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A tu per tu con Cassandra Raffaele

Bravura, ironia e leggerezza: questi i principali ingredienti della musica e delle performance di Cassandra Raffaele

Bravura, ironia e leggerezza: questi i principali ingredienti della musica e delle performance di Cassandra Raffaele, “cantora” (come ama definirsi) siciliana che sta riscuotendo un grandissimo successo nel panorama indie pop.

– Ciao cassandra, raccontaci il tuo percorso musicale.

È un percorso inusuale, fatto di seduzioni, di scelte, d’incontri, di coraggio. Il percorso di chi fino a pochi anni fa cantava per hobby e faceva il tecnico di neurofisiopatologia in ospedale. Poi inizia a scrivere e vive oggi del frutto del suo artigianato musicale.

– Nel tuo primo album “la valigia con le scarpe” hai letteralmente conquistato il pubblico con il singolo “(adesso posso dirti) fottiti”, coinvolgendo tantissime persone nel tuo video, come hai avuto questa idea?

Penso che il sentimento più forte che accomuni la gente sia quello liberatorio, cioè senza parafrasi, il mandare a quel paese un individuo scomodo, è una forte arma che ti alleggerisce e ti fa stare subito bene. Da qui è nata l’idea del selfie video, dove tutti possono metterci la faccia per compiere questa operazione “catartica” salva umore.

–  Il tuo disco “Chagall” (anticipato dal singolo “cane che abbaia morde”) è da poco uscito e sei impegnata in un grande tour; come c’è stato questo salto di carriera?

È il frutto di un percorso graduale, di tanto lavoro, cura e attenzione. Nulla m’è stato mai dovuto o regalato. Ho conquistato strada facendo, senza particolari venti favorevoli, o venti amici alle spalle, ma seminando tra la gente, tutti i giorni. Sono orgogliosa di questo e continuo senza fermarmi.

–  Siamo in un periodo storico molto delicato per la donna: Parlaci di Valentina (singolo appena uscito e già amato dal pubblico)

Valentina è la donna che abbandona e che fa soffrire un’altra donna. La vittima di questo abbandono racconta in prima persona la sua sofferenza, lo strappo subito. Potevo scegliere due uomini, o un uomo e una donna. Cosi come l’amore, l’abbandono il dolore non è fazioso, non ha sesso. E’ universale. Ho voluto esprimerlo rendendo due donne protagoniste.

–  Ora che sei una “cantora” affermata, cosa significa per te avere diverse collaborazioni (Brunori  Sas, Elio e le Storie Tese, ecc…) nel tuo arco?

Adoro condividere la musica. Per me è una delle esperienze più importanti che ogni musicista dovrebbe fare lungo il proprio percorso. Adoro il confronto, e il “giocare di musica” con altri. Ho avuto la possibilità di farlo con artisti che stimo con i quali condivido alcune attitudini musicali. Sono molto felice di questo.

– I tuoi testi sono molto profondi e allo stesso tempo ironici: come fai a mescolare argomenti difficili con tante metafore divertenti?    

Non lo so. Mi viene naturale. Ho sempre pensato che la musica leggera ha il potere di veicolare messaggi. Più è semplice è più carica e trasporta.

– Spesso le tue canzoni hanno dei richiami folk, cosa ti ha maggiormente influenzata?

La mia parte folk ringrazia Bob Dylan e Jonie Mitchell tra i miei principali riferimenti più datati, ma mi piacciono molto anche Boniver, Lisa Hannigan, e le nuove leve del nord europa First Aid Kit, Audra Mae.

–  Ora che hai fatto della musica il tuo lavoro, cosa consiglieresti a un cantautore che si affaccia nel mondo della musica?

Di pensare solo a far bene, di perseverare fino allo sfinimento. Solo Il tempo e la gente premieranno il tuo lavoro.

Flavia Elisabetta Munafò

Autore

Qube Music

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