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9 errori che le Band Emergenti non devono commettere

Autopromozione non deve voler dire necessariamente “faccio tutto da solo a prescindere” perché commettere errori è certamente più deleterio e dispendioso che affidarsi step by step a dei professionisti

Avendo lavorato per oltre 10 anni all’estero ed essendo ahimè rientrato in Italia, ho capito questo: siamo ancora il paese pizza e mandolino in molti campi, compresi certi settori della musica ed in particolare quello della musica indipendente ed emergente con cui ho a che fare giornalmente. Lo so il mio parere è duro, ma se all’estero esiste e viene riconosciuta la professionalità in ogni ambito, qui da noi prevale “il tirare a campare”, l’arrangiare ogni cosa, con risultati non certo entusiasmanti in termini di qualità.

Uno dei problemi di maggiore portata riguarda proprio le giovani leve, coloro che affidano la propria musica all’autoproduzione e che si addentrano in questo universo spesso senza basi solide, ritrovandosi già dopo i primi passi con una carriera compromessa da gravi errori logistici e di valutazione. L’arte del risparmio, quella del “faccio da solo” insomma non genera, secondo la mia esperienza, buoni risultati. E’ radicata dentro di noi una mentalità arcaica che dobbiamo cambiare se vogliamo competere con i ritmi di marcia dei paesi più evoluti, perché in futuro in qualsiasi ambito (non solo in quello strettamente musicale) saranno necessarie competenze specifiche e tanta professionalità.

Venendo al discorso cardine… alla musica emergente, ecco quali sono gli errori che artisti e band alle prime armi commettono (e dovrebbero evitare) approcciando in solitaria il mercato:

1) CHI FA DA SE’ NON FA PER TRE (L’importanza del BRAND): Chi fa da sé in questo campo non sempre fa per tre e al 90% commette l’errore più grave, tentare di costruire una carriera senza fondamenta. Giungono spesso sulla mia scrivania le proposte di artisti interessanti all’ascolto che hanno come biglietto da visita un’accozzaglia di cose senza senso, evidentemente arrangiate.

Un tipico esempio è la band che suona musica rock, ma che ti sbatte sotto il muso una cover (packaging) in stile pop e ha online un sito web realizzato in vecchio html, prodotto ovviamente a costo zero dal parente di turno. Un mio cliente a cui sono particolarmente affezionato al nostro primo incontrò mi consegnò il suo CD di esordio in perfetto stile “Baglioni”, con tanto di auto Diana sullo sfondo… peccato che all’ascolto risultasse tutt’altro che pop. La sua immagine creava confusione in contrasto con il proprio sound (psichedelico e accompagnato da testi in inglese). Mi chiese perché dopo anni di sforzi non riuscisse ad emergere. La risposta era sotto i suoi occhi.

Dunque, è un errore gravissimo non saper progettare sin dai primordi il proprio percorso ponendo attenzione a tutti i particolari. La cura della BRAND IDENTITY non riguarda unicamente il campo strettamente aziendale, ma anche quello della musica. Tutti gli artisti che raggiungono il successo e bucano il mercato lo fanno grazie al MARCHIO DI FABBRICA UNIVOCO che riescono ad imporre (pensiamo ad esempio alla potenza evocativa di BRAND quali i METALLICA, gli AC-DC, ecc.).

Arrangiare siti web, shooting fotografici, copertine di album, merchandising senza una vera propria progettualità ed una guida esperta in grado di orientarvi  verso un’IMMAGINE precisa ed un LOGOTIPO vincente è controproducente. Proporvi in modo confusionario allontanerà il pubblico anche qualora la vostra musica dovesse risultare la migliore del mondo.

2) LA PRESUNZIONE E’ LA VOSTRA NEMICA PIU’ INSIDIOSA: Così come in Formula 1 è terminata l’epoca dei piloti tutto coraggio a scapito di quelli 2.0 (ovvero estremamente tecnici e disciplinati), così in ambito musicale è terminata (o si è molto ridimensionata) l’epoca degli artisti maledetti. Le qualità richieste in ogni settore sono oramai strettamente legate alla professionalità. A prevalere sul mercato sono in questa fase storica gli artisti che dimostrano di avere più testa sulle spalle per poter gestire razionalmente tutti i molteplici aspetti della propria carriera. Coloro che agiscono secondo vecchi schemi, con presunzione e arroganza, convinti che prima o poi il loro talento emergerà dal limbo di dannazione… si sbagliano di grosso.

Conosco molti artisti musicalmente ineccepibili con una pessima gestione personale il cui risultato finale equivale oggi ad un totale fallimento. Quindi piedi per terra e tanta tanta umiltà!

