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Aneddoti Rock: gli Evanescence

A Little Rock, in Arkansas, nel 1995 nasce la band che prende il nome dalla parola “evanescenza”, ossia lo stato o l’atto di svanire

Nel 1994 due giovani si incontrano ad un campo giovanile, lei una dark dagli occhi di ghiaccio e lui un adolescente scapestrato, entrambi condividono la stessa passione: la musica. Lei è Amy Lee e lui Ben Moody… scoprono di avere entrambi un’ammirazione per Jimi Hendrix e Björk e iniziano a scrivere canzoni insieme.

A Little Rock, in Arkansas, nel 1995 nascono gli Evanescence. La band prende il nome dalla parola “evanescenza”, ossia lo stato o l’atto di svanire.

Il fare eclettico degli Evanescence rende difficile la classificazione del loro genere: c’è chi li definisce una rock o metal band, e chi una sorta di gruppo gothic.

David Browne di Blender propone un’elaborata descrizione del genere musicale della band definendolo «goth Christian nü-metal misto alla malinconica Enya». Adrien Begrand di Popmatters dice che gli Evanescence utilizzano dei «riff nu-metal». Adrian Jackson di My Dying Bride dichiara che gli Evanescence stanno facendo un genere simile al suo gruppo gothic metal, solo in chiave più commerciale. Il sito ufficiale della band classifica il loro genere musicale semplicemente come “rock”.

Amy dichiara di essere influenzata dal famoso Nightmare Before Christmas di Tim Burton e dalla relativa colonna sonora.

Per diverso tempo Amy e Ben però non trovano altri musicisti con cui suonare e, non avendo i fondi necessari per pagare un’assistenza professionale, non possono esibirsi dal vivo. Ma ben presto una delle loro canzoni, Understanding (dal loro Evanescence EP), incomincia ad essere trasmessa alla radio e trova posto nelle classifiche locali, facendo lievitare le richieste di performance dal vivo. Quando finalmente la band riesce ad esibirsi, diventa una delle più popolari della zona.

Il successo mondiale arriva nel 2003 con i notevoli risultati di vendita di Fallen, pubblicato in tutto il mondo il 4 marzo.

Il loro primo singolo estratto da Fallen, Bring Me to Life, riscuote un successo globale, arrivando addirittura al quinto posto dell’American Billboard Hot 100.

Durante un’intervista la cantante degli Evanescence parla apertamente della canzone dicendo:

«Sono stata spinta a scriverla quando uno sconosciuto mi ha detto una certa cosa – non lo conoscevo, e ho pensato che fosse un veggente […] Stavo vivendo una storia d’amore, ed ero completamente scontenta. Ma lo stavo nascondendo. Ero stata pesantemente maltrattata e stavo cercando di mascherarlo. Perciò avevo scambiato forse 10 o 15 parole con questa persona, che era amico di un amico. Stavamo aspettando tutti gli altri per far luce sulla storia, perciò siamo andati in un ristorante e abbiamo chiesto un tavolo. E lui mi ha guardato e mi ha detto, ‘Sei felice?’ E ho sentito che il mio cuore esplodesse e ho pensato che lui sapesse tutto quello che stavo pensando. E gli ho mentito, dicendo che stavo benissimo. Ma del resto, non era davvero un veggente, ma era un esperto psicologo.»

Diversi religiosi si sforzano di dare al brano un significato cristiano, leggendo nel testo il cammino dell’anima per arrivare a Dio.

Gli Evanescence vengono originariamente promossi nei negozi di dischi cristiani. Tuttavia il gruppo nega di far parte del genere Christian rock, come invece i colleghi artisti della Wind-up Records dei Creed. Ad aprile 2003 il presidente della Wind-up Records, Alan Meltzer, invia una lettera alla radio cristiana e ai punti di rivendita spiegando che «nonostante la sfumatura spirituale che ha acceso l’interesse e la frenesia delle comunità religiose cristiane», gli Evanescence «sono una band laica e vedono la loro musica come puro intrattenimento». Perciò specifica che la Wind-up «crede con certezza che non appartengano più ai mercati cristiani». Quasi immediatamente dopo il recapito della lettera, molte stazioni radio cristiane tolgono Fallen dalle loro playlist.

Il 22 ottobre 2003 Ben Moody lascia gli Evanescence nel bel mezzo del tour europeo, senza spiegare il perché di questa sua scelta.

Diverse sono le voci che circolano. Queste le parole di Amy Lee: «Non saprei, penso soltanto che avrei dovuto prevederlo. Lui è molto più indirizzato verso influenze pop e roba genere, e anche, come sai, verso il fatto di essere commerciali e vendere album: questa è la parte di lui per la quale spesso abbiamo avuto divergenze. Vorrei fare qualcosa di più artistico e particolare mentre lui desidera fare qualcosa che la gente vuole sentire… Ecco, il motivo principale per cui è così divertente comporre ora che non ce ne curiamo molto di questo. Quindi è molto più simile a: “cosa ci piace?”, “cosa ci diverte?”, “che cosa vogliamo fare di diverso?” ».

Come racconta una voce poi confermata dallo stesso Moody, uno dei motivi che scatena questa discordia è quello di un grave disturbo diagnosticato al chitarrista a fine 2003: il disturbo bipolare.

Si arriva, così, al 2006 con questa formazione: John LeCompt, Amy Lee, Terry Balsamo, Rocky Gray e Tim McCord. Il 2006 è l’anno della pubblicazione del loro secondo album, The Open Door, che alla sua uscita risulta essere l’album più acquistato al mondo, registrando circa 800.000 copie vendute solo nella prima settimana, aggiudicandosi il disco di platino negli Stati Uniti già l’8 novembre 2006.

Tra il febbraio del 2010 e l’aprile del 2011 gli Evanescence entrano in studio per la registrazione del loro terzo album. Il lavoro è lungo e travagliato date le modifiche alla formazione della band e le “difficoltà” della casa discografica.

In un’intervista con la rivista Kerrang!, Amy rivela che il titolo del nuovo album sarà Evanescence. Questo perché durante la realizzazione, lei ed i suoi compagni, possono esplorare ogni aspetto della band; per la prima volta, gli Evanescence non saranno rappresentati unicamente dalla loro frontwoman.

Questo fatto viene, poi, ripercorso anche sulla grafica della copertina:

«Su entrambe le copertine degli album precedenti ci sono io, credo che sia bello avere quelle foto che la gente può guardare e dire “Ok, ecco chi è quella”. Ma credo che ora le persone sappiano chi siamo e desidero qualcosa di completamente diverso. Non ho voluto mettere una foto sulla copertina, voglio che sia più misteriosa e che riguardi gli Evanescence, non soltanto me».

Un successo meritato e nonostante nulla di innovativo all’interno dell’attuale panorama musicale, il gruppo capitanato dalla bellissima Amy Lee è bravo a sfruttare le occasioni e a prendere la palla al balzo…

Katia Valentini

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Qube Music

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