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“3460608524” è il nuovo album dei Nobraino, che abbiamo ascoltato per voi – La recensione

Cercare i nomi più bizzarri ed originali da dare ai propri album, è stata da sempre la caratteristica dei Nobraino, che questa volta si presentano con un titolo che è anche un numero di telefono attivo, “3460608524”, sul quale i fan potranno chiamarli durante il tour

Cercare i nomi più bizzarri ed originali da dare ai propri album, è stata da sempre la caratteristica dei Nobraino, che questa volta si presentano con un titolo che è anche un numero di telefono attivo, “3460608524”, sul quale i fan potranno chiamarli durante il tour.

“3460608524” è un lavoro che vede il funk come suo genere di riferimento. Basso, batteria e chitarre sono i protagonisti. Sin dai primi minuti di ascolto si nota un cambio di tonalità nella voce di Kruger, ma quelli che caratterizzano “3460608524” sono principalmente i testi. È un album maturo, molto riflessivo e introspettivo. C’è psicoanalisi, metafore molto azzeccate, si indagano i rapporti umani, le relazioni, non solo quelle amorose, ma anche quelle familiari e sociali. È un album amaro al punto giusto, dove si intravedono degli spaccati di realtà, in cui i personaggi vengono chiaramente tratteggiati, con le proprie paure, bisogni e anche sofferenze. Sono spesso gli emarginati quelli che incontriamo durante l’ascolto, o i finti vincenti, quelle persone a cui la vita non ha dato molto, spesso non per volere della sorte, ma a causa delle loro paure.

Voglia di famiglia e tradizioni si celano nel testo de “La Statua”. Già da questo primo brano si sente quella sfumatura di chitarre e bassi funky che sarà il must dell’album. Li ritroviamo nell’intro di “Cambiata”, brano in cui comincia a percepirsi quel cambio di tonalità nel cantato di Kruger e che racconta i rapporti tra genitori e figli con una poetica molto azzeccata. “Mike Tyson” ci ricorda che “tutti hanno un piano fin quando non prendono un cazzotto in bocca”, mentre donne pericolose affiorano alla guida dell’amore di “Contestazione amorevole”. “Vertigine”, brano che ha anticipato l’album e che d’estate ci ha fatti ballare anche grazie alla splendida collaborazione con Crista, nella versione dell’album è eseguito solo da Kruger, che gli regala una connotazione più scura. Il pezzo più interessante, perchè racchiude una riflessione molto profonda e introspettiva, è “Il Guinzaglio”, in cui si fa autoanalisi, si cerca di scavare su quanto le nostre paure ci frenino. “Estate illusoria” è un amaro spaccato di realtà, un giro nei mali della società moderna. Le disfatte di “Peraltro” ci portano verso la conclusione con “Il tempio di Iside”, un finale forse  non all’altezza della poetica dell’album.

“3460608524” è un lavoro che sicuramente ha dato un maggior peso ai testi e ai suoi personaggi, non badando troppo ai suoni, che per un ascoltatore superficiale potrebbero anche risultare monotoni, ma che invece, visti nell’ottica dei racconti in musica, rappresentano il giusto e scanzonato pavimento su cui appoggiare le storie amare dei Nobraino.

Egle Taccia

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Egle Taccia

Egle Taccia

Avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!