3) UN ALBUM A TUTTI I COSTI: Realizzare il primo album è certamente un sogno che tutti i giovani artisti hanno, ma in numerose occasioni la fretta è cattiva consigliera e capita di ricevere in redazione CD di neo-band che contengono una notevole quantità di errori: dall’immagine di copertina al sound vero e proprio.

Perché?

Perché spesso artisti e band emergenti non hanno ancora raggiunto la maturità per affrontare la produzione di un intero album. Hanno due o tre pezzi buoni ma il resto è tutto in alto mare, privo di concretezza e progettualità.

Il risultato finale dell’album a tutti i costi è molte volte scadente e rischia di farvi giocare sin da subito la reputazione. Sempre molto meglio la politica dei piccoli passi, calcolare il budget a disposizione ed utilizzarlo poco alla volta, realizzando ad esempio un buon demo da proporre ad etichette, manager ed uffici stampa.

Una volta ricevuto il demo saranno costoro, se interessati, a dover contattare voi per proporvi un eventuale percorso insieme. Registrerete così l’intero l’album quando sarete pronti, guidati da mani esperte.

4) NON ASSALTATE I GIORNALI IN CERCA DI RECENSIONI ED INTERVISTE DA SOLI, SENZA UN UFFICIO STAMPA DI QUALITA’.  “Buongiorno siamo una band formatasi da poco, abbiamo appena realizzato il nostro primo album e vorremmo chiedervi una recensione o un’intervista”. Questa è la classica mail che qualsiasi giornale di musica o radio riceve quotidianamente dall’ennesima band neo-fondata in cerca di ascolto.

Generalmente giornali e radio di messaggi così ne ricevono a tonnellate e tutti più o meno uguali, quindi vi pubblicheranno unicamente se in quel momento non troveranno di meglio per poter coprire certi buchi redazionali. Ma a livello mediatico, agli occhi degli esperti e dei giornalisti apparirete come l’ennesima band poco professionale con l’album fatto in casa. Seppure vi fosse nel calderone un’artista davvero interessante in questo caso non verrebbe notato.

Ben altra considerazione viene riservata, invece, a chi è in grado di presentarsi con un biglietto da visita professionale, con una mail di presentazione (Press Kit) preparata ad hoc da un Ufficio Stampa.

Volendo richiamare il punto 3… direi che è inutile spendere soldi nel realizzare un album se poi non si è messo in cantiere il budget per i giusti mezzi di promozione e di presentazione.

I media hanno fiducia e si rapportano con gli Uffici Stampa perché nelle redazioni non hanno tempo per ascoltare migliaia di gruppi, si fidano del filtraggio che le Press Agency fanno a monte. Se un Ufficio Stampa serio e con cui sono in sinergia gli sta suggerendo l’ascolto di un determinato artista, sanno che quell’artista è già stato valutato da persone preparate che hanno deciso di sponsorizzarlo e sostenerlo. Quindi affidarsi ad un Ufficio Stampa di qualità è fondamentale!

5) I PROFESSIONISTI SI ASSUMONO: L’ambiente è pieno di pseudo-manager non propriamente all’altezza questo è vero, ma ve ne sono anche di seri, così come sono serie molte Agenzie di Promozione e di Ufficio Stampa. Dire a prescindere “io faccio da solo e non pago nessuno” come se tutto fosse dovuto gratuitamente alla vostra arte E’ SBAGLIATO!

Per non incorrere negli errori di cui sopra, dovrete necessariamente affidare la vostra musica in mani esperte in grado di forgiarvi: l’immagine idonea, i percorsi di comunicazione giusti, ecc.

E’ un budget di spesa fondamentale che dovrete considerare fin da subito, perché i professionisti si devono assumere e pagare per quello che faranno per voi. Saranno il vostro faro nella notte e lavoreranno alacremente per non farvi incappare negli errori che possono costarvi la carriera.

Quanto vale tutto questo lavoro? Tantissimo per voi!

6) RICONOSCERE UN’AGENZIA DI PROMOZIONE E UFFICIO STAMPA SERIA (Diffidate da chi vi offre promo al chilo!): Il campo musicale è ormai saturo di Agenzie più o meno serie. Il mio consiglio è di diffidare di chi vi offre PROMO AL CHILO, tipo mercato ortofrutticolo delle promo. I Portfolio sono oramai – grazie alla tecnologia – quasi tutti uguali, ovvero tutte le Agenzie hanno a disposizione mailing list con migliaia di contatti… la differenza la fa la serietà.

Conosco delle Agenzie poco serie che propongono una marea di giornali e radio dove a loro dire verrete pubblicati. Quindi stilano delle rassegne stampa chilometriche, che però ad un occhio attento sono di riviste e media di scarsa qualità o culturalmente inesistenti. Finirvi dentro come band del mese non è il massimo come biglietto da visita.

