Auditorium Parco della Musica Live Report News

Alan Parson, all’Auditorium Conciliazione di Roma

Quando ieri sera abbiamo varcato l’ingresso dell’Auditorium Conciliazione era ancora presto, ma l’atrio era già gremito di persone in attesa del concerto che ha dato il ben tornato nella capitale all’Alan Parsons Project, per l’ultima tappa del Greatest Hits Tour, che ha visto il musicista britannico e la sua band a Milano, Padova e Firenze.

Le porte vengono aperte, la sala velocemente si riempie sfiorando il sold out e alcuni fan si avvicinano al palco, per ammirare la serie di chitarre in bella mostra che attendono trepidanti di iniziare la serata. C’è chi scatta un selfie, chi scatta foto al palco, chi cerca di sbirciare la scaletta e chi fa la conta dei live a cui ha assistito, sperando che Alan Parson esegua una canzone anziché un’altra.

Quindi le luci si spengono ed esplodono i riflettori creando combinazioni colorate che avvolgono tutto il pubblico, ognuno occupa il proprio posto e gli applausi si sprecano per accogliere nel modo più caloroso possibile Alan Parsons ed i suoi fedeli compagni di viaggio.

Salgono così sul palco anche Alastair Greene alla chitarra, Todd Cooper al sax, Guy Erez al basso, Manny Focarazzo alle tastiere, Dan Tracey alla chitarra e Danny Thompson alla batteria. Il live prende il via con I Robot. Quando partono le note di Damned If I Do prende il suo posto al microfono centrale della formazione Pj Olsson (voce).

alan-parson-auditorium

Il live procede tra le vecchie glorie del passato e i brani più “recenti” dell’ultimo album che ha visto la luce nel 2004. Dal cassetto dei ricordi vengono ripescati Breakdown e Raven, anche se l’esecuzione di Time ci ha fatto venire un po’ di nostalgia per la mancanza di Woolfson, ma sinceramente questa interpretazione fatta da Pj Olsson a noi non è dispiaciuta… e neanche alla platea!

Il pubblico è molto partecipe e coinvolto, ma poco a suo agio sui “comodi” sedili dell’Auditorium e infatti basta un cenno da parte della band che ci ritroviamo tutti in piedi di fronte al palco, quando le tracce sulla scaletta sono ormai quasi esaurite. Eyes In The Sky segna la fine di questo concerto sorprendentemente piacevole, che ha visto la partecipazione non solo di persone adulte (che hanno segnato la loro adolescenza con questo sound) ma anche di giovanissimi, che probabilmente erano al loro primo live.

Una standing ovation accompagna l’uscita degli artisti, visibilmente commossi, che ritornano fuori dopo pochi minuti per altri due brani, Dr. Tarr And Prof Fether e Games People Play, tra applausi, selfie ricordo e autografi strappati a dei grandi artisti.

Samanta Di Giorgio | Foto Samanta Di Giorgio

Autore

Qube Music

Qube Music

La WEBZINE dedicata alla MUSICA, frutto di sinergie tra editori, giornalisti del settore discografico, media e radio, che propone servizi punto di riferimento per la diffusione di contenuti musicali.