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Almamegretta & Adrian Sherwood “Incontrano Il Mondo” A Villa Ada

Radici e innovazione, tradizione e sperimentazione; “l’anima migrante” della dub music partenopea è tornata sul palco ieri sera, in un live show intenso ed affascinante. Il concerto a Villa Ada ha riportato in scena una delle band italiane più longeve e sempre all’avanguardia.

La voce graffiante e profonda di Raiz, con i suoni della batteria e delle chitarre, delle tastiere e del basso della sua band parla beat, scivola attraverso il rhythm’n’blues, sguscia nel reggae. Riuniti al leggendario leader Adrian Sherwood, gli Almamegretta ripercorrono le tappe del loro successo a partire da Sanacore, inserito fra i migliori cento album italiani di sempre. Riff magnetici e sound all’insegna del groove, innescano un’atmosfera ammaliante impregnata dei numerosi apporti musicali e culturali della band, da sempre attenta all’innesto delle diversità come arricchimento ed evoluzione.

Dopo l’esordio nel 1992 con il mini album Figli di Annibale, è Anima Migrante a consacrare il linguaggio eterogeneo e poliedrico del gruppo, con apporti multiculturali e interiorizzazioni di esperienze diverse, il tutto espresso attraverso il dialetto napoletano che diventa mezzo sonoro, ambientazione, significante e significato di un mondo artistico universale. Il senso è assoluto, supera i confini topografici e i limiti linguistici, la migrazione sta proprio nella ricerca costante del confronto con le particolarità dell’esistenza in un percorso di continua trasformazione produttiva. Con Sanacore arrivano poi gli apporti elettronici che si fondono ai numerosi innesti musicali ruotando sempre attorno al fulcro espressivo di Napoli, dai cui echi storico – artistici gli Almamegretta non possono prescindere.

Continua il riscontro positivo di pubblico anche con gli album successivi: da Lingo a 4/4, da Imaginaria a Controra. Si susseguono, nel live come nella produzione discografica del gruppo, sonorità che vanno dal rock al pop, dalla techno alle nenie arabe, il tutto supportato da testi profondi ed incisivi, che trattano la realtà, toccano punti nevralgici della nostra contemporaneità.

La sperimentazione e il cambiamento, l’attenzione ai problemi sociali e il dialetto usato come entità espressiva universale, costituiscono un modo di fare musica originale ed anticonvenzionale, che ha avuto grande influenza su un certo panorama musicale degli ultimi vent’anni. A Villa Ada si parte con Fa Ammore cu’mme per poi passare ad altri successi, da Figli di Annibale a Sanghe e anema, da ‘Na bella vita a Ammore nemico, o a Amaromare, passando poi per un’originale rivisitazione dub – reggae di Come together che coinvolge il pubblico, fino a Sanacore quando Raiz interagisce con l’uditorio in uno scambio emozionante di riff vocali e improvvisazioni a specchio.

Degno di nota anche il gruppo spalla, i Fukada Tree, band calabrese nata nel 2009 che si distingue per una particolare ricerca del sound a metà tra elettronico, dub e trip – hop; si avverte una forte sperimentazione sonora e stilistica supportata dalla voce e autrice del gruppo Marina Andrielli, in arte Aram. Tale carattere innovativo ben si concilia con l’impostazione degli Almamegretta i quali, nel corso degli anni, sono sempre stati in grado di riformulare in modo diverso la propria musica, cercando la semplicità del contenuto e la linearità della forma per offrire effetti camaleontici che rifiutano l’irrigidimento stilistico in canoni prestabiliti.

La musica è libertà universale e il carattere distintivo della band partenopea, che ha trovato conferma anche nel live di ieri, è l’internazionalità del linguaggio che oltrepassa frontiere fisiche e mentali e crea libero accesso al mondo.

Sabrina Pellegrini

Autore

Sabrina Pellegrini

Sabrina Pellegrini

Classe 1987. Laureata in lettere moderne (I livello) presso l’Università degli Studi Roma Tre, laureanda in Italianistica (laurea magistrale). Ha collaborato con i quotidiani www.ilfattoonline.it, www.quotidianogiovani.it, e con la rivista cartacea If Magazine.