Un’agenzia seria non propone mai contatti tanto al chilo, propone il proprio Portfolio associato ad un percorso di crescita insieme. Cercherà di farvi conoscere in maniera discreta, distribuendo la vostra musica a seconda dei canali che riterrà opportuni. Su giornali e mezzi di comunicazione adatti a voi e a seconda della promo in corso: uscita di un album, tour, ecc.

La garanzia della vostra pubblicazione non ve la può sottoscrivere nessuno, ma un’Agenzia seria cercherà di aprirvi i canali giusti man mano. Se instaurerete un rapporto di reciproca fiducia e se il vostro progetto è valido questa Agenzia non si limiterà ad inviare mail al chilo (fondamentalmente inutili), ma si svenerà per voi… per proporvi in ogni occasione possibile ai propri referenti e contatti.

7) NON TRALASCIATE PROMO WEB E SOCIAL: Realizzare un sito web ufficiale è importantissimo per poter avere nella rete un luogo di aggregazione per i vostri fan. Consultare dei professionisti è la mossa giusta per poter realizzare un biglietto da visita degno di nota. Evitate i siti web fatti in casa da vostro cugino!

Quindi un altro punto cruciale è farsi pubblicità sui Social Network. Anche in questo caso il fai da te è molto economico, ma affidarsi ad una gestione completa vi aiuterà a tenere compatto ed efficace il vostro BRAND. Molte Agenzie di Promo e Ufficio Stampa curano da tempo anche questo aspetto col doppio vantaggio di poter utilizzare oltre i vostri profili e contatti quelli loro ben più popolati di fan e di addetti ai lavori.

8) NON DIMENTICATE L’IMPORTANZA DEL MERCHANDISING: Bene avete seguito tutti questi consigli: avete la vostra musica da promuovere e avete assunto un’ottima Agenzia di promozione, dovete considerare ora il merchandising. Non trascuratelo!

Avere a disposizione durante le vostre performance live T-shirt, cappellini, ecc. è qualcosa che vi aiuterà  a creare giorno dopo giorno consenso, far circolare il vostro nome e acquisire nuovi ammiratori. Investiteci qualcosa, e portatevi sempre dietro i vostri gadget firmati durante le esibizioni dal vivo. Sono elementi indispensabili per consolidare il BRAND.

9) E’ L’ORA DEL TOUR, NON SOTTOVALUTATE IL PRIMA E IL DOPO: Tutto è stato fatto alla perfezione, avete l’album e l’immagine giusta… e tutto fila liscio sotto la supervisione della vostra Agenzia o Etichetta di fiducia.

E’ il momento di salire sul palco per promuovere i pezzi del nuovo CD. Due fasi fondamentali sono sia il pre che il dopo concerto. Due fasi troppo spesso sottovalutate… ma un evento per funzionare e avere successo deve essere preparato a monte tramite la giusta promozione e deve concludersi il giorno dopo con l’uscita di un report su giornali e mass media.

Conclusioni: Lo so, artisti e band emergenti non dispongono di budget stratosferici, ma proprio per questo motivo è meglio progettare prima e utilizzare quel budget per le cose realmente utili. Il ridimensionamento delle grosse case discografiche e l’avvento delle nuove tecnologie sono fattori cruciali che hanno portato alla frammentazione del mercato e inducono verso il risparmio ed il fai da te. Ma autoproduzione non deve voler dire necessariamente “faccio tutto da solo a prescindere” perché commettere errori è certamente più deleterio e dispendioso che affidarsi step by step a dei professionisti. Ogni errore commesso andrà poi recuperato con un ulteriore aggravio in termini economici e di immagine. Il mio consiglio è pertanto di fare sempre piccoli passi ben congeniati… non arrangiate in solitaria e orientatevi verso tutto ciò che può rendere il vostro lavoro il più professionale possibile.

In bocca al lupo!

Stefano Campa

Autore

Stefano Campa

Stefano Campa

Grafico, esperto di comunicazione e scrittore. Negli anni '90 ha alternato la passione per l’arte e la letteratura prendendo parte a numerose attività culturali. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo libro di poesie in collaborazione con altri scrittori e nel 1994 è stato inserito nell’Italian Modern Art Yearbook. Tra il 1995 ed il 2000 ha impartito lezioni di disegno e teoria della comunicazione in un liceo della Capitale e ha lavorato presso diversi studi di arte contemporanea, graphic design e pubblicità. Nel 2001 ha creato la propria agenzia di Comunicazione e Web e dal 2002 al 2010 è stato impiegato come Web Manager & Communication Officer presso un'Organizzazione Umanitaria Internazionale, con sede in Svizzera. Attualmente è editore di alcune realtà online.