles Bronson, l’archetipo del “duro” dei film anni ’70, in una rivisitazione ad hoc, in omaggio alle origini per metà scandinave di Lara Martelli.

E’ una band alternative indie rock, che nasce dall’amicizia ventennale di Lara, con il bassista Piefranscesco Aliotta ed il batterista Vieri Baiocchi, un sodalizio consolidato a distanza di anni dopo “Orchidea di Porpora”. Questa volta a definire magistralmente il quadro si è aggiunto Giorgio Maria Condemi, un chitarrista di grande esperienza e stile, per nulla passato inosservato durante il live.

Tra una canzone e l’altra Lara racconta come questo album nasca di getto, senza scopi, senza obiettivi, senza sovrastrutture… come sia il semplice risultato di diverse jam session a cui sono stati aggiunti una serie di flussi di pensiero, parole, idee, intenzioni che prima ancora di capire quale fosse il loro senso, avevano già preso il loro posto.

E’ un disegno onesto, nudo e crudo che nasce da un urgenza di esprimere il caos che si forma nella testa, non è la ricerca spasmodica della vendita di un prodotto discografico, è pura catarsi.

Lara dice ‘’probabilmente se non scrivessi sarei ancora più folle di quanto già non sia” e questa autenticità di intenti, ci arriva forte e chiara.

Il fascino di questo progetto è il percepire la bellezza del messaggio che arriva nella sua semplicità, senza che sia qualcosa di costruito a tavolino, senza che a loro interessi chi siano i destinatari o la destinazione. Questa dovrebbe essere la forma basilare dell’arte. Lara è senza dubbio l’emblema di un’artista che non si rassegna ad armonizzarsi con l’universo, con la società, con le case discografiche e con chiunque ponga un freno tangibile o invisibile alla libera creatività.

E l’approccio live è esattamente in linea con questo mood e l’esperienza, la bravura e la sintonia tra i musicisti permettono a questa eclettica frontwoman di lasciarsi andare ed esprimersi senza impedimenti e limitazioni di qualsivoglia forma.

Questo album è proprio una risposta, una boccata d’aria, al “baratro culturale” che la società vive. E’ il cercare di sopravvivere alle costrizioni mentali, sociali e culturali nutrendosi di queste libere forme d’arte.

Concetti che emergono a più riprese in “Generazione” … “finiremo per rimpiangere qualcosa che non abbiamo neanche conosciuto” … “ci prendono tutto e la mente vacilla… è la mia generazione quella che marcisce e nuova poesia negli angoli della tua stanza fiorisce”.

O in “Provincia” “ vivere sottomessa non era questa la meta sognata” “ci sono cose che mi vogliono cambiare e che non hanno senso…e poi persone che gioiranno del mio fallimento…ci sono voci che verranno spezzate perché troppo forti”

Non vogliamo anticipare troppo, per lasciare che sia per tutti una scoperta.

Vi lasciamo al videoclip di “Rec&Play” singolo che anticipa questo interessantissimo lavoro, e invitiamo chiunque sia interessato ad ascoltare l’album già disponibile in digital download su Deezer o a prenderne copia in un negozio di dischi.

Marta Croce | Foto: Giusy Chiumenti

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Qube Music

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